lunedì, Settembre 21, 2020
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CFD
La guida definitiva per chi inizia

(Aggiornata al 2020)

In questa guida ai CFD scoprirai come fare trading con i Contratti per Differenza. Questi ti consentono di trasformare le tue previsioni sui mercati finanziari in risultati economici. Ti spiegherò come negoziare al rialzo e al ribasso su azioni, indici di borsa, valute, criptovalute, materie prime, ETF, opzioni e altro ancora.

Per iniziare, ti serve una piattaforma per piazzare gli ordini. Per imparare, ti occorre farlo con un conto demo di pratica, senza il bisogno di depositare. Per scegliere quella più adatta a te, ti consigliamo di visitare la nostra pagina informativa sulle piattaforme di trading.

Ora è il momento di iniziare con la guida ai CFD. Pronto? Iniziamo!

guida completa CFD

Il CFD

Il CFD o Contratto per Differenza, è uno strumento finanziario che replica l’andamento di un altro strumento finanziario (detto asset o sottostante). Con il CFD non si compra un’azione, ma si negozia sul suo valore, al rialzo o al ribasso.

Lo stesso vale per le altre categorie di asset: coppie valutarie, criptovalute, futures ecc.

Per negoziare CFD occorre aprire un conto con un broker CFD, poiché è esso a fornire i CFD con i quali negoziare. Il trader può aprire posizioni di acquisto o vendita a seconda che desideri investire sul rialzo o sul ribasso del prezzo dell’asset sottostante.

Come funzionano i CFD

Con la seguente immagine, sintetizziamo ciò che avviene nella contrattazione di CFD.

cfd

Con i CFD puoi aprire due tipi di posizione:

  • Acquista: se prevedi un rialzo del prezzo successivamente all’apertura della posizione. Se il prezzo registra effettivamente un rialzo, otterrai un profitto proporzionale al rialzo registrato.
  • Vendi: se prevedi un ribasso del prezzo successivamente all’apertura della posizione. Se il prezzo registra effettivamente un ribasso, otterrai un profitto proporzionale al ribasso registrato.

Nota bene: per chiudere una posizione di tipo Acquista, non bisogna aprire una posizione di tipo Vendi. Per chiudere una posizione di tipo Acquista occorre semplicemente chiuderla, cliccando su “chiudi”.

Allo stesso modo, per chiudere una posizione di tipo Vendi, ovvero “al ribasso”, non occorre aprire una posizione opposta di tipo Acquista. Per chiudere una posizione di tipo Vendi occorre semplicemente ordinare la sua chiusura.

Gli asset negoziabili

asset negoziabili

Abbiamo detto che i CFD replicano le performance di un asset “sottostante”, ovvero un altro strumento finanziario. Ma quali sono gli asset sui quali si può negoziare tramite CFD? Generalmente, le categorie di asset negoziabili sono:

  • Cambi valutari: i CFD consentono di negoziare sul FOREX, ovvero il mercato valutario. Sul mercato valutario si opera su valute prese a coppia, dette per questo “coppie valutarie”. Un esempio è l’EUR/USD, la coppia valutaria Euro/Dollaro. La categoria dei cambi valutari si suddivide in cambi principali (i cambi più importanti), cambi secondari e cambi virtuali (es. Bitcoin).
  • Azioni: i CFD azionari non offrono gli stessi diritti delle azioni (come ad esempio votare alle assemblee o avere un titolo che sia parte della proprietà della società), ma consentono esclusivamente produrre risultati economici in base alle variazioni delle loro quotazioni. Le azioni si suddividono in sotto-categorie costituite dal paese del mercato in cui esse sono quotate (es. USA, Italia, Germania, Inghilterra ecc.)
  • Materie prime: i CFD sulle materie prime hanno come sottostante i futures sulle materie prime, suddivisi a loro volta in base alla loro scadenza (a 3 mesi), oltre che alla loro tipologia (es. oro, petrolio, gas naturale ecc.)
  • Indici: I CFD sugli indici seguono l’andamento di futures sugli indici, che solitamente seguono l’andamento degli indici di Borsa (es. FTSE MIB, NASDAQ, NYSE ecc.)
  • Criptovalute: le criptovalute sono esplose negli ultimi anni e i CFD consentono di aprire anche posizioni ribassiste, per investire sui loro ribassi, oltre che sui loro rialzi. I CFD sulle criptovalute tuttavia presentano dei difetti tra cui la bassa leva (1:2) e gli alti spread. Ad ogni modo, vi sono broker come eToro (plus500) che consentono di acquistare criptovalute a zero commissioni.
  • ETF: gli ETF o Exchange Traded Fund sono dei titoli riguardanti fondi ma che vengono scambiati come le azioni. Essi sono degli strumenti a metà tra il fondo (caratterizzato da una’ampia diversificazione) e un titolo azionario (scambiato molto velocemente e solitamente in condizioni molto liquide). I CFD sugli ETF replicano per l’appunto le performance degli ETF, che in molti casi a loro volta cercano di replicare l’andamento di determinati indici settoriali.
  • Obbligazioni: i CFD sulle obbligazioni replicano l’andamento di alcuni titoli obbligazionari, ovvero titoli che a differenza delle azioni, detengono maggiori priorità
  • Opzioni: non vanno confuse con le opzioni binarie. I CFD possono infatti avere come sottostante delle opzioni classiche, ovvero degli strumenti finanziari che offrono il diritto, ma non l’obbligo, di far valere la propria opzione di acquisto o di vendita di un titolo. I CFD sulle opzioni consentono di negoziare al rialzo o al ribasso su opzioni al rialzo e al ribasso.

Capitolo 2

Leva, Margini, Spread

In questo capitolo illustreremo le principali caratteristiche dei CFD, tra le quali spiccano la leva finanziaria e i margini.

Margini, leva, CFD

La leva finanziaria dei CFD

I CFD sono soggetti a leva finanziaria. Questa è un meccanismo che consente al trader di esporsi economicamente soltanto per una frazione dell’ammontare complessivo del valore dei titoli negoziati.

Se ad esempio si desidera negoziare su 50 azioni di un titolo quotato 100€, l’ammontare complessivo del costo dell’operazione (al netto di altri costi) sarebbe di 5000€. Tramite il meccanismo della leva finanziaria, chi fa trading con CFD non spenderà 5000€ per negoziare su 50 titoli bensì:

  • 5000/400 = 12,5€ se opera con una leva di 400:1
  • 5000/200 = 25€ se opera con una leva di 200:1leva finanziaria
  • 5000/100 = 50€ se opera con una leva di 100:1
  • 5000/50 = 100€ se opera con una leva di 50:1
  • 5000/20 = 250€ se opera con una leva di 20:1

La leva finanziaria è stata proprio uno dei segreti del successo del trading con i CFD, poiché ha consentito a milioni di utenti di negoziare sui mercati finanziari anche con dei micro capitali, ovvero con dei budget ridotti. Anziché impegnarsi con migliaia di euro, si può fare trading anche con poche centinaia o persino decine di euro.

L’ammontare della leva finanziaria è deciso dal broker con il quale si decide di operare. Alcuni broker vi offriranno anche la possibilità di scegliere l’ammontare della leva da utilizzare per le vostre operazioni. Generalmente, l’ammontare della leva cambia anche in base alla categoria di asset (es. materie prime, azioni, valute ecc.).

A proposito della leva finanziaria consigliamo di non esagerare con leve troppo elevate, soprattutto quando non si ha ancora molta esperienza. Più forte è la leva, maggiore è la velocità con cui arrivano i risultati economici, ovvero i profitti, ma anche le perdite. Un’alta leva unita ad un mercato particolarmente volatile, può farvi incorrere in forti e rapide perdite, oltre che in forti guadagni.

Nota: negli ultimi anni la normativa europea MiFID2 ha imposto una leva massima di 1:30 per i conti al dettaglio, ovvero i conti base. Quindi, per chi inizia, la leva massima sarà di 1:30 (generalmente prevista per il trading sul Forex).

I margini dei CFD

Quando si opera con i CFD, a braccetto con la leva finanziaria si attivano altri due meccanismi: il margine iniziale e il margine di mantenimento.

  • La quota per cui ci si espone effettivamente (ad esempio 100€ anziché 5000 con una leva di 50:1 nell’esempio precedente), costituisce il margine iniziale. Il margine iniziale viene calcolato sull’ammontare complessivo e su questa somma vengono calcolate le variazioni proporzionali a quelle delle quotazioni dei titoli su cui si negozia.
  • Al margine iniziale si aggiunge il margine di mantenimento, che invece è una somma che “bloccata” in fase di apertura della posizione, come copertura a garanzia del servizio di leva finanziaria fornita dal broker. Quando si chiude una posizione, il margine di mantenimento viene restituito intatto. Tuttavia, nel caso una posizione continuasse a perdere avvicinandosi troppo all’equity, scatterebbe una cosiddetta margin call o chiamata a margine, in cui andrà deciso se ricapitalizzare oppure chiudere la posizione. Per evitare tale situazione, si consiglia di usare sempre lo stop loss.

Ricordatevi, quindi, che la leva finanziaria è un servizio offerto dal broker e che vi consente di operare esponendovi solo con il margine ma che al tempo stesso prevede il margine di mantenimento, da tenere sempre presente nel quadro della liquidità generale del conto.

Spread

I broker di CFD generalmente non hanno commissioni, poiché il loro compenso si basa sullo spread. Lo spread rappresenta la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di uno stesso strumento finanziario al momento dell’apertura di una posizione.

Lo spread è espresso in percentuale e rappresenta una percentuale molto piccola, soprattutto se paragonata alle commissioni richieste da broker tradizionali, banche e società di intermediazione.

Dettaglio importantissimo: lo spread viene detratto all’apertura di un’operazione. Ciò significa che meno posizioni aprirete, meno fondi spenderete in spread.

Quando aprirete una posizione, il conteggio di attivo/passivo riguardante quella stessa posizione partirà in passivo. Ciò non significa che la quotazione è andata contro la vostra previsione, bensì che nel conteggio di attività e passività vi è stata messa subito in conto la passività dello spread. Per andare in attivo, l’operazione dovrà quindi per prima cosa recuperare quanto speso per lo spread.

Altri dettagli

cfd ferrari dettagli

 

In questa tabella, vediamo un esempio di dettagli di una particolare tipologia di CFD offertida un broker. Abbiamo preso come esempio i CFD Ferrari forniti da Plus500 (provalo qui con un conto demo).

Esaminiamo voce per voce il significato di questi dettagli dei CFD:

  • Acquista: è la quotazione del CFD
  • Vai Corto: è la quotazione di vendita del CFD
  • Spread per Unità*: specifica l’importo unitario, ovvero la differenza tra il tasso di acquisto e il tasso di vendita, moltiplicata per l’importo unitario dello strumento
  • Premio sugli acquisti/vendite: è una piccola quota percentuale che viene aggiunta o sottratta per il mantenimento della posizione aperta per il giorno di contrattazione successivo. Solitamente è negativa (perciò un costo) e nel weekend vanno conteggiati 3 giorni (passaggio al sabato, alla domenica, al lunedì).
  • Margine iniziale: è la quota con cui l’utente si espone effettivamente per l’operazione
  • Leva: è il rapporto della leva finanziaria. In questo caso, l’utente si esporrà per 1/10 dell’ammontare della somma complessiva
  • Spread %: è lo spread espresso in una percentuale in base al prezzo dello strumento. Gli spread fissi possono essere di tanto in tanto modificati, come ad esempio in condizioni di mercato con alta volatilità.
  • Margine di Mantenimento: questo margine, come abbiamo detto, viene congelato. Nel caso in cui l’equity** scenda al di sotto del margine di mantenimento, la posizione verrà chiusa al fine di non far andare il trader in rosso, ovvero in posizione debitoria.
  • Scade giornalmente: alcuni tipi di CFD (pochi) possono scadere in giornata. Questi si possono trovare con CFD su ETF (Exchange Traded Fund). In questo caso, la dicitura “no”, sta a significare che alla fine delle contrattazioni giornata, a meno che non vengano impartiti specifici ordini dal trader (ovvero voi), la posizione resterà aperta e quindi verrà portata al giorno di contrattazioni successivo.

*Operando regolarmente, ci accorgiamo facilmente che in questo elenco di dettagli ne manca uno piuttosto importante: il lotto minimo. Per lotto minimo, o quantità minima di unità, si intende il numero minimo di titoli su cui si può negoziare (es. 10, 50, 100 ecc).
**Equity: è pari a PROFITTI – PERDITE + MARGINE INIZIALE (che può includere anche il margine di mantenimento). Si potrebbe definire in modo semplice il capitale disponibile a posizioni chiuse.

Capitolo 3

Broker e piattaforme

La scelta del broker e della piattaforma è un momento importante per chi decide di fare trading con i CFD. In questo capitolo scopriamo cosa sono, come funzionano e quali sono i principali elementi da considerare nella selezione.

PLUS500 (apri un conto senza depositare in 30 secondi) è uno dei più famosi broker al mondo per via della sua grande varietà di CFD disponibili sulla piattaforma e quindi negoziabili. Più di 2000 strumenti tra cui Azioni, Criptovalute, Cross Valutari, Materie Prime, ETF, Indici, Opzioni classiche. La piattaforma di trading offerta da Plus500 è di propria produzione e porta per tale motivo il suo stesso nome, Plus500. La piattaforma Plus500 presenta un display semplificato, semplice da capire e che richiede poco tempo per comprendere tutte le funzionalità presenti e le modalità per richiamarle. Il deposito minimo per il conto reale è di 100€, mentre per il conto demo non richiede alcun deposito.

Consulta la nostra guida a Plus500 con videotutorial per ulteriori informazioni.

AVATrade (iscriviti qui senza depositare) consente di negoziare sia con una propria piattaforma, Ava Trader, sia con la MetaTrader 4. La piattaforma Ava Trader non si presenta particolarmente piacevole da un punto di vista estetico, ma è comunque efficace e funzionale. AvaTrade consente di ottenere un bonus sul primo deposito per chi si iscrive. Il deposito minimo è di 200€ e consente di praticare in modalità demo senza richiesta di deposito, sia su Ava Trader che su MetaTrader 4.

I broker e la loro funzione

Il broker è un intermediario e una società di broker è una società di intermediazione. Nel trading di CFD, il broker è la società che fornisce i CFD e che consente agli utenti iscritti di negoziarli tramite una piattaforma di negoziazione.

A differenza dei broker tradizionali, i broker di CFD online sono solitamente di tipo “discount broker”, ovvero dei broker economici. Il basso costo dipende dalla non applicazione delle commissioni, per via della gestione automatizzata delle operazioni. In pratica, anziché contrattare i titoli tramite un broker “in persona”, contratterete effettuando gli ordini ad un software, quindi di fatto saltando un passaggio che solitamente risulta piuttosto costoso, soprattutto in proporzione ai capitali utilizzati.

Dato che il trading con CFD consente di operare anche ai trader con piccoli capitali, una grande spesa in commissioni non avrebbe molto senso. Questo è stato uno dei motivi del grande successo riscosso dai CFD nel corso degli ultimi anni.

I broker online di CFD di questo tipo, presentano comunque dei costi. Il principale costo è dato dallo spread, che come abbiamo visto nel capitolo precedente, rappresenta l’unico compenso che i broker recepiscono regolarmente. Ogni volta che si apre una posizione, il broker detrae una determinata percentuale, denominata spread.

Altri costi e condizioni, dipendono dal broker con cui ci si iscrive. Ad esempio, vi sono broker che consentono di praticare con demo senza richiedere depositi, mentre altri richiedono di effettuare un deposito minimo prima di ottenere il diritto di praticare con la demo.

Alcuni broker prevedono la possibilità di andare in rosso, mentre altri, come Plus500, non prevedono tale possibilità (e per questo motivo sono più “fiscali” riguardo ai margini di mantenimento).

Le piattaforme di trading CFD

La piattaforma di trading, anche detta piattaforma di negoziazione, piattaforma di contrattazione o software di trading, è un ambiente virtuale in cui si accede per contrattare i titoli.

Le piattaforme di trading CFD non sono tutte uguali. Queste infatti presentano sia differenze estetiche, sia differenze riguardanti i servizi offerti. Ad esempio, troverete piattaforme che consentono di visualizzare in tempo reale le principali news di mercato, mentre altre non vi offriranno tale servizio al fine di rendere l’ambiente di più semplice visualizzazione.

piattaforma cfd plus500

Il display mostrato dalla piattaforma quindi dipende dalla tipologia di esperienza che il broker desidera porre ai propri clienti. Per tale motivo troverete piattaforme più “scarne” ma più semplici da usare, così come piattaforme più dettagliate ma per questo anche leggermente più complicate da comprendere, soprattutto nei primi giorni.

Vi sono elementi che comunque in una piattaforma di trading con CFD non possono mancare sul suo display principale, ovvero quello che viene visualizzato quando si avvia la piattaforma:

  • Gli elenchi degli asset negoziabili e le quotazioni in tempo reale relativi
  • Il grafico in tempo reale dell’asset selezionato
  • Lo spazio dedicato all’effettuazione degli ordini di apertura e chiusura delle posizioni
  • Lo spazio dedicato a possibili ordini facoltativi (stop loss, limit order ecc.)
  • La situazione del conto

Questi elementi possono apparire in punti diversi sullo schermo, ma potete esser certi che riuscirete a visualizzarli tutti in una sola schermata, all’avvio della piattaforma.

Altre tipologie di voci importanti sono raggiungibili in modi diversi, come ad esempio quelle riguardanti i dettagli dei CFD (vedi il capitolo precedente) o gli strumenti di analisi tecnica (vedi capitolo 5).

Vi sono infine voci opzionali, che caratterizzano ogni piattaforma a suo modo. Ad esempio, le news di mercato, eventuali finestre per il contatto con l’account manager, expert advisor ecc.

Capitolo 4

Esempio di trading con CFD

In questo capitolo facciamo un esempio pratico di trading con i CFD. La pratica è molto più semplice della teoria, anche se poi la difficoltà resta nell’ottenimento di risultati costanti. Questo dipenderà da voi, dalla vostra applicazione e dalla vostra pazienza. Non cercate di ottenere tutto e subito, ma di procedere a piccoli passi, con l’ausilio del conto demo che vi consente di fare pratica con fondi virtuali.

esempio trading CFD

Aggiornamento e panoramica sul mercato

aggiornamento sul mercato

Così come prima di uscire di casa si da uno sguardo al cielo per cercare di capire se portare l’ombrello o meno, anche il trader deve dare uno sguardo (più approfondito è, meglio è) al mercato prima di aprire una posizione al rialzo o al ribasso. Sempre secondo questo paragone, per avere una idea più completa delle probabilità di pioggia o meno, sarebbe meglio seguire costantemente il meteo, giorno dopo giorno, così come sarebbe utile aggiornarsi costantemente per avere una panoramica più completa sul mercato.

Se si sceglie la città in cui si vive e che si conosce, si riuscirà ad avere una migliore sensazione delle possibili svolte della giornata. Allo stesso modo, chi si abitua ad operare sempre con gli stessi strumenti, troverà meno difficoltà di approfondimento rispetto allo studio di asset mai negoziati.

Quindi, ricapitolando e restando sul tema trading, ecco alcune regole d’oro per operare con i CFD e sui mercati finanziari in generale:

  1. Aggiornarsi costantemente sul mercato in generale e sugli avvenimenti che lo influenzano
  2. Approfondire lo studio e l’aggiornamento su pochi asset (soprattutto per chi inizia)
  3. Analizzare il mercato con l’ausilio di strumenti tecnici (vedi capitolo 5)
  4. Fare pratica di trading con la demo, utilizzando fondi virtuali (vedi capitolo 3)
  5. Negoziare in base a degli obbiettivi economici preposti e rispettando eventuali limiti di budget

Nel corso dei prossimi due paragrafi, aggiungeremo altri consigli molto utili.

Apertura della posizione e applicazione stop

Quando si hanno le idee chiare circa il se e il cosa negoziare e in che direzione si prevede possa andare la quotazione di un determinato asset nei minuti, ore, giorni o settimane successivi, allora si può aprire una posizione.

Per aprire una posizione occorre selezionare un asset (es. un titolo azionario), quindi cliccare su “acquista” o “ vendi” a seconda che desideri operare al rialzo oppure al ribasso.

Con l’apertura di una posizione d’acquisto (detta anche Long o al rialzo), si ottengono profitti in proporzione al rialzo delle quotazioni dell’asset negoziato. Al contrario, perdite in proporzione al ribasso dello stesso.

Con l’apertura di una posizione di vendita (detta anche Short o al ribasso), si ottengono profitti in proporzione al ribasso delle quotazioni dell’asset negoziato. Al contrario, perdite in proporzione al rialzo dello stesso.

cfd long

Nel momento in cui si apre una posizione, si deve prestare attenzione ai dettagli riguardanti l’apertura. Nella fase di apertura, infatti, vengono richiesti alcuni dettagli dell’operazione da effettuare:

  • Quantità di titoli da negoziare: per ogni strumento, portandola al minimo, scoprirete il lotto minimo negoziabile
  • Stop Loss: il livello di perdita massimo che si vuole mettere in conto per l’operazione. Raggiunto tale livello, la posizione si chiuderà automaticamente.
  • Limit order o Stop Limit: il livello di profitto che si desidera ottenere prima che la posizione venga chiusa automaticamente una volta raggiunto.
  • Stop operativo: un particolare tipo di stop, non presente in tutte le piattaforme, che consente di alzare l’asticella dello Stop Loss nel caso in cui il mercato si muova in modo favorevole. Per ulteriori informazioni sullo stop operativo e gli altri tipi di ordini eseguibili su Plus500, consigliamo di consultare l’articolo dedicato all’interno della nostra guida al trading con Plus500.
  • Stop garantito: un altro particolare tipo di stop, non attivo per tutti gli strumenti e per tutte le piattaforme, che consente di proteggersi nei casi di forti e repentine variazioni nelle quotazioni dell’asset desiderato. Richiede uno spread aggiuntivo.

L’immagine che segue è la continuazione dell’immagine di esempio del CFD Long, ovvero del CFD “Acquista”, per operare al rialzo. Come potete vedere, si può selezionare l’opzione Stop operativo (misurato in Pip).

La casella “Acquista solo quanto il tasso è” risulta spuntata e non modificabile perché al momento dello screenshot il mercato era chiuso, perciò tale opzione è obbligatoria in quanto non si può aprire una posizione a mercato chiuso, ma solo ordinare la sua apertura.

In questo caso, quindi, l’acquisto avverrà quando la quotazione avrà raggiunto una quota impostata manualmente. Nel nostro esempio, la posizione di acquisto verrà aperta solo nel momento in cui la quotazione arriverà al +0,68% di quella attuale.

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Chiusura della posizione

Una volta aperta la posizione, sarete sempre voi a decidere quando chiuderla, a meno che le perdite non inducano il broker a chiuderla prima di voi (vediamo questo dettaglio qui di seguito).

Le tipologie di chiusura possono essere di tre dipi: manuale, automatica, obbligata.

  • Chiusura manuale: a mercato ancora aperto, potrete decidere di chiudere la posizione e attuare tale decisione cliccando su “chiudi posizione” in riferimento alla posizione aperta. Ricordatevi che aprire una ulteriore posizione di tipo opposto ad una posizione aperta causerà l’apertura di una seconda posizione e non la chiusura della prima. Quando il mercato è chiuso, non potrete chiudere una posizione ma soltanto impostare un’ordine di chiusura per la giornata di contrattazione successiva, impostando un determinato livello per la chiusura automatica.
    chiusura manuale
  • Chiusura automatica: è la chiusura che avviene per via di un ordine automatico impostato dal trader. Ad esempio, quando si è impostato un ordine stop loss e la quotazione fa sì che il livello di perdita sull’operazione arrivi alla soglia impostata. Oppure, quando si è impostato uno stop limit e il livello di profitto arriva a quello desiderato.
  • Chiusura obbligata: la posizione viene chiusa automaticamente ma per decisione del broker, che si vede costretto a proteggersi e proteggervi da perdite eccessive. Ad esempio, quando l’equity raggiunge un livello inferiore al margine di mantenimento (ovvero la somma bloccata a garanzia da parte del broker), avviene la cosiddetta “Margin Call” o “Chiamata a Margine”, con cui il broker vi avviserà della situazione in atto e vi chiederà di aggiungere liquidità al conto. Nel caso in cui la richiesta non trovasse risposta e la posizione continui a perdere, la posizione verrà chiusa.

Capitolo 5

Trading CFD di qualità

trading cfd di qualità

Cosa fa la differenza tra un qualsiasi utente che inizi il trading con i CFD e un trader che riesca ad acquisire una certa padronanza dell’argomento, con dei risultati mediamente e costantemente migliori? Oltre all’aggiornamento, alla pratica e all’applicazione, per questo obbiettivo occorre disciplina, studio e approfondimento. In questo ultimo capitolo della guida, scopriamo l’analisi fondamentale e tecnica utili per effettuare una analisi del mercato e illustreremo quali sono gli strumenti a disposizione per raggiungere tale scopo.

Analisi fondamentale

L’analisi fondamentale è quella sul contesto economico e finanziario di un determinato mercato. Se ad esempio si desidera scegliere dei titoli da negoziare tra quelli di un determinato indice azionario, sarebbe dannoso non seguire le news riguardanti quel mercato. Ma non è tutto. Un contesto economico e finanziario va spesso a braccetto con quello politico e sociale, perciò oltre a tener conto delle possibili novità riguardanti un settore economico, ad esempio, occorrerebbe anche prestare attenzione a quelle notizie che potrebbero influire sul mercato.

Facciamo un esempio: Gianni, l’investitore e trader informato, sta valutando se sia il caso negoziare o investire in azioni Fiat Chrysler. Per valutare, seguirà le pubblicazioni dei bilanci e dei rendiconti, le news riguardanti l’azienda, le news riguardanti il settore auto (vendite, immatricolazioni, tendenze), le news riguardanti le politiche nazionali e comunitarie per il settore auto (es. emissioni), le news in generale che potrebbero influenzare il settore o la società (vi ricordate il caso Volkswagen?).

analisi fondamentale

In sintesi: tutto ciò che accade nel contesto che può influenzare un titolo e quindi un CFD costituisce elemento dell’analisi tecnica. Più elementi si considerano, più la propria analisi fondamentale sarà migliore.

Analisi tecnica

L’analisi tecnica è una analisi del mercato che si basa sullo studio dei grafici, tramite modelli matematici e statistici. L’obbiettivo dell’analisi tecnica è riuscire a interpretare l’andamento dei prezzi e prevedere i loro movimenti futuri.

Con l’analisi tecnica si applicano dei modelli matematici e statistici ai grafici al fine di individuare dei segnali di entrata sul mercato. Per entrata sul mercato si intende l’apertura di una posizione rialzista o ribassista.

Va evidenziato e tenuto ben presente che l’analisi tecnica non è una scienza precisa per quel che riguarda le previsioni sul futuro. Sebbene si tratti di modelli matematici e statistici, in base a ciò che è avvenuto fino ad un determinato momento sul mercato, non si può prendere un segnale di entrata come un segnale inequivocabile e infallibile.

Strumenti per il trading avanzato con CFD

Ma quali sono nel concreto, quindi, gli strumenti tecnici per praticare del trading a livello avanzato, che può quindi diventare a seconda di chi pratica, un trading professionale?
Per quanto riguarda l’analisi fondamentale, le fonti da cui attingere le informazioni sono tantissime. A seconda del tipo di asset su cui negozierete, dovrete cercare le notizie e gli aggiornamenti su diversi canali mediatici. Più semplice è trovare informazioni per CFD su Forex e Indici, leggermente più impegnativo quelle sulle azioni e materie prime, più complicato per ETF e Opzioni.

Per quanto riguarda l’analisi tecnica, invece, gli strumenti utili per il trader si trovano sulla stessa piattaforma di trading CFD che si utilizza. Vi sono piattaforme che si concentrano su quelli più essenziali e potenzialmente più utili (come la piattaforma Plus500), così come altre che offrono una gamma di scelta più ampia (WebTrader di Trade.com). Altre, ancora, offrono invece una gamma completa a livello enciclopedico e persino la possibilità di scaricare ulteriori strumenti tecnici tramite dei server dedicati. Quest’ultimo è il caso della piattaforma MetaTrader offerta da AvaTrade, come alternativa alla piattaforma base.

Per ulteriori informazioni su MetaTrader, vi rimandiamo al nostro corso completo di MetaTrader.

Gli strumenti per il trading avanzato con CFD consistono in indicatori grafici, ovvero delle funzioni matematiche e statistiche applicate in forma grafica.

Eccone alcuni esempi:

CFD indicatori

Per richiamarli e applicarli, vi basterà cercarne la voce apposita sulla piattaforma. Su Plus500 è data da un pulsantino f(x) appena sopra il grafico, mentre sulla MetaTrader è presente una finestra di tipo “inserisci” sul menu in alto.

Ogni funzione grafica, generalmente denominata “indicatore”, produce sul grafico dei prezzi in tempo reale un determinato risultato grafico. Ad esempio, vediamo cosa produce l’indicatore delle Bande di Bollinger, applicate con un semplice clic sulla piattaforma Plus500.

bande di bollinger plus500

Per ulteriori informazioni sull’applicazione degli indicatori tecnici su Plus500, vi rimandiamo al nostro articolo su come applicare gli indicatori su Plus500.

Ora tocca a te

Per approfondimenti sui singoli argomenti, vi consigliamo di consultare sul nostro sito la sezione Corsi Gratuiti o utilizzare la casella di ricerca.

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