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Criptovalute da Trump con la legge ferma: perché l’industria alza la pressione

Dirigenti di Coinbase e Ripple incontrano Trump mentre un disegno di legge favorevole al settore resta bloccato. La politica torna decisiva.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Criptovalute da Trump con la legge ferma: perché l’industria alza la pressione

I vertici di alcune società tecnologiche e delle criptovalute, tra cui Coinbase e Ripple, prevedono di incontrare oggi il presidente Donald Trump. The Wall Street Journal ha riportato che il confronto arriva mentre un disegno di legge favorevole al settore è rimasto bloccato, rendendo più evidente la dipendenza dell’industria dal sostegno politico della Casa Bianca. Il punto non è soltanto simbolico.

Dopo mesi di aspettative su una cornice normativa più favorevole, lo stallo del disegno di legge spinge gli operatori a cercare un canale diretto con l’amministrazione, nel tentativo di mantenere alta la pressione sul processo legislativo. Per il settore, la posta in gioco riguarda il rapporto tra innovazione, vigilanza e accesso ai mercati statunitensi. Chi segue la nostra guida al trading di criptovalute sa che le decisioni politiche negli Stati Uniti possono incidere rapidamente sulla liquidità, sull’appetito per il rischio e sulla percezione degli asset digitali, compreso Bitcoin, anche quando non c’è un movimento immediato dei prezzi.

La presenza di Ripple tra i gruppi attesi al confronto conferma il peso dei pagamenti digitali e della regolamentazione degli emittenti nel dibattito americano. Il quadro resta sensibile anche per XRP, dopo le recenti tensioni raccontate nel nostro approfondimento su XRP sotto 1 dollaro mentre Ripple avanza in Corea e nel focus su come Ripple rafforza la Corea nei pagamenti esteri. Il confronto con Trump arriva inoltre in una fase in cui Wall Street sta costruendo nuove infrastrutture per gli asset digitali.

La custodia istituzionale resta uno dei temi più osservati, come mostrato dalla notizia su Citi che prepara la custodia Bitcoin, perché banche e gestori cercano regole più leggibili prima di ampliare l’esposizione operativa. Anche Official Trump, pur non essendo il centro dell’incontro, resta un indicatore della forte sovrapposizione tra politica, marchio personale e mercato delle monete digitali. La sua esistenza ricorda quanto il ciclo delle criptovalute politiche possa dipendere da narrativa, attenzione mediatica e percezione del sostegno istituzionale, più che da elementi fondamentali tradizionali.

Per gli investitori europei il tema va letto con prudenza. L’Unione Europea ha già avviato il proprio percorso regolatorio con MiCA, ma una svolta negli Stati Uniti avrebbe comunque effetti globali su operatori, liquidità e standard di conformità; per questo il confronto di oggi è seguito ben oltre Washington. Il messaggio che arriva dall’incontro previsto con Trump è chiaro: senza un passaggio legislativo, l’industria prova a difendere il proprio spazio attraverso la politica esecutiva.

Ma proprio questa dipendenza rende il settore più esposto ai cambiamenti di agenda, alle trattative del Congresso e alla volatilità delle aspettative regolamentari.

Fonti - The Wall Street Journal

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