mercoledì, novembre 22, 2017
Home Guida definitiva al trading su indici

TRADING ONLINE SU INDICI
La guida definitiva per chi inizia

(Aggiornata a giugno 2017)

In questa guida scoprirete come si può fare trading sugli indici di borsa online, ottenendo al tempo stesso informazioni generali sugli indici. Cosa sono, come funzionano, le tipologie più conosciute, gli indici di borsa più popolari e le loro regole di composizione.

Scoprirete inoltre quali sono gli strumenti finanziari ideali per negoziare su indici online e in che modo si utilizzano nella pratica, tramite un esempio di trading pratico. Infine, troverete una selezione di piattaforme molto conosciute con cui fare trading sugli indici, praticando con demo o negoziando in modalità reale.

Pronti? Iniziamo.

guida indici

Cosa sono gli indici

Nel gergo finanziario, per indici si intendono dei panieri, dei raccoglitori che raggruppano più titoli. Questi panieri di titoli possono essere raggruppati secondo diverse logiche, ragion per cui esistono diverse tipologie di indici.

Gli indici a cui si fa più spesso riferimento sono i cosiddetti indici di borsa, ovvero gli indici che raggruppano i titoli a maggiore capitalizzazione di una determinata Borsa, come per l’indice FTSE MIB di Borsa Italiana, quella che comunemente viene chiamata Piazza Affari.

Prendendo come esempio il FTSE MIB, questo non è che un tipo di indice, presente in Borsa Italiana, dove invece sono presenti altri indici tra cui il FTSE Mid Cap (società a media capitalizzazione), FTSE Italia Industria (settore industriale), FTSE Italia Edilizia e Materiali ecc.

Per ogni piazza borsistica come Piazza Affari, in tutto il mondo, vi sono numerosi indici da considerare, perciò si può facilmente intuire che nel complesso siano davvero moltissimi. Tuttavia, i più importanti sono sicuramente quelli che raggruppano i titoli delle società a più alta capitalizzazione quotati in una determinata Borsa di un determinato paese, come ad esempio il S&P500, NASDAQ, FTSE MIB, DAX 30, CAC 40, FTSE 100 ecc. A questi seguono quelli che comprendono titoli di una comunità di Paesi (es. Europa con l’Euro Stoxx), oppure di un determinato settore.

FTSE MIB

Come funzionano gli indici di borsa

Quando si sentono le news economiche e finanziarie, si può sentire ad esempio parlare di un rialzo o un ribasso di un dato indice. Ad esempio, potremo venire a sapere che il FTSE MIB ha chiuso con un rialzo dello 0,40%. Ma cosa rappresenta la quotazione di un indice?

Essendo il FTSE MIB un listino azionario che comprende una quarantina di titoli, la media dei risultati di fine giornata di contrattazione di tutti i titoli azionari inclusi, rappresenterà il risultato di fine giornata di contrattazione del listino. Quindi, se vi è stato un rialzo, vuol dire che mediamente i titoli si sono mossi al rialzo, per una determinata quotazione.

Per quanto riguarda la composizione degli indici, questa può rispondere a logiche diverse. La più utilizzata e generalmente ritenuta più equa è quella della composizione di tipo Value Weighted. Gli indici di tipo Value Weighted associano ai titoli un peso proporzionale alla capitalizzazione della società emittente e vengono per giunta rettificati ogni volta che le società eseguono frazionamenti, pagano i dividendi, fanno raggruppamenti, scissioni e così via.

Alcuni indici di Borsa, come il Nikkei 225 e il Dow Jones, sono invece di tipo Price Weighted, in cui ciascun titolo ha un peso diverso a seconda del proprio prezzo.

Cosa è il trading su indici

Ora che abbiamo visto cosa sono gli indici, vediamo cosa si intende per il trading su indici. La domanda che ci si può porre è: se gli indici sono dei panieri di azioni, cosa si negozia nel trading su indici?

indici CFd e futuresCi sono due possibili risposte. Futures e ETF. Dei secondi abbiamo già parlato nella guida agli ETF pubblicata sul nostro sito. Ci focalizzeremo invece sul primo strumento, i futures.

Quando si fa trading su indici, ci si riferisce al trading su futures che hanno come benchmark di riferimento gli indici di borsa o di altro tipo. I più negoziati sono i futures sugli indici di borsa. Ad esempio, se sentiremo parlare di trading sul FTSE MIB, potremo intenderlo in tal modo, oltre che all’insieme di contrattazioni avvenute in un determinato periodo su tale segmento di Borsa.

Il trading sugli indici si può svolgere in modo tradizionale, tramite futures, oppure in modo alternativo, tramite CFD su Futures. Il modo tradizionale, prevede che ci si rivolga ad una società d’investimento al fine di scegliere tra le proposte offerte riguardanti i futures sugli indici.

A proposito dei futures, ecco le loro principali caratteristiche:

  • Sono contratti a termine: i contraenti sono obbligati a effettuare una prestazione al termine ovvero alla scadenza del contratto
  • Sono contratti standardizzati: i contraenti possono modificare solo alcuni valori (mentre alcuni restano fissi e perciò detti standardizzati) e ciò li rende più facilmente negoziabili

Come si fa trading online su indici

La modalità alternativa, come abbiamo detto, è quella del trading su indici tramite CFD. I CFD, come vedremo nel Capitolo 3, sono strumenti che replicano passivamente la performance di un determinato strumento finanziario, denominato asset o sottostante.

Nel caso dei CFD su indici, si farà trading su CFD che hanno come sottostante i futures su indici. Ad esempio, fare trading sul FTSE MIB, si potrà realizzare negoziando CFD che replicano le performance dei futures su tale indice di borsa.

Per svolgere materialmente il trading online su indici, si utilizzano le piattaforme di negoziazione o piattaforme di trading, di cui mostreremo un esempio di utilizzo nel Capitolo 4 e di cui forniremo alcuni esempi celebri nel Capitolo 5.

Capitolo 2

Varietà di indici

Prima di affrontare il discorso dei CFD e del trading pratico sugli indici, in questo capitolo scopriremo quali sono le principali tipologie di indici su cui si può fare trading online.

varietà indici di borsa

Indici di borsa per area e capitalizzazione

La prima tipologia è quella degli indici azionari, denominati più generalmente indici di Borsa (anche se in realtà, in una Borsa possono essere scambiate diverse varietà di strumenti).

Gli indici di borsa più famosi sono costruiti con l’intento di raggruppare titoli di un determinato paese, che rispondano a determinati standard.

I due elementi da considerare sono quindi l’area geografica (il paese) e la capitalizzazione.

area geograficaL’area geografica è rappresentata dal paese in cui si trova la piazza borsistica in cui è quotata una determinata azione. Ad esempio, l’indice DAX 30, Deutsche Aktienindex, comprende 30 azioni quotate sulla Borsa di Francoforte. Il FTSE MIB 40, comprende 40 azioni quotate sulla Borsa Italiana con sede a Milano, il FTSE 100 di Londra, 100 azioni quotate sulla Borsa di Londra.

L’altro elemento da considerare è la capitalizzazione. Gli indici di borsa più rilevanti sono quelli che comprendono le società a più alta capitalizzazione (e altri fattori) anche se ve ne sono alcuni, pochi in realtà, che invece preferiscono il valore dell’azione all’entità della società emittente. Considerando gli esempi precedenti, il DAX 30 e il FTSE 100 comprendono rispettivamente i 30 titoli a maggiore capitalizzazione quotati sulla Borsa Tedesca di Francoforte e i 100 titoli a maggiore capitalizzazione quotati sulla Borsa di Londra.

capitalizzazioneLa capitalizzazione, secondo il metodo value weighted (valore ponderato), viene rettificata ogni volta che le società eseguono frazionamenti, pagano i dividendi, fanno raggruppamenti, scissioni ecc. Come abbiamo visto nel capitolo 1, vi sono alcuni indici come il Dow Jones e il Nikkei 225 che invece per la propria composizione danno maggiore peso al valore dell’azione.

Indici settoriali

Gli indici di Borsa non sono gli unici indici su cui poter investire o negoziare online. Sul mercato finanziario esistono centinaia di indici che raggruppano secondo diverse logiche, numerosi strumenti finanziari, tra cui anche le azioni.

E’ il caso degli indici settoriali o indici di settore, ma che possono essere chiamati in vari modi. Si tratta di indici che raggruppano titoli emessi da società di determinati settori di produzione.indici settoriali

Per fare un esempio semplice ed esplicativo, un indice settoriale “petrolifero”, raggrupperà titoli azionari di società che estraggono e/o lavorano petrolio. Un indice settoriale dedicato all’oro, raggrupperà titoli di società che estraggono l’oro. Oltre a casi così specifici ve ne sono altri più generalizzati, come ad esempio gli indici industriali, che raggruppano società di tipo industriale.

Ad esempio, abbiamo già menzionato nel primo capitolo la presenza, all’interno di Borsa Italiana, dell’indice FTSE Industria. Allo stesso modo, vi è anche l’indice FTSE Edilizia e Materiali, che raggruppa per l’appunto società attive nel settore edilizio e similari.

Trading su indici settoriali con ETF

Il concetto è molto semplice e dovrebbe esservi ormai chiaro.

Ora, ciò che importa sapere a proposito degli indici settoriali, è che su questi si può negoziare online tramite ETF, ovvero Exchange Traded Funds. Gli ETF, sono dei particolari fondi di investimento le cui quote vengono negoziate in borsa come le azioni e che come le azioni danno anche diritto ai dividendi. Nonostante le loro quote vengano scambiate in borsa come le azioni, fanno comunque riferimento a fondi, quindi a portafogli di titoli, gestiti da specifiche società di gestione.

Veniamo al punto.

Gli ETF hanno come obbiettivo quello di replicare le performance di un determinato indice, che solitamente corrisponde ad un indice settoriale. Questa replica avviene tramite la composizione di un portafoglio con diversi strumenti finanziari e il risultato finale non deve scostarsi su base quotidiana di un 2% rispetto a quello dell’indice di riferimento.

Per altre informazioni sugli ETF, vi rimandiamo alla nostra guida agli ETF.

Giungiamo a conclusione. Come si può fare trading su indici settoriali online? Tramite ETF. Più precisamente, con CFD su ETF. Dei CFD, parleremo nel prossimo capitolo.

Capitolo 3

Trading su indici con CFD

In questo capitolo presentiamo lo strumento più utilizzato per il trading online di tipo tradizionale, ovvero il CFD. Con i CFD, si ottengono risultati economici proporzionali alle performance del titolo su cui si negozia, al rialzo o al ribasso, a seconda delle proprie previsioni di mercato.

Cosa sono i CFD su indici

l CFD è uno strumento finanziario nato intorno alla metà degli anni ’90, con l’obbiettivo di consentire a chiunque di poter accedere al mercato finanziario, negoziando titoli con dei capitali molto più esigui rispetto a quelli richiesti per la contrattazione tradizionale. Anziché negoziare mettendo a rischio migliaia di euro, si può mettere a frutto la propria conoscenza del mercato e il proprio fiuto utilizzando budget molto limitati, anche di poche centinaia di euro (ma anche poche decine di euro, a seconda dei propri obbiettivi).

Per fare ciò, il CFD replica le performance di un altro strumento finanziario. Il trader, ovvero l’utente che negozia CFD, non si esporrà sullo strumento finanziario, ma sul CFD. Ad esempio, non negozierà su un futures, ma su un CFD che replica il futures. Lo strumento replicato si chiama sottostante.

Con i CFD due parti si accordano per scambiare denaro sulla base della variazione del valore di una determinata attività sottostante, variazione che intercorre dal momento in cui l’operazione viene aperta (apertura di posizione) e il momento in cui l’operazione viene chiusa (chiusura di posizione).

Con i CFD si ottiene un profitto se si apre una posizione di acquisto e il prezzo sale, oppure se si apre una posizione di vendita e il prezzo scende. Vedremo meglio questo aspetto nel prossimo paragrafo.

Come funziona il trading CFD su indici

Nel grafico seguente sintetizziamo ciò che accade nelle operazioni di trading su indici con CFD:

cfd

Abbiamo già evidenziato che con i CFD è possibile operare al rialzo o al ribasso, con l’obbiettivo di prendere profitto dalle proprie previsioni sulle possibili variazioni al rialzo o al ribasso delle quotazioni.

Quando si negoziano CFD su indici, si possono quindi aprire due tipi di posizione:

  • Posizione di Acquisto (detta anche Long): è la posizione da aprire nel caso di cfd indiciprevisione al rialzo. Si deve aprire questo tipo di posizione quando si prevede un rialzo della quotazione successivamente al momento dell’apertura della posizione di acquisto. Se la quotazione ottiene effettivamente un rialzo si va a profitto, altrimenti in caso di ribasso si andrà incontro ad una perdita. Sintesi → Posizione di acquisto: profitto in caso rialzo, perdita in caso di ribasso.
  • Posizione di Vendita (detta anche Short): è la posizione da aprire nel caso di previsione al ribasso. Si deve aprire aprire questo tipo di posizione quando si prevede un ribasso della quotazione successivamente all’apertura della posizione di vendita. In questo caso il risultato economico si produce in modo inverso, perciò se la quotazione subisce effettivamente un ribasso si va a profitto, altrimenti si va incontro ad una perdita. Sintesi → Posizione di vendita: profitto in caso di ribasso, perdita in caso di rialzo.

La quotazione dei CFD non corrisponde ai prezzi di mercato. Tale differenza, sebbene molto lieve, è dovuta all’aggiunta dello spread da parte del broker online come compenso per i suoi servizi di intermediazione e fornitura dei CFD. Gli spread sono detratti automaticamente al momento dell’apertura della posizione e sono mediamente molto più bassi rispetto alle commissioni richieste dai broker tradizionali. I prezzi di mercato saranno sempre visualizzabili cliccando sui dettagli dell’asset sul sito del broker o sulla stessa piattaforma di trading.

Caratteristiche dei CFD

Qui di seguito evidenziamo le principali caratteristiche del CFD:

  • E’ uno strumento finanziario soggetto a leva finanziaria: la leva o leverage è un particolare meccanismo che consente al trader di esporsi con un capitale molto più ridotto rispetto a quello normalmente richiesto per l’operazione di investimento tradizionale sullo stesso tipo di strumento sottostante. Una leva pari a 1:200, ad esempio, consentirà al trader di esporsi con 50 euro anziché con 10000 euro. La quota per la quale il trader si espone effettivamente rappresenta il margine iniziale.
  • Consente di aprire posizioni di acquisto e di vendita al fine di ottenere risultati economici dai rialzi e dai ribassi delle quotazioni degli strumenti negoziati
  • La sua quotazione include lo spread, una piccola percentuale calcolata sul valore integrale degli strumenti negoziati (quindi al netto della leva) che il broker detrae al momento dell’apertura di una posizione. Prendendo l’esempio precedente, lo spread percentuale si calcolerà sui 10000 euro. Esso è comunque costituito da percentuali molto esigue.
  • Ogni posizione di trading aperta è soggetta a determinati costi di mantenimento: se si desidera mantenere una posizione aperta fino al giorno di contrattazione successivo,il broker detrarrà automaticamente una piccola percentuale per il cosiddetto overnight. Nel weekend vanno calcolate 3 quote di overnight (venerdì, sabato, domenica)
  • Oltre al margine iniziale, visto nel primo punto, all’apertura di una posizione viene contemporaneamente detratta (ma solo temporaneamente) anche una percentuale denominata margine di mantenimento. Questo margine viene congelato dal broker come garanzia per il mantenimento della posizione aperta. Attraverso il margine di mantenimento, il broker si tutela in caso di trading non giudizioso da parte dell’utente

Strumenti per il trading indici con CFD

Ora che avete chiaro cosa siano i CFD, vediamo come si possono negoziare CFD su Indici di Borsa da casa o da mobile.

Per farlo, si utilizzano le cosiddette piattaforme di trading, anche dette piattaforme di negoziazione o di contrattazione. Si tratta di ambienti virtuali, perciò accessibili tramite internet, in cui è possibile trasmettere ordini di apertura e di chiusura di una posizione, oltre ad ordini speciali di cui parleremo nel prossimo capitolo, che comprendono strumenti di protezione del capitale dalle perdite, ordini di presa del profitto e altro ancora.

Per accedere ad una piattaforma di trading CFD su Indici si può procedere sia tramite browser oppure tramite software e app.

Un esempio molto conosciuto di piattaforma per il trading su Indici con CFD è la piattaforma Plus500, di cui vi mostriamo uno screenshot qui di seguito.

Per altre informazioni su Plus500, consultate la nostra guida completa di Plus500.

Capitolo 4

Esempio di trading indici

Dopo aver visto cosa sono gli indici, come funzionano e quali sono i principali strumenti con cui cercare risultati economici negoziando su indici online, passiamo ora ad un esempio pratico con cui mostreremo le operazioni base da svolgere nel trading.

esempi trading CFD

Consigli per negoziare

Innanzitutto, partiamo con dei consigli che valgono a prescindere dallo strumento prescelto per la negoziazione. Quando si decide di fare trading o investire su indici di borsa, occorre sempre seguire questo percorso:

consigli
  1. Aggiornarsi in modo costante riguardo alle notizie e dinamiche del mercato in generale, focalizzandosi sugli avvenimenti che lo influenzano e che lo potrebbero influenzare
  2. Focalizzarsi su alcuni asset, ovvero informarsi e aggiornarsi, su un numero limitato di asset. Decisivo, soprattutto per chi non ha molta esperienza, al fine di ottimizzare il proprio tempo e i propri studi. Prendete in esame alcuni indici e concentratevi su quelli, studiando i fattori che li influenzano, in che modo, quando e con quale intensità.
  3. Fare un’analisi del mercato utilizzando gli strumenti di analisi tecnica (per chi non ha esperienza va bene iniziare anche in modo graduale, ma sarebbe poi ottimale sviluppare in modo costante le proprie conoscenze)
  4. Fare pratica tramite demo. Praticare con con fondi virtuali è necessario per mettere in pratica l’apprendimento di nuovi concetti (per i principianti) e nuove strategie (per chi desidera migliorare e implementare il proprio metodo)
  5. Operare con obbiettivi economici precisi e rispettando eventuali tetti al budget da dedicare al trading decisi in autonomia, secondo le proprie disponibilità ed entrate.

Trading su indici con CFD, l’apertura della posizione

cfd indici piattaforme

Nel precedente capitolo abbiamo visto cosa sono i CFD e come consentono di negoziare su indici. Passiamo ora dalla teoria alla pratica.

Seguendo il percorso indicato nel precedente paragrafo, arriviamo a decidere su quale indice negoziare e che tipo di posizione aprire, in base alla previsione di rialzo o ribasso.

Per aprire una posizione nel trading con CFD occorre selezionare una categoria di asset (nel nostro caso gli indici), quindi scegliere lo strumento specifico (es. Italia 40). Per concretizzare l’operazione, occorre cliccare su “acquista” o “ vendi” a seconda che desideri operare al rialzo oppure al ribasso.

apeetura posizione cfd

Aprendo una posizione d’acquisto (in gergo chiamata anche operazione Long), si ottengono risultati positivi proporzionali in seguito al rialzo delle quotazioni dell’asset negoziato. Al contrario, si subiranno perdite proporzionali al ribasso dello stesso.

Occorre sempre tenere presente il “tasso di apertura”, ovvero il livello di quotazione del CFD su indice al momento dell’apertura della posizione. Si dovrà tenere presente tale livello al fine di calcolare gli scostamenti al rialzo o al ribasso, ovvero la differenza tra il prezzo corrente e il prezzo di apertura.

Aprendo una posizione di vendita (nel gergo chiamata Short), si ottengono risultati economici positivi proporzionali al ribasso delle quotazioni dell’asset negoziato, ribasso calcolato a partire dal momento dell’apertura della posizione. In caso di rialzo, al contrario, si subiranno perdite proporzionali al rialzo registrato.

Nel momento dell’apertura di una posizione, è necessario tenere in alta considerazione i dettagli delle condizioni per l’apertura. Nella fase di apertura di una posizione, infatti, si possono impostare diversi fattori, tra cui i più importanti sono:

  • Quantità di unità da negoziare: la quantità di titoli su cui negoziare
  • Stop Loss: il tetto massimo di perdita che si desidera mettere in conto per l’operazione. Una volta raggiunto il livello impostato come stop loss, la posizione aperta verrà chiusa automaticamente.
  • Limit order o Stop Limit: con questo ordine si imposta il livello di profitto da raggiungere prima di chiudere automaticamente la posizione. Viene chiamato anche Take Profit.
  • Stop operativo: questo ordine consente alla piattaforma di alzare automaticamente il livello dello Stop Loss nel caso in cui il mercato si muova in modo favorevole, rispetto alla direzione prevista dall’apertura della posizione. Si tratta di un ordine di tipo avanzato, non presente in tutte le piattaforme. Per ulteriori informazioni sullo stop operativo e gli altri tipi di ordini eseguibili, consigliamo di consultare l’articolo dedicato all’interno della nostra guida al trading con Plus500.
  • Stop garantito: anche questo è uno stop di tipo avanzato e non presente su tutte le piattaforme, così come non disponibile per tutti gli strumenti finanziari negoziabili. Consente di proteggersi nei casi di forti e repentine variazioni nelle quotazioni dell’asset desiderato. Questo servizio presenta un costo, fissato in una quota di spread maggiorata.
apertura posizione vendita
apertura posizione indici

Sulla piattaforma Plus500, nella stessa finestra vista in precedenza a proposito dell’apertura della posizione, cliccando sulla voce “avanzate” è possibile visualizzare gli ordini di tipo avanzato quali lo stop operativo e lo stop garantito. Nel caso dell’indice da noi selezionato per la negoziazione, oltre allo Stop Loss e allo Stop Limit, si può impostare lo Stop Operativo. Lo Stop Garantito, in questo caso, non risulta disponibile.

Qualora la casella “Acquista solo quando il tasso è” appaia spuntata e non modificabile vuol dire che in quel determinato momento il mercato è chiuso. Quando il mercato è chiuso non si può aprire una posizione bensì ordinare la sua apertura al momento della riapertura del mercato, una volta raggiunto un determinato tasso (ovvero una determinata quotazione).

Monitoraggio dell’operazione

Seguire il mercato e l’andamento delle proprie operazioni dopo averle attivate, è sempre un’ottima prassi, consigliata. Ovviamente non occorre stressarsi troppo passando tutto il tempo davanti ad un monitor, anche perché come abbiamo visto esistono strumenti di trading automatico come lo stop loss e take profit. Ad ogni modo, tenere sotto controllo la propria operazione è consigliabile soprattutto nei periodi con maggiore volatilità. Inoltre, più si segue il titolo insieme alle news di mercato, più si vanno a conoscere meglio le dinamiche che legano le variazioni di prezzo a determinati eventi.

Un altro consiglio concernente l’attività di monitoraggio è quello di evitare di agire monitoraggiod’impeto. La pazienza è la virtù dei forti e attendere la fine di un periodo (se brevissimo, breve, medio, lo deciderete voi) vi consentirà di dare più fiato alle vostre previsioni e avere più dati di analisi. Se ai primi momenti difficili si chiude una posizione, potrebbero seguire momenti di rimorso in caso di un ritorno del mercato a proprio favore. D’altro lato, occorre stare attenti a non lasciar correre troppo i profitti ad libitum (“volendo più del più”), ma al contrario esser pronti a prendere profitto in un momento favorevole chiudendo la posizione.

Occorre quindi operare con equilibrio. Per trovare l’equilibrio occorre operare con giudizio e metodo.

A prescindere dalla piattaforma di trading che utilizzerete, avrete sempre in primo piano la situazione generale del conto, con profitti e perdite delle operazioni in corso. Ricordatevi di tenere sempre sotto controllo tali voci e, nel caso abbiate diverse posizioni aperte, controllare più volte al giorno nel dettaglio i risultati economici di ciascuna singola operazione.

situazione conto

Allo stesso modo, sempre a prescindere dalla piattaforma utilizzata, potrete sempre controllare il grafico in tempo reale degli strumenti negoziati, in modo tale da rendervi conto sul momento di particolari movimenti di prezzo. Nel caso vi siano rialzi o ribassi “eccezionali”, andate subito alla ricerca di eventuali news riguardanti lo strumento finanziario in questione, che possano essere la causa di tali variazioni.

grafico tempo reale

Evidenziamo che la piattaforma Plus500 garantisce anche un servizio di notifiche via sms e e-mail, con le quali si viene avvisati nel momento in cui una quotazione arriva ad un determinato livello per il quale si è impostato il dispositivo di notifica (alert).

Chiusura della posizione

Chiudendo una posizione si “tirano le somme”. Viene restituito il margine di mantenimento e le variazioni del titolo non influiscono più sul capitale disponibile.

Una chiusura, oltre che cliccando sul relativo tasto “chiudi posizione”, può avvenire secondo altre due modalità.

Le tipologie di chiusura possono essere di tre tipi: manuale, automatica, obbligata.

  • Chiusura manuale: è il caso in cui il trader (l’utente, voi) deciderete che sia meglio chiudere una posizione e quindi cliccherete sul pulsante “chiudi posizione” relativamente alla posizione aperta che desiderate chiudere. Ricordatevi che una posizione si può chiudere in modo effettivo solo quando il mercato è ancora aperto. Infatti, quando il mercato è chiuso, non si può chiudere una posizione ma soltanto impostare un’ordine di chiusura per la giornata di contrattazione successiva. In tal caso, potrete impostare un determinato livello di quotazione in cui avverrà la chiusura automatica.
  • Chiusura automatica, impostata dal trader: è quella che avviene per mezzo della piattaforma in base alle istruzioni fornitele. E’ il caso, ad esempio, dell’operazione per cui si è impostato un ordine stop loss e la quotazione raggiunge la soglia impostata. Oppure, è il caso in cui si è impostato uno stop limit e il livello di profitto giunge il livello desiderato.
  • Chiusura automatica, imposta dal broker: è la chiusura che avviene per decisione del broker. Questa chiusura avviene secondo i termini e le condizioni stabilite e che dovrete conoscere bene. Solitamente, questa condizione si verifica quando il broker si vede costretto a proteggersi e proteggervi da perdite eccessive. Alcuni broker, come Plus500, presentano degli strumenti per la protezione dal saldo negativo, ovvero che eliminano l’eventualità che il trader finisca in rosso. Proprio questo broker, quando il livello l’equity raggiunge un livello inferiore al margine di mantenimento (ovvero la somma bloccata a garanzia da parte del broker), effettua la cosiddetta “Margin Call” o “Chiamata a Margine”, con cui il broker vi avviserà tramite diversi mezzi di comunicazione (SMS, e-mail, telefono) della situazione di perdita in atto e vi chiederà di aggiungere liquidità al conto. Nel caso in cui la richiesta di compensazione del conto disponibile non trovasse risposta e la posizione continuasse a perdere, la posizione verrà chiusa automaticamente.

Capitolo 5

Broker per il trading su ETF

Dopo aver visto un esempio di trading con CFD, presentiamo qui alcune delle migliori piattaforme che abbiamo avuto modo di testare e con cui operiamo quotidianamente.

broker materie prime

Selezione di piattaforme per il trading con CFD

Plus500 rappresenta uno dei broker più famosi in tutto il mondo per quel che riguarda i CFD. Il suo obbiettivo negli anni è stato quello di offrire una piattaforma facile da usare e il maggior numero di titoli azionari negoziabili. Oltre alle azioni, comunque, ci sono tutti i principali indici di borsa e anche numerosi ETF su indici, dei più svariati settori. Per quanto riguarda gli indici di borsa, consente di negoziare su 20 indici tra cui quelli con i principali titoli azionari d’Italia, Germania, Giappone, Francia, Grecia, USA, Spagna, Svizzera, Austria, Regno Unito, Hong Kong, Polonia, Olanda, Norvegia, Ungheria, Danimarca e Svezia. Su alcuni indici è possibile fare anche trading su azioni tramite CFD su opzioni classiche. Per quanto riguarda la piattaforma di negoziazione, Plus500 presenta un display decisamente chiaro e intuitivo, poiché richiede poco tempo per comprendere tutte le funzionalità presenti e le modalità per richiamarle. Il conto demo è gratuito e non richiede alcun deposito. Il conto in modalità reale invece richiede un deposito minimo di 100€ che si può utilizzare interamente per negoziare.

markets.com logo

Anche Markets.com si può includere nel podio dei broker di CFD più popolari e con più iscritti al mondo. I suoi punti forti stanno nella grande gamma di strumenti negoziabili offerti, che comprendono anche oltre 25 indici. Tra questi potrete trovarne anche alcuni più rari, come ad esempio l’indice China50, con le 50 azioni più importanti del mercato azionario cinese. Markets.com consente di negoziare con due diverse piattaforme, tra cui lo stimato MetaTrader, il software per il trading professionale più utilizzato dai trader professionisti in tutto il mondo. Questo software infatti presenta uno spazio con le principali news di mercato e una vasta sezione dedicata agli strumenti di analisi tecnica. L’altra piattaforma utilizzabile è il WebTrader, più semplice ma che comunque richiede un po’ di applicazione al fine di comprenderne le numerose e utili funzionalità. Il conto demo con Markets.com è gratuito e non richiede alcun deposito. Il conto reale richiede invece un deposito minimo di 100€, interamente utilizzabili per il trading.

logo avatrade

AvaTrade è nome minore rispetto ai due precedenti, ma è comunque un broker rinomato e che opera molto bene sul territorio. La sua sede è in Irlanda e dispone in Italia di una filiale con personale competente e disponibile a rispondere ad eventuali domande e curiosità. Non a caso, organizza numerosi webinar gratuiti visualizzabili online, ma addirittura seminari dal vivo nelle principali città italiane. Questo broker consente di negoziare sia con una propria piattaforma, Ava Trader, sia con MetaTrader, di cui abbiamo parlato poco sopra a proposito di Markets.com. Per quanto riguarda gli indici, consente di negoziare su 19 indici che includono S&P500, NASDAQ100, FTSE 100, DJ EURO STOXX 50, NIFTY 50 (India). AvaTrade consente di praticare in modalità demo senza depositare sia per la piattaforma AvaTrader che MetaTrader. Per quanto riguarda il conto reale, consente di ottenere un bonus sul primo deposito per chi si iscrive.

Ora tocca a te

In questa guida abbiamo presentato il trading su indici, partendo dalle basi teoriche e arrivando a fare un esempio pratico. Il miglior passo con cui potrete procedere è quello di praticare personalmente con una demo, operando con fondi virtuali. Abbiamo infine proposto alcune delle migliori piattaforme con cui commerciare sugli indici, che potrete apprezzare provandole in via del tutto gratuita.

Buon trading su indici!

scarica Plus500
*Il tuo capitale potrebbe essere a rischio. Questo contenuto non costituisce un consiglio di investimento.
*Your capital might be at risk.
Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando la navigazione assumiamo che per te è ok.