La Legge di Bilancio 2026 introduce l’iscrizione automatica al fondo pensione per chi non sceglie entro 60 giorni. Ecco cosa sapere prima della scadenza.
Dal prossimo 1° luglio entra in vigore una delle novità più rilevanti della Legge di Bilancio 2026 in materia previdenziale: il silenzio-assenso rafforzato sulla destinazione del TFR. Per i neoassunti del settore privato che non comunicheranno una scelta esplicita entro 60 giorni dall’assunzione, il Trattamento di Fine Rapporto verrà automaticamente conferito al fondo pensione previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro. La decisione, una volta maturata, sarà irreversibile.

La misura, che punta ad accelerare la diffusione della previdenza complementare in Italia — ferma al 38,3% dei lavoratori dipendenti secondo l’ultima relazione COVIP — avrà effetti concreti su milioni di rapporti di lavoro e impone ai lavoratori una scelta consapevole in tempi stretti.
Indice
Come funziona il nuovo meccanismo
Il percorso previsto dalla norma si articola in quattro fasi:
- Al momento dell’assunzione, il datore di lavoro è tenuto a informare il dipendente per iscritto della possibilità di scegliere la destinazione del TFR.
- Il lavoratore ha 60 giorni — rispetto ai sei mesi previsti dalla normativa precedente — per comunicare se intende lasciare il TFR in azienda o destinarlo a un fondo pensione.
- In assenza di comunicazione, il TFR confluisce automaticamente nel fondo pensione di riferimento del CCNL applicato. In caso di più fondi disponibili, viene selezionato quello con il maggior numero di iscritti nell’azienda.
- La scelta, in entrambe le direzioni, è definitiva e non può essere modificata successivamente.
La norma si applica anche ai lavoratori già in servizio che non avevano espresso alcuna preferenza, con lo stesso termine di 60 giorni dalla comunicazione del datore di lavoro.
TFR in azienda: come funziona la rivalutazione
Il TFR corrisponde a circa il 6,91% della Retribuzione Annua Lorda, calcolato dividendo la RAL per 13,5. Su uno stipendio lordo annuo di 30.000 euro, l’accantonamento è pari a circa 2.220 euro l’anno.
Se mantenuto in azienda, il montante viene rivalutato annualmente con un tasso composto dall’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione misurata dall’indice FOI dell’ISTAT. Secondo i dati storici, il rendimento medio si è attestato tra il 2% e il 2,5% annuo nell’ultimo decennio. Nel 2024 la rivalutazione è stata del 2,4%.
Al momento della liquidazione — per cessazione del rapporto di lavoro o pensionamento — il TFR è soggetto a tassazione separata, con un’aliquota pari alla media IRPEF degli ultimi cinque anni. Il minimo applicabile è il 23%.
Fondo pensione: rendimenti e tassazione agevolata
L’alternativa è destinare il TFR a un fondo di previdenza complementare, che investe il capitale sui mercati finanziari. I rendimenti variano in base alla linea di investimento scelta:
- Linea garantita: 1-2% annuo medio
- Linea obbligazionaria: 2-3% annuo medio
- Linea bilanciata: 4-5% annuo medio (2014-2024, dati COVIP)
- Linea azionaria: 5-7% annuo medio; nel 2024 il rendimento medio dei fondi negoziali e aperti a vocazione azionaria ha toccato il 10,4%
Il vantaggio fiscale del fondo pensione si articola su tre livelli:
Tassazione finale agevolata. L’aliquota sulle prestazioni parte dal 15% e scende dello 0,30% per ogni anno di adesione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%. Su un montante di 80.000 euro, la differenza rispetto alla tassazione separata del TFR in azienda (con aliquota media del 35%) può superare i 20.000 euro.
Contributo del datore di lavoro. La maggior parte dei CCNL prevede un contributo aggiuntivo a carico dell’azienda, generalmente tra l’1% e il 2% della RAL, condizionato all’adesione del lavoratore al fondo. Si tratta di risorse che non vengono erogate se il TFR resta in azienda.
Deducibilità fiscale. I contributi versati al fondo pensione — comprensivi di TFR, contributo datore e versamenti volontari — sono deducibili dal reddito imponibile fino a 5.300 euro annui (limite innalzato dalla Legge di Bilancio 2026). Per i lavoratori con prima occupazione successiva al 2007, il tetto sale a 7.950 euro.
I costi dei fondi: l’ISC come indicatore chiave
La COVIP, l’autorità di vigilanza sui fondi pensione, pubblica l’Indicatore Sintetico dei Costi (ISC) per ciascun fondo. I dati medi aggiornati al 2024 evidenziano differenze significative:
| Tipologia | ISC medio (orizzonte 10 anni) |
|---|---|
| Fondi negoziali | 0,49% |
| Fondi aperti | 1,35% |
| PIP (Piani Individuali Pensionistici) | 2,17% |
Secondo le simulazioni COVIP, un punto percentuale di ISC in più riduce il capitale finale di circa il 18-20% su un orizzonte di 35 anni, rendendo la scelta del fondo un fattore determinante quanto la linea di investimento.
Quando il TFR in azienda resta conveniente
Gli esperti del settore previdenziale individuano alcune casistiche in cui mantenere il TFR presso il datore di lavoro può risultare preferibile:
- Orizzonti temporali brevi: lavoratori prossimi al cambio di occupazione che necessitano di liquidità a breve termine
- Redditi nella fascia più bassa: con aliquota IRPEF al 23%, il differenziale fiscale rispetto al fondo è meno marcato
- Aziende con meno di 50 dipendenti: il TFR resta effettivamente presso l’azienda (sopra la soglia confluisce nel Fondo Tesoreria INPS)
Le anticipazioni: il fondo non è un vincolo totale
Contrariamente a una percezione diffusa, il capitale accumulato nel fondo pensione non è completamente illiquido. La normativa vigente consente anticipazioni per:
- Spese sanitarie gravi: fino al 75%, in qualsiasi momento
- Acquisto prima casa: fino al 75%, dopo 8 anni di iscrizione
- Esigenze personali: fino al 30%, dopo 8 anni
- Disoccupazione superiore a 48 mesi: riscatto totale
Al pensionamento, la Legge di Bilancio 2026 ha innalzato al 60% (dal precedente 50%) la quota del montante erogabile in forma di capitale, con il residuo convertito in rendita.
Strumenti per la simulazione
Per supportare i lavoratori nella valutazione dei due scenari, il portale nettoo.it ha reso disponibile un simulatore gratuito TFR vs Fondo Pensione che proietta rendimenti, tassazione e risparmio fiscale su un orizzonte personalizzato, con parametri modificabili in tempo reale.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria o previdenziale. Per decisioni relative alla destinazione del TFR si raccomanda di consultare un professionista qualificato. Dati sui rendimenti: COVIP, Relazione annuale 2024.
