domenica, settembre 24, 2017
Home Guida definitiva al trading su ETF

TRADING ONLINE SU ETF
La guida definitiva per chi inizia

(Aggiornata a giugno 2017)

In questa guida sugli ETF illustreremo le caratteristiche tecniche e concernenti la negoziazione degli Exchange Traded Fund. Evidenzieremo le tipologie di ETF disponibili sul mercato e i settori di produzione in cui consentono di operare, anche da casa, con l’ausilio delle piattaforme di trading online. Faremo un esempio pratico di trading CFD su ETF e infine forniremo l’accesso ad alcune delle piattaforme più utilizzate per la contrattazione online.

Buona lettura.

etf negoziazione

Gli ETF

Prima di fare trading su uno strumento è bene conoscerlo più approfonditamente. Iniziamo quindi questo corso spiegando cosa sono gli ETF.
ETF è l’acronimo di Exchange Traded Fund e sono dei particolari fondi con alcune interessanti caratteristiche:

  • Hanno l’obbiettivo di replicano le performance di un indice di riferimento (chiamato tecnicamente benchmark)
  • Le loro quote vengono negoziate in borsa come le azioni
  • Presentano un rischio ridotto per via della diversificazione
  • Possono essere strutturati, ovvero gestiti con specifiche politiche di amministrazione
  • Possono pagare i dividendi
etf acronimo

Le quote ETF rappresentano delle quote del fondo, che comprende diversi titoli. L’obbiettivo del fondo è quello di replicare al meglio possibile le performance di un indice di riferimento, che può essere un indice relativo alla borsa azionaria, alla borsa delle materie prime ecc.

Il fondo ETF che replica un indice di riferimento, ha come obbiettivo replicare quell’indice di riferimento. Si prendano come esempio i famosi ETF ISHARES EO STOXX 50, il cui obbiettivo è quello di replicare le performance dell’indice EUROSTOXX 50 il più possibile. Per farlo, i gestori del fondo lo comporranno di titoli che nel complesso riescano a replicare le performance del benchmark al meglio, con uno scostamento massimo del 2% (su base giornaliera). Alcuni ETF si caratterizzano per la replica in modalità inversa (replicano il titolo ma in senso opposto), così come la replica con leva, così come vedremo nel corso di questa guida.

La gestione dell’ETF ha quindi come primo obbiettivo quello di replicare più fedelmente possibile l’indice di riferimento, chiamato benchmark. Le operazioni con cui i gestori cercano di portare la quotazione dell’ETF il più vicino possibile a quella dell’indice replicato si chiama ribilanciamento.

Laddove vi siano composizioni di ETF che includano titoli azionari che pagano dividendi, i benefici di questi saranno poi proiettati anche sui proprietari delle quote ETF. A tal proposito vanno distinti gli ETF a distribuzione (che pagano i dividendi), e gli ETF ad accumulazione (che li reinvestono nel fondo).

ETF strutturati e leveraged

Gli ETF possono essere di varie tipologie, tra cui strutturati e leveraged.

Gli ETF strutturati si caratterizzano per una gestione più complessa, attraverso:

  • strumenti di protezione del portafoglio più elaborati
  • realizzazione di strategie d’investimento maggiormente elaborate tra cui i buy-write o covered call
  • la possibilità di replica inversa dell’indice benchmark

Gli ETF Leveraged sono ETF che applicano una leva ai benchmark. Il loro obbiettivo non è replicare la performance della benchmark ma un suo multiplo.

Come si negoziano gli ETF

Gli ETF vengono scambiati in borsa proprio come le azioni e questo avviene anche sulla Borsa Italiana, così come in altri importanti piazze di scambio internazionali. Il fatto che vengano scambiati in borsa li differenzia dai fondi comuni d’investimento, che invece valorizzano solitamente a fine giornata. La negoziazione sugli ETF invece è continua, allo stesso modo delle azioni, perciò il loro valore, la loro quotazione, varia continuamente durante tutta la giornata di contrattazioni.

La società di gestione dell’ETF provvederà a riportare continuamente la quota del fondo al livello dell’indice di riferimento (le cui quotazioni variano a loro volta continuamente). Lo scostamento dall’indice generalmente non deve superare il 2%.

Tra i principali vantaggi degli ETF vi sono i bassi costi di gestione (commissioni di gestione) e sono generalmente più sicuri dei fondi d’investimento, poiché il patrimonio degli ETF è autonomo e completamente separato da quello dell’emittente (non vi è alcun rischio patrimoniale per il patrimonio dell’ETF in caso di fallimento di un’emittente).

Come si fa trading su ETF

Passiamo quindi al trading. Come si fa trading su ETF? Come si fa trading su ETF online, comodamente dal computer di casa o dell’ufficio o dal proprio dispositivo mobile?

La risposta è semplice: tramite CFD. Come vedremo nel capitolo 3, i CFD sono strumenti finanziari che replicano l’andamento di altri strumenti finanziari, tra cui si possono scegliere anche gli ETF. Per operare, occorre accedere ad una piattaforma di contrattazione, messa a disposizione dal broker con cui si apre un conto di trading online. Delle piattaforme invece parleremo nel capitolo 5.

Prima di arrivare ai CFD, tuttavia è bene completare il discorso sugli ETF, che per quanto sintetico e “panoramico” non può non includere le varietà di ETF disponibili sul mercato e sui quali si può negoziare anche online.

Capitolo 2

Varietà di ETF

In questo capitolo illustriamo la varietà di ETF su cui si può investire o negoziare online. Una delle migliori caratteristiche di questo strumento finanziario è infatti dell’ampia gamma di settori su cui si può porre l’attenzione e di cui approfittare.

settori ETF

ETF materie prime

In questa categoria di ETF rientrano più sotto categorie. Infatti, così come abbiamo visto nella nostra guida sulle materie prime, tra esse potremmo inserire materie prime agricole, metalli e quelle relative al campo energetico.

Esempi di ETF Materie prime agricole sono quelli che seguono indici che fanno riferimento a più produzioni dell’agricoltura tra cui caffè, grano, zucchero, soia ecc. Esempi di materie prime “metalli” possono essere gli ETF Oro (i più diffusi) così come gli ETF Argento e così via. Per quanto riguarda le materie prime energetiche, tra i più negoziati in assoluto vi sono gli ETF Petrolio e gli ETF Gas Naturale.

Consulta il nostro elenco di ETF materie prime su cui poter fare trading online.

ETF azionari

Gli ETF azionari sono gli Exchange Traded Fund che si basano sui titoli azionari, ovvero le azioni emesse dalla società quotate in borsa. Il loro obbiettivo è quello di fornire rendimenti d’investimento che corrispondano al prezzo e alla performance di rendimento, al lordo di spese e commissioni dei titoli pubblicamente scambiati in un dato mercato, riguardanti un dato settore.

Quindi, gli ETF azionari hanno come obbiettivo quello di replicare un indice benchmark relativo ad azioni di un dato settore o di una determinata tipologia.

Ad esempio, vi sono ETF che cercano di replicare indici basati sulle azioni di una determinata piazza azionaria, oppure emessi di aziende operanti in uno stesso settore (es. produzione di un bene o fornitura di un servizio).

Da evidenziare che molti ETF azionari sono di tipo “daily”, ovvero pensati per una negoziazione in giornata, al fine di avere una replica più precisa dell’indice benchmark.

Consulta il nostro elenco di ETF azionari su cui si può negoziare online.

ETF metalli

Gli ETF Metalli, sebbene possano essere inclusi tra quelli relativi alle materie prime, in realtà richiedono un’attenzione specifica poiché molto negoziati. Gli ETF Oro, ad esempio, sono tra gli ETF più richiesti sul mercato, da investitori e trader.
Tra gli ETF Metalli possiamo includere, oltre quelli relativi ai metalli preziosi, anche quelli relativi ai metalli industriali ovvero specifici per l’industria (e titoli di società attinenti).
Consulta il nostro elenco di ETF Metalli su cui si può negoziare online.

ETF indici

Gli ETF indici a cui fanno riferimento gli ETF generalmente denominati “ETF Indici” possono essere di svariato genere. Essi possono infatti fare riferimento a indici di borsa oppure a indici che raggruppano titoli di una particolare categoria, settore o zona.
Consulta il nostro elenco di ETF Indici su cui si può negoziare online.

ETF energia

Gli ETF Energia o Energetici sono quelli che replicano indici in cui sono compresi titoli che fanno riferimento al mercato energetico, ovvero ad aziende di estrazione di petrolio e gas naturale, così come di altre fonti di energia. Da evidenziare che oltre agli ETF Petrolio e gli ETF Gas Naturale, si sono fatti sempre più avanti anche gli ETF Energia Alternativa.

Consulta il nostro elenco di ETF Energia su cui è possibile fare trading online.

ETF valutari

Gli ETF Valutari o ETF Valute, sono quegli ETF che fanno riferimento al mercato valutario. Il loro obbiettivo è quello di replicare la performance di una valuta o di un indice valutario.

Esempi di ETF valutari si possono trovare anche tra gli elenchi di Borsa Italiana. In tali elenchi sono specificati anche le emittenti.

ETF paesi emergenti

Gli ETF Paesi Emergenti, molto in voga nell’ultimo decennio, sono degli ETF che fanno riferimento ai cosiddetti paesi ad economia emergente o MSCI Emerging Markets.

Proprio l’MSCI comprende numerosi paesi tra cui Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, Ungheria, Polonia, Qatar, Russia, Sudafrica, Turchia, Unione Emirati Arabi, Cina, India, Indonesia, Sud Corea, Malesia, Filippine, Taiwan e Thailandia.

ETF leveraged

Gli ETF Leveraged si caratterizzano per la presenza della leva (leverage in inglese), perciò possono riguardare tutte le tipologie descritte finora.

Abbiamo visto che gli ETF hanno l’obbiettivo di replicare l’andamento di un determinato indice. Gli ETF di tipo leveraged invece si caratterizzano per l’obbiettivo di replicare una performance pari a 2 o 3 volte quella dell’indice sottostante.

Altri ETF Leveraged, chiamati Inverse Leveraged, al contrario si pongono come obbiettivo quello di replicare una performance pari a 2 o 3 volte l’opposto della stessa performance dell’indice.

Capitolo 3

Trading su ETF con CFD

In questo terzo capitolo presentiamo lo strumento finanziario più utilizzato per il trading su ETF online. Lo abbiamo già menzionato nei primi due capitoli, ma qui di seguito andiamo a scoprirne più in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento. Infine, vedremo come sia possibile operare online da casa o da dispositivo mobile.

trading ETF con CFD

Cosa sono i CFD su ETF

Dopo aver visto cosa sono gli ETF, come funzionano e le tipologie di ETF presenti sul mercato, passiamo ora a illustrare lo strumento finanziario che consente di negoziare su ETF online, comodamente da casa o dal proprio dispositivo mobile.

Lo strumento finanziario in questione è il CFD, acronimo di Contratto di Differenza (Contract for Difference, in inglese). Questo strumento è stato creato negli anni ’90 proprio con l’intenzione di creare uno strumento che consentisse di offrire all’utente medio di operare sui mercati con dei piccoli capitali. Poco dopo la metà degli anni ’90, è arrivato anche in Italia, anche se si è diffuso globalmente soltanto una decina di anni dopo.

Ma come funziona il CFD? La sua peculiarità è quella di replicare la performance di uno strumento finanziario sottostante, che può essere un titolo azionario, un future, ma anche degli ETF.

Fare trading su CFD con ETF significa proprio questo: negoziare CFD che replicano le performance degli ETF. La cosa curiosa è che a loro volta, gli ETF replicano le performance di altri indici.

Come funziona il trading CFD su ETF

Nel grafico qui sotto vediamo cosa accade nel trading ETF con i CFD.

Nel trading con CFD è possibile operare al rialzo o al ribasso a seconda che si preveda un rialzo o un ribasso del prezzo.
Quando si opera, si possono infatti aprire due tipologie di posizione:

  • Posizione di Acquisto (detta anche Long): è la posizione di tipo rialzista. Dovrete aprire questo tipo di posizione nel caso in cui prevediate un rialzo del prezzo successivamente al momento dell’apertura della posizione di acquisto. Se il prezzo ottiene effettivamente un rialzo si va a profitto, altrimenti si subisce una perdita. Si tratta del vecchio “comprare basso rivendere alto”.
  • Posizione di Vendita (detta anche Short): è la posizione di tipo ribassista. Dovrete aprire questo tipo di posizione nel caso in cui prevediate un ribasso del prezzo successivamente all’apertura della posizione di vendita. In questo caso il risultato economico è al contrario, perciò se il prezzo subisce effettivamente una perdita si va a profitto, altrimenti si va incontro ad una perdita.

Quando farete trading potrete notare delle differenze tra il valore dei CFD e i prezzi di mercato. A tal proposito, per trovare i prezzi di mercato potrete cliccare sui dettagli dell’asset sul sito del broker.

Tali (piccole) differenze sono dovuta all’aggiunta dello spread da parte del broker online come compenso per i suoi servizi di intermediazione e fornitura dei CFD. Gli spread sono detratti automaticamente all’apertura della posizione. Sono mediamente molto più bassi delle commissioni richieste dai broker tradizionali.

Caratteristiche dei CFD

Andiamo qui a evidenziare gli aspetti che caratterizzano lo strumento finanziario CFD:cfd indici

  • E’ soggetto a leva: la leva finanziaria è un particolare meccanismo che consente di esporsi con un capitale molto più ridotto rispetto a quello normalmente richiesto per le operazioni tradizionali sullo stesso tipo di strumento sottostante. Se ad esempio la leva è pari a 1:200, anziché esporsi di 10000 euro, il trader si esporrà di 50 euro. La quota per la quale il trader si espone effettivamente costituisce il “margine iniziale”.
  • Consente di aprire posizioni al rialzo e al ribasso a seconda delle proprie previsioni rialziste o ribassiste sul prezzo corrente
  • La sua quotazione è comprensiva dello spread, una piccola percentuale calcolata sulla quota totale (al netto della leva) che il broker detrae al momento dell’apertura di una posizione
  • Ogni posizione aperta è soggetta a dei costi di mantenimento: se si desidera mantenere una posizione aperta fino al giorno di contrattazione successivo,il broker detrae automaticamente una piccola percentuale per l’overnight. Nel weekend vanno calcolati 3 giorni (venerdì, sabato, domenica)
  • Oltre al margine iniziale, all’apertura di una posizione viene contemporaneamente congelata anche una quota denominata “margine di mantenimento”. Questo rappresenta una garanzia per il mantenimento della posizione aperta. Attraverso il margine di mantenimento, temporaneamente “congelato” da parte del broker, quest’ultimo si tutela in caso di trading non giudizioso da parte dell’utente

Strumenti per il trading ETF con CFD

In che modo è possibile negoziare CFD su ETF da casa o da mobile? Tramite le piattaforme di trading. La piattaforma di trading, anche detta piattaforma di contrattazione o negoziazione, altro non è che un ambiente virtuale o un software tramite il quale è possibile impartire gli ordini al broker.

Che ordini? Apertura di posizioni di acquisto e di vendita, stop loss, stop limit ed altro ancora, di cui parleremo nel prossimo capitolo, in cui faremo un esempio di trading ETF con CFD.

Per accedere ad una piattaforma di trading CFD su ETF si può procedere sia tramite browser (quindi, detta semplicemente, tramite internet), oppure tramite applicazione mobile o software.

Un esempio di piattaforma di trading che consente di negoziare ETF con CFD è la piattaforma Plus500, di cui vi mostriamo uno screenshot qui.

Per altre informazioni su Plus500, consultate la nostra guida completa di Plus500.

Capitolo 4

Esempio di trading ETF con CFD

In questo capitolo passiamo dalla teoria alla pratica, con un esempio di trading su ETF con CFD. Partiremo con dei consigli utili e passeremo successivamente alle fasi principali che caratterizzano le operazioni di contrattazione online.

esempi e consigli ETF

Consigli per negoziare

Per operare al meglio con gli ETF e in generale con gli strumenti finanziari, sarebbe sempre tenere ben presente questa prassi:

  1. Aggiornamento costante sul mercato in generale, sugli avvenimenti che lo influenzano e che lo potrebbero influenzare
  2. Approfondimento, inteso come informazione e aggiornamento, su un numero limitato di asset (soprattutto per chi non ha molta esperienza)
  3. Analisi del mercato con l’ausilio di strumenti di analisi tecnica (per chi inizia va bene anche in modo graduale, ma deve iniziare e svilupparsi)
  4. Praticare tramite demo con fondi virtuali per mettere in pratica nuovi apprendimenti (per i principianti) e nuove strategie (per chi sa già muoversi e desidera sviluppare meglio il proprio metodo)
  5. Operare con obbiettivi economici precisi e rispettando eventuali limiti di budget

Qui di seguito, proponiamo un esempio di trading ETF tramite l’utilizzo di CFD.

Analisi del mercato ETF

Il mercato ETF, per quanto ricco di strumenti negoziabili, è un po’ più “particolare”. Per certi versi, è più difficile da seguire poiché gli ETF hanno dei nomi piccoli, che sembrano tutti uguali e che è facilissimo confondere gli uni con gli altri. Inoltre, ricordarsi tutti i principali nomi richiede mesi e mesi di pratica continua. Gli ETF infatti sono compose da sigle di poche lettere maiuscole, accompagnate comunque da una piccola descrizione, su cui dovrete focalizzare l’attenzione. Questa descrizione solitamente è in inglese, perciò dovrete prendere un po’ di confidenza con la lingua, almeno per quello che occorre.

Dato che, come abbiamo visto, esiste una grande varietà di ETF negoziabili, concentratevi su quelli che potrebbero interessarvi, considerando ad esempio il settore di produzione, la tipologia di ETF (es. leveraged o normale), il suo andamento ecc.

Per iniziare, vi consigliamo di seguire questi step:

  1. brokerScegliere un broker
  2. Consultare la sezione del sito ufficiale dedicata agli ETF da loro offerti e ai loro dettagli
  3. Selezionare qualche ETF da approfondire
  4. Approfondire, informarsi, aggiornarsi con fonti a propria scelta, sugli ETF scelti
  5. Negoziare di conseguenza

Il punto 2 è importante, poiché considerata la vasta gamma di ETF e la confusione che possono portare i loro nomi, meglio concentrarsi su quelli che si possono effettivamente negoziare con il broker prescelto. Plus500, ad esempio, presenta delle pagine di informazione specifiche per ogni CFD su ETF, che rimandano alle pagine ufficiali degli ETF sottostanti che replicano.

Soprattutto per chi inizia potrebbe esserci un piccolo blocco all’inizio, per via della terminologia utilizzata, ma si tratta di un ostacolo facilmente superabile con un po’ di concentrazione e continuità nella lettura e nella pratica.

Apertura posizione

Seguita la prassi e le buone abitudini spiegate finora, passiamo alla pratica che più pratica non si può. Una volta scelto l’ETF da negoziare, è l’ora di fare una previsione sul suo andamento di mercato e quindi aprire una posizione.

Un aspetto importante da sottolineare a tal proposito è l’analisi del mercato, da un punto di vista “fondamentale” (avvenimenti, pubblicazioni, ecc.) e da un punto di vista “tecnico” (tramite l’ausilio di indicatori tecnici e pattern grafici). Prima di aprire una posizione, non abbiate fretta e individuate una situazione che sia realmente interessante.

Per aprire una posizione occorre selezionare una categoria di asset (nel nostro caso ETF), quindi scegliere lo strumento specifico e infine cliccare su “acquista” o “ vendi” a seconda che desideri operare al rialzo oppure al ribasso.

Con l’apertura di una posizione d’acquisto (detta anche Long), si ottengono risultati economici positivi proporzionali in seguito al rialzo delle quotazioni dell’asset negoziato. Al contrario, si andrà in contro a perdite proporzionali al ribasso dello stesso.

etf posizione acquisto

Con l’apertura di una posizione di vendita (detta anche Short), si ottengono risultati economici positivi proporzionali in seguito al ribasso delle quotazioni dell’asset negoziato. Al contrario, si andrà in contro a perdite proporzionali al rialzo dello stesso.

posizione vendita

Quando si apre una posizione occorre prestare attenzione ai dettagli delle condizioni per l’apertura. Nella fase di apertura di una posizione, infatti, vengono richiesti alcuni dettagli riguardanti operazione da effettuare:

  • Quantità di unità da negoziare: la quantità di quote dell’ETF selezionato sulle quali negoziare
  • Stop Loss: il livello di perdita massimo che si preferisce mettere in conto per l’operazione. Raggiunto tale livello di perdita, la posizione aperta verrà chiusa automaticamente.
  • Limit order o Stop Limit: impostando lo stop limit, si ordina al broker di chiudere la posizione una volta raggiunto un determinato livello di profitto.
  • Stop operativo: si tratta di un ordine di tipo avanzato, non presente in tutte le piattaforme, che consente alla piattaforma di alzare automaticamente l’asticella dello Stop Loss nel caso in cui il mercato si muova in modo favorevole relativamente alla propria previsione. Per ulteriori informazioni sullo stop operativo e gli altri tipi di ordini eseguibili, consigliamo di consultare l’articolo dedicato all’interno della nostra guida al trading con Plus500.
  • Stop garantito: si tratta di un altro tipo di stop avanzato, non attivo per tutti gli strumenti e non offerto da tutte le piattaforme, che consente di proteggersi nei casi di forti e repentine variazioni nelle quotazioni dell’asset desiderato. Presenta ovviamente un costo aggiuntivo, stabilito in una quota di spread maggiorata.
acquisto avanzate

Qui di seguito potete vedere cosa appare, sempre utilizzando la piattaforma Plus500, le voci visualizzabili quando si clicca su “avanzate”. Come abbiamo visto, ordini di tipo avanzato sono lo stop operativo e lo stop garantito. Come si può notare dall’immagine, si può selezionare l’opzione Stop operativo (misurato in Pip).

Nel caso in cui la casella “Acquista solo quanto il tasso è” appaia spuntata e non modificabile vuol dire che in quel momento il mercato è chiuso. In tal caso non si può aprire una posizione al momento ma soltanto ordinare la sua apertura al momento della riapertura del mercato.

Monitoraggio dell’operazione

Una volta aperta la posizione, questa va monitorata. Sebbene si possano impostare, come abbiamo visto, strumenti di stop loss e take profit, monitorare l’operazione può essere importante soprattutto in alcuni momenti particolarmente volatili e perché in tal modo si approfondisce la conoscenza sulle dinamiche (ad esempio giornaliere) di uno strumento finanziario.

monitoraggioAltrettanto importante è però non agire d’impeto. Occorre comunque avere pazienza e attendere la fine di un periodo (se brevissimo, breve, medio, lo deciderete voi) per poter trarre dei risultati e fare una analisi del proprio operato. Se ai primi momenti difficili si chiude una posizione, potrebbero seguire rimorsi nel caso di un riassesto del mercato a proprio favore. Allo stesso modo, occorre non lasciar correre troppo i profitti ed esser pronti a prendere profitto in un momento favorevole.

Occorre operare con equilibrio. Per trovare l’equilibrio occorre operare con giudizio.
Tra le varie voci della piattaforma troverete sempre bene in vista la situazione dei profitti e delle perdite complessive delle posizioni aperte. Potrete cliccare su una posizione per controllare lo stato di profitti e perdite relative alla singola operazione. Potrete inoltre tenere sempre sotto controllo il grafico.

La piattaforma Plus500, inoltre, garantisce un servizio di notifiche via sms e e-mail che avvisano quando una quotazione arriva ad un determinato livello per il quale si è impostato il dispositivo di notifica (alert).

Chiusura della posizione

Per concretizzare i risultati di un’operazione di trading, occorre chiudere la posizione. Una volta chiusa, i profitti o le perdite derivanti dall’operazione non varieranno più il capitale disponibile e il margine di mantenimento sarà restituito.

Le tipologie di chiusura possono essere di tre dipi: manuale, automatica, obbligata.

  • Chiusura manuale: una chiusura si può chiudere (effettivamente) quando il mercato ancora aperto. Per chiudere la posizione potrete cliccare su “chiudi posizione” in riferimento alla posizione aperta. Quando il mercato è chiuso, non potrete chiudere una posizione ma soltanto impostare un’ordine di chiusura per la giornata di contrattazione successiva, impostando un determinato livello per la chiusura automatica.
  • Chiusura automatica, impostata dal trader: avviene quando si verificano le condizioni impostate dal trader (l’utente) riguardo alla chiusura. Ad esempio, quando si è impostato un ordine stop loss e la quotazione fa sì che il livello di perdita sull’operazione giunga alla soglia impostata. Oppure, quando si è impostato uno stop limit e il livello di profitto arriva a toccare il livello desiderato.
  • Chiusura automatica, imposta dal broker: la posizione viene chiusa automaticamente ma per decisione unilaterale del broker, secondo i termini e le condizioni offerte. Solitamente, questa condizione si verifica quando il broker si vede costretto a proteggersi e proteggervi da perdite eccessive. Ad esempio, quando il livello l’equity raggiunge un livello inferiore al margine di mantenimento (ovvero la somma bloccata a garanzia da parte del broker), avviene la cosiddetta “Margin Call” o “Chiamata a Margine”, con cui il broker vi avviserà tramite diversi mezzi di comunicazione (SMS, e-mail, telefono) della situazione di perdita in atto e vi chiederà di aggiungere liquidità al conto. Nel caso in cui la richiesta non trovasse risposta e la posizione continui a perdere, la posizione verrà chiusa automaticamente. In piattaforme come Plus500, tale funzione consente di non andare in rosso. Questo broker infatti non prevede situazioni debitorie per i propri clienti.

Capitolo 5

Broker per il trading su ETF

Quando si desidera far trading su ETF online, è bene selezionare una piattaforma ben conosciuta, con una società di broker stabile e affidabile, autorizzata dalle autorità di regolamentazione competenti. Per questo, vi consigliamo di valutare anche queste piattaforme di negoziazione, di cui probabilmente avrete già sentito parlare.

broker materie prime

Selezione di piattaforme per il trading ETF con CFD

Chi ha fatto almeno una volta una ricerca di broker per negoziare online si è imbattuto almeno una volta in Plus500. Ovvio, perché si tratta di una delle società più importanti a livello internazionale nel campo del trading e nello specifico nel trading con CFD. Per quanto riguarda gli ETF, offre una vasta gamma di scelta su ETF Materie Prime e ETF indici. A riguardo degli ETF Indici, tra questi sono compresi numerose tipologie di indici, così come riportato nel nostro articolo specifico. Per quanto riguarda la piattaforma, l’interfaccia di Plus500 si caratterizza per un display semplice da utilizzare. Risulta infatti scoprire tutte le funzionalità presenti sulla piattaforma e il modo per attivarle. Plus500 offre un conto demo gratuito senza deposito richiesto. Il conto reale richiede un deposito minimo di 100€, somma che potrete utilizzare interamente per negoziare.

markets.com logo

Markets.com rappresenta uno dei capisaldi del trading online in tutto il mondo e soprattutto in Europa. Il suo nome corrisponde al suo dominio web (markets.com), che è uno dei più conosciuti e preziosi che esistano. Questo broker consente di operare con l’ausilio di due diverse piattaforme Web Trader (adatta a chi inizia o agli intermedi) e MetaTrader (adatta agli utenti esperti). Va evidenziato che MetaTrader rappresenta la piattaforma di trading più utilizzata dai trader professionisti in tutto il mondo. Con essa si ha accesso a una vasta gamma di strumenti di analisi tecnica e consente addirittura di crearsi dei sistemi di trading automatizzato all’interno dello stesso ambiente. Markets.com offre un conto demo gratuito senza deposito richiesto per entrambe le piattaforme. Il conto reale richiede un deposito minimo di 100€, somma che potrete utilizzare interamente per negoziare.

logo avatrade

AvaTrade è un broker molto presente sul territorio italiano e regolamentato dalla Banca centrale d’Irlanda. Questo broker consente di negoziare con due piattaforme: AvaTrader (la propria) e MetaTrader, la stessa utilizzabile con Markets.com. In quanto a ETF, offre più di 25 diversi ETF su cui fare trading sia con MetaTrader 4 che su AvaTrader. Gli ETF offerti da AVA rappresentano indicatori chiavi su indici, settori di nicchia e aree geografiche. Rispetto agli altri broker, la leva applicata è più bassa, pari a 1:20 (ideale per un trading più costoso ma anche meno esposto all’amplificazione della volatilità). AvaTrade presenta la possibilità di fare pratica tramite un conto demo gratuito senza deposito richiesto per entrambe le piattaforme. Il conto reale richiede un deposito minimo di 200€, somma che potrete utilizzare interamente per negoziare. Per quanto riguarda il conto reale, consente di ottenere un bonus sul primo deposito per chi si iscrive (con 200€ di primo deposito ottieni 60€ di bonus).

Ora tocca a te

Con questa guida speriamo di avervi fatto apprezzare maggiormente lo strumento finanziario dell’ETF, solitamente messo in secondo piano ma che come abbiamo visto si dimostra interessante e offre vantaggi di cui tener sicuramente conto. Per iniziare a prendere confidenza con gli ETF o semplicemente per curiosità, potete provare senza impegni utilizzando una piattaforma in modalità demo, che vi consentirà di negoziare senza effettuare alcun deposito.

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*Il tuo capitale potrebbe essere a rischio. Questo contenuto non costituisce un consiglio di investimento.
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