Lezione 24 – Stocastico, come si usa?

Stocastico

L’oscillatore stocastico porta questo nome poiché oscilla. Più precisamente oscilla tra 0 e 100. Ora, tenendo a mente questo fattore fissiamo a 20 il livello di ipervenduto e 80 il livello di ipercomprato. Questi due livelli ci occorrono per capire quando l’oscillatore stocastico ci dice che si avvicina il momento di una probabile inversione.
Occorre ricordare tuttavia quanto detto nella prima lezione sullo stocastico a proposito del suo andamento. Dato che il suo compito è quello di “catturare” un cambio di ritmo del mercato, nel caso in cui vi fossero rialzi o ribassi anche forti ma comunque costanti, l’oscillatore stocastico non segnalerebbe nulla di particolare. Questo sia perché non vi sono cambi repentini, sia perché questo oscillatore è ottimale per le fasi di mercato laterale. Una fase di mercato laterale è quella in cui non vi è un trend ben definito. Un altro fattore ottimale per l’oscillatore stocastico è il breve termine. Quindi, sintetizzando, l’oscillatore stocastico si usa in situazioni di mercato laterali e sul breve termine.

Operatività

Considerando un titolo azionario con delle quotazioni che seguono una certa irregolarità, senza trend ben definiti, con movimenti non lisci, spesso sovrapposti, potremo definirlo in una situazione laterale.
Procedendo sul piano operativo, individuiamo innanzitutto 2 punti sulla parte superiore e 2 punti sulla parte inferiore, tracciando due trend line e una proiezione. Fatto ciò, opereremo:

  • Acquistando: se il prezzo tocca la trend line inferiore e le due linee dello stocastico si incrociano nella zona di ipervenduto
  • Vendendo: se il prezzo tocca la trend line superiore e le due linee dello stocastico si incrociano nella zona di ipercomprato

Come comportarsi con un trend?

Abbiamo detto che l’oscillatore stocastico è ideale per le fasi laterali. Tuttavia, se si riesce ad individuare con “certezza” un trend, ovvero se ci si trova in un trend ben definito, si può sfruttare il ritracciamento, entrando nella stessa direzione del trend originario per cercare di sfruttare la fine della correzione.
In parole più semplici, quando un prezzo si muove verso una direzione in modo costante e accentuato e potremo considerarlo come una tendenza, potremo supporre che tale tendenza continuerà il suo percorso anche dopo una leggera correzione.
In tal caso:

  • Un segnale di acquisto viene generato dal momento in cui le linee dello stocastico si incrociano nell’area di ipervenduto
  • Un segnale di vendita viene generato dal momento in cui le linee dello stocastico si incrociano nell’area di ipercomprato

Come comportarsi in caso di divergenza?

Abbiamo visto come operare in caso di mercato laterale e mercato con trend. Ora vediamo il caso in cui abbiamo una divergenza, intesa come divergenza tra i prezzi e l’oscillatore.
Se ci troviamo in una situazione in cui il prezzo segna due massimi decrescenti e nello stesso punto si verificano due massimi crescenti (vedi lezione sul doppio massimo e minimo), potremmo trovarci in una fase di divergenza ribassista e il titolo potrebbe effettuare un’inversione. Lo stesso vale ovviamente per il contrario in cui avremmo una divergenza rialzista.
Ad ogni modo, è consigliato attendere divergenze in fase di leggera tendenza o in fase laterale, poiché le probabilità di successo dei segnali sono sicuramente più alte.
Molti analisti e trader utilizzano lo stocastico come rampa di lancio, come filtro prima di aprire una posizione al rialzo o al ribasso, con l’obbiettivo di integrare i segnali ottenuti con altri indicatori.

Vai alla lezione 25 – Analisi dello stocastico

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*Il tuo capitale potrebbe essere a rischio. Questo contenuto non costituisce un consiglio di investimento.