Circle scivola in Borsa dopo Open USD: il nuovo dollaro digitale spaventa il mercato
Circle arretra a Wall Street dopo il lancio di Open USD, moneta stabile sostenuta da Coinbase, Stripe, Visa, Mastercard e BlackRock.

Circle è finita sotto pressione a Wall Street dopo il lancio di Open USD, una nuova moneta stabile in dollari sostenuta da alcuni dei nomi più pesanti nei pagamenti e nella finanza digitale. Il titolo della società che emette USDC ha accusato un calo a doppia cifra nella seduta di martedì, segnale che il mercato teme una sfida diretta a uno dei modelli più redditizi del settore. CoinDesk ha riportato che il progetto è promosso da Open Standard, società indipendente che riunisce Stripe, Coinbase, BlackRock, Visa, Mastercard e oltre 140 aziende tra pagamenti, banche, tecnologia finanziaria e criptovalute.
Decrypt ha indicato che la notizia ha pesato in modo evidente sul titolo Circle, anche perché Coinbase è storicamente un alleato chiave dell’emittente di USDC ma figura anche tra i sostenitori della nuova rete, come già emerso nel nostro approfondimento su Open USD e la sfida a Circle. Sul mercato delle monete stabili, USD Coin resta ancorato a 1 dollaro, con una variazione a 24 ore pari a +0,01%. La stabilità del token non ha impedito al mercato azionario di rivedere il premio assegnato a Circle, perché la posta in gioco non riguarda solo il prezzo di USDC ma anche commissioni, riserve e controllo dell’infrastruttura, temi centrali per chi segue la nostra guida al trading di criptovalute.
Open USD, identificato anche con la sigla OUSD, punta a differenziarsi dagli operatori esistenti con una struttura che promette emissione e rimborso senza costi e senza limiti di volume per le imprese. Secondo le informazioni diffuse dalle testate, Open Standard sarà guidata da Zach Abrams, già cofondatore di Bridge, società specializzata nell’infrastruttura per monete stabili acquisita da Stripe nel 2024. Il punto più sensibile riguarda la distribuzione dei proventi generati dalle riserve.
Nel modello delineato da Open Standard, gli utili sulle attività a garanzia non resterebbero concentrati nelle mani dell’emittente, ma verrebbero condivisi con i partner della rete al netto di una commissione di gestione. Anche il governo del progetto dovrebbe passare da un consiglio formato da rappresentanti delle aziende partecipanti, un’impostazione pensata per ridurre la dipendenza da un singolo gruppo e favorire adozione aziendale. La mossa arriva mentre le monete stabili stanno uscendo dal perimetro originario degli scambi tra criptovalute e diventano strumenti per pagamenti transfrontalieri, regolamenti commerciali e tesoreria aziendale.
CoinDesk ha ricordato che il mercato ha superato 300 miliardi di dollari e che Citi ha stimato una possibile crescita fino a 4.000 miliardi entro il 2030, in un contesto in cui anche la finanza tradizionale accelera sulla tokenizzazione, come mostra il caso New York Life sulle obbligazioni tokenizzate. Per Circle, il rischio immediato è che Open USD apra una fase di competizione sui margini proprio nel segmento che finora ha sostenuto la crescita degli emittenti di monete stabili. La presenza simultanea di gruppi dei pagamenti, gestori patrimoniali e società legate agli asset digitali rende il progetto più credibile rispetto a iniziative isolate, mentre il dibattito normativo resta decisivo: negli Stati Uniti, il percorso sulle regole per gli asset digitali resta al centro dell’attenzione, come indicato anche nell’analisi su JPMorgan e la legge sugli asset digitali.
La reazione del titolo Circle mostra che gli investitori non stanno valutando solo un nuovo token, ma una possibile redistribuzione del potere economico nell’infrastruttura del dollaro digitale.