Lezione 5a – Cosa è lo spread?

Lo spread, nel trading CFD, rappresenta la differenza tra prezzo bid e ask. Questo scarto, al tempo stesso, rappresenta il compenso dei broker CFD che viene applicato all’apertura di una posizione. In questo articolo trovate una guida allo spread, semplice ma dettagliata, che vi consentirà di comprendere meglio l’argomento.

C’è spread e spread

Tutti noi abbiamo sentito, chi prima chi dopo, l’espressione “spread” nei dibattiti politici in tv o sul web, sui profili social, sui Tg, sui giornali e quant’altro. Tuttavia, è bene evidenziare che lo spread di cui parliamo fa riferimento al trading CFD, perciò non ha niente a che vedere con lo spread BTP BUND di cui invece tanto si parla.

Quindi, mettiamo subito in chiaro le cose:

  • Spread BTP/BUND: rappresenta il differenziale tra i Buoni del Tesoro Poliennali italiani e quelli tedeschi (i famosi “Bund”)
  • Spread nel trading CFD: è ciò di cui parleremo qui di seguito

Cosa è lo spread nel trading CFD?

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, nel trading CFD per spread si intende la differenza tra il prezzo bid e il prezzo ask di un determinato CFD.

Andiamo a vedere quindi maggiormente in dettaglio questi termini:

  • CFD: è lo strumento principale con cui si fa trading online. Quando si negozia su un CFD, si negozia sul valore di un altro asset che può essere rappresentato da un titolo azionario, un cambio di valute, una criptovaluta, una materia prima, un indice di borsa ecc. I CFD consentono di negoziare al rialzo e al ribasso, aprendo rispettivamente posizioni di acquisto (long) o di vendita (short).
  • Prezzo Bid: è il prezzo che fa riferimento alla posizione di vendita (short). Quindi è il prezzo dei CFD con cui si può aprire una posizione ribassista.
  • Prezzo Ask: è il prezzo che fa riferimento alla posizione di acquisto (long). Quindi è il prezzo dei CFD con cui si può aprire una posizione rialzista.

Spread alto, spread basso: cosa cambia?

Sempre ad inizio articolo abbiamo evidenziato che lo spread rappresenta anche il compenso del broker. Infatti, mentre i broker tradizionali o le banche d’investimento applicano le commissioni, i broker del trading online di CFD applicano lo spread. Si tratta quindi di un costo che il trader deve mettere in conto.

Quando più basso (stretto) è lo spread, più è “conveniente” negoziare su un determinato CFD. Infatti, maggiore è lo spread, maggiore è la percentuale che il broker trattiene sull’operazione alla sua apertura.

Tutto ciò ricorda le quote sportive. Più alta è una quota, più si vince se la si indovina. Per lo spread vale nel senso opposto. Minore è lo spread, minore è ciò che il broker trattiene per il suo servizio.

Quando, dove e perché cambia lo spread

Lo spread varia a seconda della categoria degli strumenti finanziari. Generalmente, ad esempio, su un broker troverete le materie prime con un determinato spread, le azioni con un altro, il Forex con un altro ecc.

Altrettamento generalmente, lo spread varia a seconda della volatilità. Ciò vale sia in generale, a seconda della tipologia di strumento, sia nello specifico, a seconda del momento. Ad esempio, in un momento di particolare volatilità di un determinato asset, il broker può decidere di alzare il suo spread. Questo perché, dato che il profitto di un trader proviene dalle variazioni di prezzo, maggiori e più forti sono tali variazioni, più grandi possono essere i suoi profitti (anche se in realtà, lo diventano anche le perdite).

Quali sono i fattori che fanno variare lo spreadPer quanto riguarda le varie categorie, gli spread più bassi vengono generalmente applicati al Forex e in particolare al cambio Euro Dollaro. Anche se, ovviamente, questa rappresenta una prassi ma non una regola.

I broker con i migliori spread

In generale, quindi, più basso è uno spread, più è conveniente. Ciò vuol dire che un broker che presenti degli spread mediamente bassi rispetto al mercato, rappresenta un fattore positivo.

Tuttavia, la “media” non deve interessarvi più di tanto. Se ad esempio siete soliti negoziare soprattutto sui soliti 3-4-5 strumenti, valutate lo spread offerto per gli stessi sui vari broker, tralasciando tutto il resto.

Ad esempio, se siete soliti negoziare su Oro, Petrolio, Euro Dollaro, FTSE MIB, azioni Ferrari, è inutile che guardiate quale spread venga offerto sugli ETF o sul titolo Apple, piuttosto che sul Bitcoin. Fate un confronto, piuttosto, sui CFD che effettivamente negoziereste.

Anche perché, nel caso si rivelasse particolarmente conveniente la negoziazione su un determinato asset per via di un trend ben deciso, potreste fare due cose: utilizzare un altro broker oppure lo stesso broker (sempre che disponga di tale titolo). In caso di variazioni particolarmente forti, lo spread verrà alzato da entrambi. Ad ogni modo, ricordatevi sempre che sarete sempre in grado di verificare lo spread offerto.

Come si vede, dove si legge, lo spread di un CFD?

Probabilmente ora vi è tutto chiaro tranne qualcosa. Dove si legge lo spread?

Ciascun broker riporta le percentuali di spread nei dettagli dei singoli CFD. Quindi, se ad esempio decideste di negoziare su titoli Amazon, potreste aprire la pagina dedicata al titolo Amazon sul sito ufficiale del broker, oppure consultare tale quota sulla stessa piattaforma di trading.

Indicazione dello spread dinamico su una piattaforma di trading
Indicazione dello spread dinamico su una piattaforma di trading

Infatti, ogni piattaforma che si rispetti riporta i dettagli di ogni singolo CFD su finestre facilmente raggiungibili.

Il valore dello spread si può altresì dedurre manualmente dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita, che fanno entrambi riferimento (al netto dello spread) al prezzo di mercato. Ad ogni modo, è sempre più semplice confrontare le percentuali riportate nelle pagine dei dettagli.

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