Come investire a dicembre 2024

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Come investire a dicembre 2018 o fare trading in base all'attuale situazione economica e politica

In questo articolo offriamo alcune valutazioni per chi desidera investire a dicembre 2024. Ogni periodo storico ha le sue peculiarità per ciò che riguarda l’investimento, sia che si tratti di periodi storici “epocali”, sia che si tratti di periodi storici caratterizzati da discussioni di routine. Per quanto possa sembrare importante, l’attuale situazione politica a livello italiano ed Europeo non arriva a periodi nettamente peggiori come ad esempio quella dello spread a 600 che portò alla caduta dell’ultimo governo Berlusconi, né tantomeno alla crisi del 2008-2009 le cui conseguenze si sono protratte per anni, né tantomeno ancora al 2001 delle Torri Gemelle. Nel frattempo, si sono succeduti anche conflitti di una certa importanza ed altri eventi molto importanti che hanno fatto “tremare” e non solo i mercati.

Tutta questa introduzione, quindi, serve semplicemente a chiarire che per quanto aspri possano essere gli attuali botta e risposta tra Roma e Bruxelles, non siamo in un periodo di certo paragonabile ad altri momenti storici che hanno pesato maggiormente sull’economia.

Sta di fatto, tuttavia, che la legge di bilancio così come proposta dal governo M5S-Lega oltre a non piacere a Bruxelles e molti economisti, non piace neanche a diversi grandi imprenditori, che hanno congelato i budget per eventuali nuovi investimenti per via della situazione di incertezza.

C’è da considerare, infatti, che i grandi investitori non sono divenuti tali perché hanno fatto delle “scommesse”, ma perché la maggior parte di loro ha capito quando era il momento giusto di investire e quando no. Quindi, non si tratta di un caso o di una scelta politica, ma semplicemente di una scelta razionale. “C’è stabilità? Investo. Non c’è stabilità? Non investo o investo in altri paesi”. 

In fatto di investimenti, la “fede” alla bandiera tricolore la maggior parte delle volte non ha peso. Chi investe, solitamente bada ai propri interessi e/o a quelli dell’azienda.

Ovviamente questo discorso vale per i singoli investitori, gli azionisti, mentre per ciò che riguarda la gestione e l’investimento di aziende con un marchio storico, vedi la Pernigotti, la questione è un po’ diversa. In quei casi dovrebbero scattare degli elementi di tipo umano, sociale, culturale e una valutazione dello Stato centrale sull’importanza di un determinato marchio nella preservazione del Made in Italy. Alle volte il carattere Made in Italy è relativo, altre volte no. Ad ogni modo, occorre sempre iniziare a riflettere prima e non soltanto dopo che un problema si presenti sul bilancio o sulle carte di chi acquista un marchio.

Queste, comunque, sono scelte politiche in cui non possiamo né desideriamo incastrarci. Ciò che conta, per noi, è che i nostri lettori possano farsi delle idee più chiare sul come e su cosa investire, nel caso decidessero di investire. 

A tal proposito, va evidenziato o per meglio dire ricordato, semmai ce ne fosse bisogno, che con il trading online di CFD si può negoziare sia al rialzo che al ribasso, perciò se proprio si è decisi a sfruttare delle proprie previsioni di tipo economico, si potrebbero comunque aprire posizioni al ribasso sugli strumenti per i quali si crede ci sarà un peggioramento.

I mercati sui quali poter investire sia al rialzo che al ribasso sono:

  • Valute (cambi valutari)
  • Materie prime (metalli, energia, alimentari)
  • Indici
  • Criptovalute
  • Obbligazioni
  • Azioni
  • ETF
  • Blend

Forex dicembre 2024, come investire o fare trading

Per quanto riguarda il cross valutario più importante, sarebbe a dire Euro Dollaro, la questione si è fatta decisamente interessante, anche per via dell’Italia. Infatti, riprendendo il discorso prima menzionato riguardante la Legge di Bilancio che dovrebbe entrare in vigore nel 2019, il governo ha incassato la bocciatura dei vertici europei, tra cui anche la Commissione Europea.

A quella dei tecnici, si è aggiunta anche la bocciatura (tra l’altro più convinta) da parte di alcuni dei paesi facenti parte dell’Unione Europea, tra cui l’Austria. Se da una parte sembrano “fratelli di nazionalismo/sovranismo” con il vice premier Salvini, dall’altra il loro concetto di “indipendenza” non consentirebbe strappi alla regola, come invece in questa occasione richiede il governo italiano.

Sebbene di strappi alla regola se ne siano già visti in passato, l’attuale situazione crea comunque malumori e instabilità.

Senza dilungarci troppo, il concetto è questo: se l’instabilità resta, il cambio EUR USD non potrà fare altro che scendere. L’euro, infatti, in caso di persistenza di “crisi” non potrà fare altro che perdere di valore nei confronti del dollaro, nella “sfida diretta” insita nel cambio EURUSD.

Come fare trading euro dollaro a dicembre 2018

Quindi, per chi desidera investire a dicembre 2024 o fare trading il cambio Euro Dollaro è sicuramente uno dei principali strumenti da tenere in considerazione, poiché potrebbe vedere importanti movimenti al ribasso già a partire da questa seconda metà di novembre.

A tal proposito, le date da tenere maggiormente in considerazione per il trading su euro dollaro saranno certamente quelle per le quali effettivamente si attenderanno le prossime risposte da Bruxelles. Risposte, è bene sottolinearlo, che si compongono sia di quelle delle commissioni, sia di quelle dei paesi membri.

La peggiore situazione possibile per l’euro dollaro sarebbe quella per cui un’accettazione della manovra italiana comporti sanzioni (interessi) o reazioni importanti di altri paesi membri. Il tutto, in vista delle prossime elezioni europee a Marzo.

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Trading di indici nel 2024

Restando in ambito europeo, sono sicuramente da tenere in considerazione anche gli indici di borsa in tale contesto. Primo tra tutti, l’indice FTSE MIB di Borsa Italiana, poiché per Piazza Affari partirà sicuramente un periodo caldo e frenetico, nel caso in cui vi fossero strappi con l’Unione Europea.

L’indice principale di FTSE MIB, trainato molto dagli istituti bancari che potrebbero (nel caso vi fosse) pagare il prezzo di un rialzo dello spread, potrebbe muoversi in deciso ribasso.

Per chi invece resta ottimista, lo stesso discorso vale anche al contrario, con una view rialzista. In tal caso, chi prevede un accordo finale tra UE e Italia o un “buon viso a cattivo gioco”, potrebbe aprire posizioni Long sull’indice FTSE MIB o Italia 40, a seconda di come viene denominato sulla piattaforma di trading CFD su cui si opera.

Quali azioni comprare o vendere

Fermo restando che se fate trading con i CFD potete “vendere” anche senza aver comprato, grazie alle posizioni “short” (al ribasso), vediamo quali azioni si potrebbero considerare se decidessimo di investire.

Per il trading su azioni occorre prendere in considerazione quanto detto a proposito degli indici per ciò che riguarda il settore bancario. Infatti, la situazione di incertezza (da non confondere comunque con la peggiore “situazione di instabilità”) crea disagi sul mercato dei titoli bancari. 

L'aumento dello spread pesa soprattutto sui titoli bancari

Infatti, l’eventuale aumento dello spread coinvolgerebbe soprattutto il mercato bancario.

La più semplice delle ragioni sta nel fatto che gli istituti bancari e assicurativi sono i primi detentori dei titoli di Stato, ergo se essi si svalutano, per banche e assicurazioni vi è una perdita di valore. La perdita di valore dei BTP (Buoni del Tesoro Polinennali) rappresenta quindi un danno per gli istituti bancari e di credito.

A tutto ciò si aggiunge il giudizio di affidabilità agli occhi degli investitori esteri (e non solo!), che vedono nell’italia uno scenario non proprio ideale in cui investire. Le occasioni di investimento nel mondo non mancano, perciò attendere tempi migliori (con spread più bassi) rappresenta un’opzione facilmente attuabile (oltre che comprensibile).

L’investimento da parte di investitori esteri non solo va a rimpinguare i bilanci delle aziende, ma dello Stato stesso. Infatti, l’Italia deve molto all’acquisto di BTP proprio da parte di investitori esteri. Se il rendimento cresce, il premio cresce, ma aumentano anche i rischi da parte del paese emittente e la sua instabilità economica.

Ciò detto, i titoli da tenere in forte considerazione per investire nel 2024 o per il trading online azionario (al rialzo o al ribasso), sono quelli bancari.

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Criptovalute nel 2024

L’anno scorso, di questi tempi, tutti vedevamo il Bitcoin viaggiare verso quota 20 mila dollari, con tutti i notiziari in TV e in radio che riprendevano dichiarazioni da parte di grandi autorità riguardanti lo stesso. Internet era decisamente “rapita” dalle criptovalute e dal Bitcoin che di fatto trascinava tutte le criptomonete con se.

Ebbene, a un anno di distanza, il Bitcoin è appena sopra quota 5 mila dollari, delle criptovalute non si parla più di tanto e ciò rappresenta al tempo stesso un fatto positivo e negativo.

Partiamo dal negativo: non si affronta più il discorso del pagamento tramite valute digitali che molto probabilmente verrà ripreso in futuro.

Gli aspetti positivi:

  • non vi sono più grossi sconvolgimenti di prezzo quotidiani dovuti a volumi di contrattazioni straordinari (almeno, non paragonabili a quelli visti in precedenza)
  • il fenomeno delle criptovalute ha lanciato il boom della tecnologia blockchain
  • Ethereum è stato il progetto che ha sdoganato gli “smart contract

Partendo da questi punti potrebbero partire considerazioni importanti circa la valutazione (valutare non significa acquistare o aprire posizioni ma giudicare personalmente) circa il trading o l’investimento su società che si occupano di blockchain e quotate in borsa.

Trading su Blend nel 2024

Un altro strumento finanziario da valutare per negoziare nel 2024 sono i blend. Questi sono una novità disponibile sulla piattaforma trading di Markets e rappresentano dei raggruppamenti di azioni in base a diversi parametri tra cui capitalizzazione di mercato, liquidità, volatilità di prezzo e volume di trading delle singole azioni.

In questo modo, si può fare una selezione molto precisa della tipologia di azioni su cui investire, una possibilità molto utile per chi decide di farlo in base al settore di appartenenza del titolo.

Come abbiamo spiegato nel nostro articolo sui blend, questi presentano processo di creazione piuttosto complesso, basato su tre elementi:

  • volatilità giornaliera e annuale
  • percentuale di capitalizzazione di ogni azione del Blend rispetto a quella del mercato totale di tutti i titoli di cui si compone blend
  • matrice di correlazione dei titoli del blend

Alcuni dei blend più interessanti su cui negoziare sono:

  • E-commerce: che include Amazon, Alibaba, eBay, Best Buy ed Etsy.
  • Social Media: che include: Facebook, Snapchat, Twitter, Weibo e Yelp
  • US Tech: che include: Apple, Google, IBM, Intel e Microsoft

Se l’anno scorso vi siete concentrati sul cercare di capire le dinamiche dei prezzi delle criptovalute, quest’anno potreste usare la stessa energia e lo stesso tempo per valutare i blend, che come abbiamo visto si compongono di titoli azionari, quotati in borse azionarie e perciò facenti parte del sistema economico tradizionale e più solido.

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