Borsa Americana, Dow Jones

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il Dow Jones è un importante indice azionario della Borsa Americana

Il Dow Jones è forse il più importante indice azionario del NYSE, ovvero la Borsa di New York. Prende il nome da Charles Dow, fondatore dell’analisi tecnica e del Wall Street Journal. Principale indice del New York Stock Exchange, il Dow Jones è anche tra i più famosi al mondo.

La caratteristica dell’indice è quello di soppesare il prezzo dei 30 principali titoli azionari di Wall Street. Differenza rilevante rispetto a quegli indici che considerano invece la capitalizzazione. Il che, fra l’altro, ha generato numerose perplessità, e con esse un certo dibattito. Ridurre l’intero listino di azioni americane ad appena trenta titoli è, secondo alcuni, riduttivo. In effetti si tratta di un problema non da poco: se il numero dei titoli componenti è troppo ridotto, viene in parte meno la corrispondenza con l’andamento dell’intero listino della borsa USA.  

Ad ogni modo, il Dow Jones nel 2015 ha raggiunto dei nuovi massimi, superando addirittura la tanto attesa quota 18.000. Ciò è avvenuto nel corso di una congiuntura economica particolarmente positiva in cui gli USA hanno visto ricrescere la propria economia a ritmi elevati, con un +5% nel terzo trimestre 2014 e un avanzamento ancora in corso per il 2015. Il rialzo annuale del 2014 ha segnato un 7,5% ovvero un livello “cinese”, anche se la Cina ha fatto meglio anche stavolta. Il 2014 e quindi anche il Dow Jones sono stati segnati dal crollo del prezzo del petrolio, dovuto principalmente proprio agli USA che hanno aumentato la produzione portanto il livello dell’offerta di greggio molto in alto e costringendo i mercati a rivedere i prezzi. Ciò ha contribuito alla discesa dell’euro (paesi importatori) e quindi all’abbassamento del cambio eur/usd (ed altri cambi con paesi importatori ) che ha portato ad una difficoltà maggiore delle esportazioni USA nel mondo. Il Dow Jones è recentemente sceso di nuovo sotto quota 18.000.

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Lista delle azioni del Dow Jones

Le società che compongono l’indice azionario Dow Jones non sono fisse, possono quindi essere sostituite. E vengono sostituite a seconda dell’opinione del mercato. Ruolo fondamentale, al riguardo, è quello degli editori The Wall Street Journal, che hanno la possibilità di orientare tali sostituzioni. Il cambiamento delle azioni al suo interno produce dei cambi anche per il calcolo dell’indice. Concetto che approfondiremo nei paragrafi successivi. 

Al 05/10/2022 le società che compongono l’indice sono: 

  • 3M Company
  • American Express
  • Apple
  • AT&T
  • Boeing
  • Caterpillar
  • Chevron
  • Cisco
  • Coca Cola
  • Exxon Mobil
  • General Electric
  • Goldman Sachs
  • Home Depot
  • Intel
  • IBM
  • Johnson & Johnson
  • JP Morgan
  • McDonald’s
  • Merck & Co.
  • Microsoft
  • Nike
  • Pfizer
  • Procter & Gamble
  • The Travelers Companies
  • Walt Disney
  • United Technologies Corporation
  • UnitedHealth Group
  • Verizon
  • Visa
  • Walmart

Come puoi notare, ci sono titoli più conosciuti e e meno conosciuti.  I primi difficilmente saranno sostituiti, salvo catastrofi. I titoli meno conosciuti, a seconda dell’opione del mercato e la decisione degli editori, potrebbero invece essere sostituiti. 

Vediamo adesso come si calcola il DIJA, ovvero il Dow Jones.

Come avviene il calcolo del Dow Jones

Il calcolo del Dow Jones prevede una sommatoria di tutti i prezzi dei 30 titoli azionari dell’indice. Poi si divide il risultato per il “divisore Dow”. Quest’ultima è una variabile che tiene presente vari fattori:  aumenti di capitale, fusioni, scissioni ed altri eventi che possono influenzarne il valore.  Quindi, anche l’inserimento di azioni diverse influisce sul divisore poiché porta con sé altri dati da valutare.

DIJA = Somma prezzi titoli / divisore Dow

Quando l’indice fu creato però il divisore era semplicemente 30, ovvero il numero delle azioni. In pratica, una media semplice. Oggi, invece, tale valore è molto inferiore, ed è addirittura inferiore a 1. Ciò rende il valore dell’indice maggiore della stessa somma dei componenti.

Per calcolare il DJIA, viene divisa la somma di tutti i prezzi delle 30 azioni per un apposito divisore (divisore Dow). Il divisore è adeguato in modo tale da tener conto di cambi nella composizione delle azioni, aumenti di capitale, scissioni, fusioni, etc… così da assicurare che tali eventi non alterino il valore dell’indice. All’inizio il divisore era semplicemente il numero delle società componenti, il valore attuale invece, a seguito di numerosi aggiustamenti, è addirittura inferiore a 1 (il che significa che il valore dell’indice è attualmente maggiore della somma dei componenti).

Storia recente del Dow Jones

Dopo le crisi avute prima della “bolla del .com” del 2000 e dalla recessione degli anni 2008/2009, il Dow Jones ha reiniziato lentamente a crescere.
Durante la prima parte del 2010, aiutato anche dal quantitative easing adottato dalla FED (Federal Reserve), l’indice di Borsa Dow Jones ha fatto i primi tentativi di rally, iniziando ad avere rialzi “sconsiderati”. Accompagnati cioè da un alto grado di volatilità. Rally e volatilità che derivavano in buona parte anche dal contesto globale, per niente positivo.  Si tenga presente che in questo periodo ci furono: la crisi del debito sovrano europeo,  la crisi di debito di Dubai, e ancora la crisi del tetto del debito degli USA. Si pensi che il 6 maggio 2010 l’indice Dow Jones, che perdeva già di 400 punti, ne perse altri 600 in pochi minuti, arrivando ad un intraday di 998,50 punti in negativo (9,2%). Quell’evento venne chiamato “Flash Crash
Il 3 maggio 2013 il Dow Jones ha superato quota 15.000 e a novembre dello stesso anno ha chiuso sopra 16.000. Quota 17.000 invece è stata raggiunta nel 2014 a seguito di una relazione sull’occupazione molto favorevole. Storica, è la data del 23 dicembre 2014 quanto il Dow Jones ha superato persino quota 18.000. La fine dell’anno 2014 ha visto il Dow Jones ancora sotto, per poi toccare un nuovo massimo il 2 marzo 2015, a 18.288,63.
Nel 2014, c’è stato un guadagno del 71% nel quinquiennio. Chi ha creduto nel Dow Jones è stato ampiamente ripagato. 

Come trarre profitto dal Dow Jones

Oggi si può puntare sul Dow Jones e produrre risultati economici in diversi modi tra cui il trading online.

Una delle migliori opzioni è quella di utilizzare i CFD sugli indici e in questo caso specifico i CFD sul Dow Jones. Il profitto è proporzionale rispetto alle variazioni di prezzo dell’indice. E le posizioni di long o short si possono mantenere aperte fin quando si desidera. Si possono altresì chiudere in giornata. Il più grande fornitore di CFD è Plus500, che consente di fare pratica con una piattaforma demo gratuitamente. Ovviamente i profitti, vale la pena ricordarlo, non sono garantiti. E si possono verificare anche delle perdite. 

 

FAQ

Cos’è il Dow Jones?

Il più grande indice azionario della borsa di New York. Caratteristica fondamentale dell’indice, che lo distingue da quelli basati invece sulla capitalizzazione, è quella di soppesare il prezzo dei 30 principali titoli azionari di Wall Street.

Come vengono scelti i titoli che compongono l’indice?

Requisito indispensabile è l’appartenenza al mercato USA. Poi deve fare parte del New York Stock Exchange e presentare una certa capitalizzazione di mercato. In ogni caso, la lista dei titoli non è fissa. Se la presenza dei titoli più importanti è tutto sommato stabile, i titoli meno in vista possono essere sostituiti. E vengono sostituiti in base all’opinione del mercato e a quella degli editori del Wall Street Journal.

Come avviene il calcolo del Dow Jones?

Il metodo prevede una sommatoria di tutti i prezzi dei 30 titoli azionari dell’indice. Il risultato va diviso per il divisore Dow. Questo tiene conto di vari fattori e vicende come: aumenti di capitale, fusioni, scissioni

Come si investe sul Dow Jones?

L’investimento è possibile utilizzando vari strumenti finanziari. Uno dei quali è il CFD. Si possono aprire posizioni long e short, per ottenere profitti (o perdite) proporzionali rispetto alle variazioni di prezzo dell’indice.

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