Come investire nel 2016

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Su cosa investire nel 2016? Gli strumenti finanziari più interessanti e le idee per investire su azioni e fare trading online.

In questo lungo articolo cercheremo qualche idea interessante per investire nel 2016, un anno che si presenta ricco di spunti da analizzare e da approfondire caso per caso, a seconda del proprio stile e delle proprie esigenze, a seconda del proprio fiuto. Il presente articolo verrà sviluppato secondo le categorie di strumenti finanziari maggiormente utilizzati quali azioni, coppie valutarie, futures, fondi d’investimento ETF.

Proprio per quanto concerne l’investimento azionario, va evidenziato che le IPO del 2016 sono uno degli aspetti da tenere maggiormente in considerazione poiché tra esse ve ne sono alcune attese dai migliori analisti del mondo. Per ogni strumento finanziario evidenzieremo, laddove sia possibile, le modalità di investimento online, soprattutto per quel che riguarda l’approccio a breve termine.

Per investire in borsa su azioni o fare trading su diversi strumenti finanziari qui menzionati come petrolio e dollaro si può utilizzare la piattaforma Plus500 .

Le migliori IPO del 2016

Tra le IPO del 2016, ovvero le offerte inizial al pubblico di titoli azionari da parte di società appena quotate in borsa, spicca sicuramente il settore biotecnologico. Si tratta di un settore che può offrire ottimi spunti d’investimento e trading, perciò è ottimo per chi cerca dei risultati d’un certo rilievo. Possono trasformarsi nei più rischiosi, ma anche nei più profittevoli. Qui di seguito, elenchiamo le società che vedrebbero per la prima volta suonare la campanella di inizio contrattazioni.

Le IPO tecnologiche

  • AppDinamics: è una società fondata nel 2008 che si aiuta le aziende a risolvere problemi legati alla lentezza di connessione e ai cosiddetti “crash”. Si tratta quindi di una società con alto grado di tecnologia e innovazione, oltre che di aggiornamento. E’ valutata attorno ai 2 miliardi di dollari e nell’ultimo anno ha fatturato oltre 100 milioni di dollari.
  • AppNexus: leader del mercato adtech, ha fatturato quasi 300 milioni di euro nel 2015 e la sua valutazione è stata di circa 1,5 miliardi di dollari
  • Cloudera: è un’azienda fondata nel 2008 che vende una versione per imprese della piattaforma open source Apache Hadoop, insieme a servizi e strumenti per il suo utilizzo. Nel 2015 ha fatturato 150 milioni di dollari e una valutazione arrivata persino a 4,5 miliardi di dollari
  • DocuSign: fondata nel 2003, si occupa di creare software per la gestione delle burocrazie contrattuali. La sua valutazione è stata addirittura di 3 miliardi di dollari nel 2015, anno in cui ha chiuso con una fatturazione superiore a 100 milioni di dollari
  • Plusralsight: un’azienda che si occupa di formazione online, nata nel 2004, che nel 2015 ha fatturato più di 100 milioni di dollari. Nel 2014 la sua valutazione è stata di 1 miliardo di dollari
  • Qualtrics: fondata nel 2002, si occupa di sondaggi e statistica, ha fatturato più di 125 milioni di dollari nel 2015 e il suo valore nel 2014 è stato quantificato superiore a 1 miliardo
  • Squarespace: fodnata nel 2004, si occupa di servizio hosting e costruzione di siti web. Nel 2015 il fatturato è stato superiore a 100 milioni di dollari, la sua valutazione superiore al miliardo
  • Veracode: azienda cloud-based che si occupa di sicurezza, fondata nel 2006. Il magazine Fortune valuta tale azienda circa 950 milioni di dollari

IPO UBER e XIAOMI per investire nel 2016?

Queste due IPO meritano una parantesi a parte poiché sono attese da tantissimi analisti e investitori di tutto il mondo, essendo due delle società non ancora quotate in borsa dalle potenzialità più ampie, sia nella loro  crescita che nel valore delle loro azioni. UBER infatti è valutata sopra i 50 miliardi di dollari (ottobre 2015), una cifra pazzesca se si considera che Ferrari è stata valutata appena 10 miliardi di dollari. Ebbene, UBER, che ha passato l’ultimo anno a combattere contro tutte le norme per la concorrenza di tantissimi paesi che hanno cercato di metterle i bastoni tra le ruote e con cui ha dovuto negoziare, si avvicina sempre più alla sua discesa in Borsa. Ovviamente, sarà la borsa americana, probabilmente il NYSE o il NASDAQ.

investire in azioni UBER nel 2016, probabile IPOUBER è uno dei marchi maggiormente rivoluzionari della cosiddetta “sharing economy”. Il suo grado di rivoluzione è pari a quello di Facebook, soltanto che qui si parla di automobili, che andranno a fare sempre più concorrenza ai taxi. Per quanto riguarda le entrate, grazie ai 50 paesi in cui opera, Uber è riuscita a sestuplicare (600%) le proprie entrate dal 2013, e far aumentare la sua valutazione da 40 a 50 miliardi in un solo anno (2015). Tra i suoi futuri potenziali investitori c’è anche l’inventore di Facebook, Zuckerberg, e ciò lascia solo immaginare a quali progressi ed evoluzioni potrebbe andare incontro la società. La IPO Uber, quindi, si pone come un forziere ancora chiuso, ma già molto richiesto. Per quanto riguarda il trading online, sarà sicuramente interessante negoziare nei primi momenti della IPO Uber per puntare ad un rialzo, che potrebbe essere in tale occasione molto ampio. Come spesso accade, in queste occasioni, vi sarà un primo momento di euforia, poi uno sgonfiamento, e quindi un avvio verso un tren più definito.

Per quanto riguarda XIAOMI, invece, si tratta di una società che produce smartphone, tablet, prodotti di telefonia (terza al mondo dopo Samsung e Apple), ed è attualmente valutata circa 45 miliardi di dollari. Data l’attuale situazione in Cina, sarebbe meglio aspettare una nuova valutazione, tenuto conto di tutti i passaggi di produzione, dei costi, degli investitori (che comunque non mancherebbero).

IPO AirBNB, SpaceX

Uno spazio a parte va dedicato a delle aziende che sebbene siano del ramo tecnologico, si situano in una scala maggiore rispetto a quelle precedenti (UBER esclusa). AirBNB è un altro grande fenomeno della sharing economy (la condivisione di appartamenti o camere da parte di privati), che attualmente è valutata circa 25 miliardi di dollari.

SpaceX, sebbene non sia nota ai più, è un’azienda che si occupa della produzione e sviluppo di trasporto aerospaziale. Nei suoi piani vi è una collaborazione con la NASA per quanto riguarda la stazione aerospaziale internazionale (ISS) e soprattutto, forse più interessante, lo sviluppo di servizi aerospaziali a basso costo. La sua valutazione attuale è di circa 12 miliardi di dollari.

Quali azioni italiane comprare nel 2016?

Chi desidera comprare azioni italiane o negoziare CFD azionari deve necessariamente tenere conto l’attuale situazione economica in cui si trova l’intero sistema in questo momento. Per quanto riguarda l’offerta di beni e servizi, le aziende italiane (così come quelle di tutti i paesi del mondo) devono tenere conto per forza di cose l’attuale crollo del prezzo del petrolio, il rafforzamento del dollaro, la crisi del mercato in Cina. L’ideale sarebbe investire su azioni italiane che non siano penalizzate da questi tre problemi, anche se ci si rende conto facilmente che la crisi del mercato cinese va a penalizzare tutti coloro che puntano sull’export. Su queste azioni si può negoziare tramite la piattaforma Plus500. In questa pagina trovate tutte le azioni disponibili su cui si può contrattare.

Le azioni Ferragamo, mediamente tra le migliori del settore lusso italianoPer quanto riguarda dollaro e petrolio, invece, le aziende del lusso come Salvatore Ferragamo, Tod’s, YOOX-Net-a-Porter e anche Luxottica possono offrire ai propri clienti una prodotto a prezzi ancora più bassi (laddove il carburante rientri nei costi di produzione) o comunque aumentare il proprio export verso gli USA per via dell’euro più debole rispetto al dollaro americano.

Solitamente, il lusso non viene particolarmente colpito dalle crisi finanziarie, e ciò è vero nei paesi occidentali. In Cina, invece, la situazione è un po’ diversa per via della “freschezza” di molti neo investitori, dei quali una buona percentuale sta subendo un ritorno verso la classe media, per via dello scoppio della cosiddetta bolla cinese (investimento sconsiderato in azioni, gonfiato dai finanziamenti delle banche).

Settore Auto, previsioni

Il settore automobilistico è stato uno dei migliori nel 2015, se non il migliore. Tra le case automobilistiche ha spiccato FCA, Fiat Chrysler, che ha fatto segnare rialzi anche a doppia cifra sui dati precedenti. Un risultato straordinario considerato che è stato il primo anno di vita della creatura di Sergio Marchionne, oggi a guida anche di Ferrari.

A proposito di FCA e Ferrari, l’inizio di quest’anno ha visto lo scorporo che ha portato il valore di FCA da 16 a 9 miliardi, con una notevole riduzione del valore delle azioni. Era una operazione annunciata e pianificata, perciò nessuna sorpresa. Da quest’anno inizieremo a vedere i risultati di FCA e Ferrari in modo totalmente separato. Ferrari ora è quotata in borsa sia sul NYSE, Wall Stret, che alla Borsa di Milano.

Le azioni FCA potrebbero essere tra le migliori azioni da comprare nel 2016Per quanto riguarda le previsioni sulle azioni FCA nel 2016, le azioni quotate sul FTSE MIB sono viste al rialzo addirittura del 90%, mentre per quanto riguarda il NYSE, poco sopra il 6%. Trattasi di stime annuali, perciò potrebbero subire delle variazioni. Ad ogni modo, questi dati si basano sulle stime dei ricavi, di mercato, del settore. Tutto lascia intravedere per FCA un’ottima annata sull’indice principale della Borsa di Milano. Clicca qui per negoziare online su FCA.

Investire in alluminio, scelta più azzeccata?

L'investimento in alluminio potrebbe godere di rialzi sorprendenti dal 2016 fino al 2020Nella crisi della materie prime vi sono alcune eccezioni e la più importante pare proprio quella dell’alluminio. Investire in alluminio potrebbe rivelarsi una delle scelte più azzeccate del 2016, che potrebbe riservare anche piacevoli sorprese. Infatti, dopo un anno caratterizzato da surplus e tagli alla produzione, il 2016 sembra essere l’anno in cui la domanda supera l’offerta. In tutto ciò si situa l’Alcoa, che ha chiuso uno dei suoi grandi impianti. Si stima un deficit poiché la domanda dovrebbe aumentare del 6% e addirittura del +100% entro il 2020 rispetto al 2010. Il prezzo dell’alluminio, con un calo della domanda, potrebbe lievitare e di molto. La domanda quindi sarebbe non “se investire”, ma in che modo. Se le stime avranno seguito e il mercato si muoverà nella direzione propedeutica a tale rialzo, le banche d’investimento inizieranno a spingere per l’investimento in alluminio perciò potrebbero esserci forti rialzi anche entro l’anno, anche nei prossimi mesi. Si potrebbe perciò investire in alluminio anche con un approccio a breve termine. A tal proposito è interessante capire come negoziare CFD su alluminio online.

 Approfittare del ribasso del petrolio?

Il petrolio sta crollando. Oggi, al 13 gennaio 2016, siamo arrivati praticamente a quota 30 dollari e alcune importanti banche d’investimento come Morgan Stanley credono fortemente che potrebbe arrivare anche sotto quota 20$. Si tratterebbe di un avvenimento epocale, che avrebbe effetti sull’economia del mondo intero. Si pensi infatti a quei paesi emergenti che basano la loro economia sull’esportazione di greggio, come ad esempio gli stati sudamericani del Venezuela e del Brasile. A questi si aggiungono altri paesi, più o meno forti, come ad esempio la Russia. Il ribasso del prezzo del petrolio è stato causato principalmente da questi fattori:

  • Sovrapproduzione: quest’anno ci ha pensato l’Arabia Saudita a immettere sul mercato molto più petrolio del solito, così come negli ultimi due anni hanno fatto gli USA
  • Crisi del mercato cinese: l’economia cinese, protagonista dell’ultimo decennio, è in una profonda crisi che tocca anche la produzione e quindi anche la richiesta di materie prime, tra cui il petrolio
  • Rafforzamento del dollaro causa rialzo tassi d’interesse: petrolio e dollaro USA sono inversamente correlati. Nell’analisi tecnica significa che con il rafforzamento del dollaro è quasi fisiologico un indebolimento del prezzo del petrolio. Questo fattore si aggiunge ai due precedenti.

i ribassi del prezzo del petrolio sono causati dalla sovrapproduzione in concomitanza con il calo della domandaQuella sul petrolio si potrebbe definire la “tempesta perfetta”. Non c’è alcun fattore che lascia intravedere un rialzo rispetto a quote comunque basse, come quelle attuali. In più, si potrebbe persino scendere ulteriormente, fino a quota 20$, ma senza che questo rappresenti un limite. Infatti, alcune banche d’investimento, agenzie di rating e analisti si dimostrano ancora più pessimisti.

Ora, di questa situazione si può anche approfittare. Si può fare principalmente in tre modi:

  1. Investendo o negoziando su azioni che sortiscano effetti positivi su tale situazione, come visto nel paragrafo precedente riguardante le azioni italiane
  2. Investendo o negoziando su futures sul petrolio. Informazioni specifiche
  3. Investendo o negoziando su ETF petrolio, ovvero fondi d’investimento di tipo Exchange Traded Fund il cui obbiettivo è quello di replicare l’andamento e quindi la performance d’investimento di società o indici basati sul petrolio. Informazioni specifiche

A quanto arriverà l’euro dollaro?

Il 2015 vi abbiamo accompagnato con alcuni temi chiave tra cui il dollaro, del quale avevamo pronosticato già da molto tempo il suo ritorno all’arrembaggio sull’euro. In questi giorni, post rialzo dei tassi FED, il cambio EUR/USD viaggia intorno a 1,08 e se l’economia europea non mostrerà forti segnali di ripresa, tale rapporto è destinato a scendere ancora. Anzi, se il mercato cinese e il petrolio abbasseranno ulteriormente i prezzi, l’UE potrebbe procedere con un’altra manche di Quantitative Easing (già prospettata). Questa ipotesi, svalutando ulteriormente l’euro, andrebbe a lanciare definitivamente il dollaro verso la parità.

Ma con che probabilità accadrà tutto ciò? Tutto dipenderà dalla soluzione della crisi del mercato cinese, poiché si tratta di un meccanismo su cui in tanti hanno puntato, sia dal punto di vista di investimenti, sia dal punto di vista di mercato su cui vendere. Infatti, si pensi a questi diversi scenari:

  • Un’azienda che ha prodotto pianificando un determinato numero di acquisti da aziende cinesi (prodotti da lavorare)
  • Un’azienda che ha prodotto pianificando un determinato numero di vendite sul mercato cinese (prodotti di consumo)

Nel primo caso, il più colpito al momento, si tratta di una situazione in cui le aziende cinesi non possono farsi carico dell’acquisto di materiali o prodotti da immettere nel circuito di produzione. E’ il caso delle materie prime, di cui la Cina è stata nell’ultimo quindicennio una grande “divoratrice”, che ha visto il suo prodotto interno lordo salire vertiginosamente ogni anno. Se tali aziende vanno in crisi, anche la loro capacità di acquisto di materie prime diminuisce, ragion per cui la domanda diminuisce.

L’export verso la Cieuro e dollaro dovranno digerire la crisi del mercato cinesena è in pericolo anche per quanto riguarda il mercato al consumo, poiché tale crisi sta colpendo soprattutto il ceto medio, quello più attivo nell’acquisto di beni di buona qualità e in parte anche di lusso. Si pensi ad esempio ad un iPhone o a un vestito di marca italiano. Il lusso, come detto in precedenza, solitamente non viene colpito da queste crisi, ma in Cina la situazione è un po’ diversa poiché si tratta di un lusso “fresco”, che negli ultimi anni ha visto puntare molto sulla grande crescita del mercato azionario cinese, ora in profonda crisi.

Il fattore Cina, quindi, rappresenta un fattore che oltre a coinvolgere i mercati azionari, coinvolge da lontano anche il rapporto tra euro e dollaro, che vedrà contrapporsi Eurozona e USA anche su come affrontare al meglio la crisi di questo mercato.

Un fattore che influisce sulle valute (sebbene in misura minore dei tassi d’interesse) è il PIL. Il Prodotto Interno Lordo dei paesi europei subirà un miglioramento netto nel 2016? A tal proposito, va considerato che un prezzo del petrolio basso favorirebbe il PIL dei singoli paesi importatori come l’Italia e perciò avrebbe benefici anche complessivamente nell’eurozona. Il prezzo del petrolio basso quindi sarà un’arma affinché l’euro rimanga stabile poco sopra la parità. Al contrario, se il petrolio dovesse tornare a prezzi superiori ai 50$, si andrebbe sempre più verso la parità tra euro e dollaro.

 

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