Lezione 20 – Interpretare gli Indicatori Economici

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impatto indicatori economici sul forex

Finora abbiamo visto quali sono gli indicatori economici e quali relazioni abbiano con i mercati finanziari. In questa lezione invece vedremo come gli indicatori si influenzino reciprocamente e vedremo quali sono i fattori di crescita e decrescita di un paese, elementi essenziali per pronosticare i movimenti della valuta di riferimento e quindi della sua forza in una determinata coppia valutaria.

Tasso d’Interesse

Il primo indicatore economico di cui analizziamo gli effetti è il tasso d’interesse poiché lo incontreremo nella presentazione degli effetti di tutti gli altri indicatori. Il tasso d’interesse è sicuramente la variabile che ha il maggiore impatto sul mercato del Forex, così sui mercati azionari e obbligazionari. Si può dire che si muove tutto in base ai tassi, ai loro trend e persino sulle loro previsioni. A volte i mercati si basano così tanto sulle previsioni o gli annunci di un cambio di tasso, che quando poi questo arriva effettivamente, ormai non fa più effetto poiché i mercati si sono già adattati nell’attesa.

Sul mercato delle valute ovvero sul Forex, un aumento dei tassi d’interesse reali (ovvero al netto dell’inflazione) vede un aumento dell’attrazione dei capitali per via dei maggiori rendimenti. Questo fattore dovrebbe in teoria rafforzare la valuta all’interno del rapporto di coppia valutaria.

PIL (Prodotto Interno Lordo)

Partiamo dal PIL, ovvero dal Prodotto Interno Lordo (in inglese è Gross Domestic Product o GDP). A un PIL alto solitamente seguono dei rialzi del tasso d’interesse o per lo meno delle aspettative di rialzo dei tassi di interesse. Infatti, essendo un fattore positivo, questo induce lo stato ad aumentare i tassi per rinforzare la propria moneta. Questo, a meno che lo stato stesso non tema che una inflazione non riporti danni alla fiducia verso la stessa valuta. Ad esempio, se il Giappone ha un incremento nel proprio PIL e decide di aumentare i tassi d’interesse, lo YEN varrà di più, ma costerà di più anche per coloro che comprano dall’estero laddove il cambio si rafforzi a favore dello YEN. Perciò, se l’aumento dell’inflazione inficia sul benessere del paese, lo stato provvederà a non alzare i tassi d’interesse oppure a riportarli in breve al livello precedente.

I paesi che sono interessati ad attrarre capitali, sono preposti ad una bassa inflazione. Perciò, anche se hanno PIL alti, non sono interessati ad alzare i tassi d’interesse e quindi non presentano grandi variazioni nei rapporti valutari, ossia nelle coppie valutarie.

Alcuni indicatori sono in grado di anticipare l’evoluzione futura del PIL, poiché questo dipende dall’evoluzione della domanda aggregata. Secondo il modello macroeconomico, considerando il PIL come offerta, la domanda è costituita da consumi, investimenti, variazione delle scorte  ed export netto. Perciò, analizzando i componenti della domanda, si può arrivare ad indicare la possibile evoluzione del PIL. Sostanzialmente, è ciò su cui si basano le previsioni degli analisti per pronosticare la variazione delle percentuali di PIL in un periodo nel futuro. Si sente spesso dire ad esempio “nel 2015 il PIL crescerà dello 0,1%” (solitamente quando si parla d’Italia è sempre questione di pochissimo), ebbene ora sapete su quali fattori si basano quelle previsioni.

Produzione Industriale

La produzione industriale o Industrial Production solitamente è pubblicato insieme al tasso di utilizzazione della capacità produttiva. Se questo tasso supera l’85%, può portare a una grossi squilibri inflazionistici nel processo di produzione.

Vendite al Dettaglio

Una crescita delle vendite al dettaglio o retail sales costituiscono un rafforzamento, perciò come nel caso del PIL ci si può aspettare un aumento dei tassi, quindi si può puntare sul rafforzamento di una valuta in una coppia valutaria e quindi poter puntare al rialzo o ribasso di conseguenza.

Ordini Beni Durevoli

Se gli ordini dei beni durevoli o durable goods orders crescono è un segnale di rafforzamento dell’economia perciò anche in questo caso si può prevedere un rialzo dei tassi.

Ordinativi all’industria

Se crescono gli ordinativi all’industria o factory orders vuol dire che la produttività potenziale delle imprese cresce e quindi anche i loro profitti. Fattore che serve per valutare se in un futuro prossimo vi sarà una flessione dell’economia o meno. Ovviamente se aumentano gli ordinativi, questa flessione non ci sarà, ma anzi vi sarà un potenziamento delle società e degli indici azionari.

Scorte delle Imprese, Scorte dei Grossisti

Se le scorte delle imprese (business inventories) o le scorte dei grossisti (wholesale trade) diminuiscono, costituiscono un fattore positivo per l’economia, in special modo al termine dei periodi di recessione o in altri periodi delicati.

Redditi delle Famiglie

Ovviamente più alti sono i redditi delle famiglie (personal income) più vi è possibilità di consumo (in primis) e di risparmio. Il risparmio è diviso tra depositi in banca e investimenti. E’ di sicuro un termometro fondamentale per tastare il benessere di un paese.

Spese per Consumi

Il personal spending è sicuramente un fattore positivo poiché denota benessere, ma può anche diventare un fattore che scatena l’inflazione.

Bilancia Commerciale

Il trade balance ovvero la bilancia commerciale è particolarmente importante per il Forex, in quanto si parla di esportazioni e importazioni. Le esportazioni e i trend delle esportazioni determinano la forza della sua attività economica estera e della competitività. Le importazioni, invece sono il risultato dell’economia domestica. Una forte deficit commerciale è accompagnato da una divisa debole e perciò perde terreno nei rapporti dei cross valutari.

Disoccupazione

Come sappiamo bene anche noi italiani, il tasso di disoccupazione o unemployment rate, se molto alto causa l’abbassamento dei tassi d’interesse da parte della Banca Centrale.

Prezzi

L’inflazione crea incertezza e rende più difficile l’analisi dei dati in un contesto economico. Si traduce anche in un andamento negativo dei prezzi delle azioni, poiché le autorità per fronteggiare l’inflazione aumentano i tassi d’interesse e restringono la liquidità). Inoltre, l’inflazione causa l’indebolimento della valuta nazionale, soprattutto quando vi è la perdita di competitività delle merci esportate.

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