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Himalaya Coin, Miles Guo condannato a 30 anni negli Stati Uniti

Il finanziere cinese Miles Guo è stato condannato negli Stati Uniti a 30 anni per una frode da oltre 1 miliardo legata anche a H-Coin.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Himalaya Coin, Miles Guo condannato a 30 anni negli Stati Uniti

Un giudice statunitense ha condannato Miles Guo a 30 anni di carcere per una vasta frode che, secondo le autorità americane, ha coinvolto anche il progetto Himalaya Coin. CoinDesk ha riportato che l’imprenditore cinese, già riconosciuto colpevole da una giuria nel 2024, era accusato di aver raccolto fondi con dichiarazioni ingannevoli e di aver sottratto denaro a migliaia di investitori. Il caso ruota attorno a più schemi collegati tra loro e sviluppati in circa cinque anni, con un valore complessivo superiore a 1 miliardo di dollari.

The Block ha indicato che Guo era stato arrestato nel 2023 per una cospirazione fraudolenta che includeva anche criptovalute, un ambito nel quale la promessa di rendimenti o garanzie patrimoniali continua a essere un terreno sensibile per la guida al trading di criptovalute. Secondo CoinDesk, Guo, noto anche come Ho Wan Kwok e con altri alias, aveva promosso nel 2021 un token chiamato H-Coin, collegato a Himalaya Coin. Ai potenziali acquirenti sarebbe stato presentato come sostenuto per il 20% da oro, con l’ulteriore promessa che l’operazione avrebbe coperto il 100% delle eventuali perdite, elementi che per i magistrati hanno avuto un ruolo centrale nell’impianto accusatorio.

Le autorità americane hanno stimato in circa 500 milioni di dollari gli investimenti confluiti in questa parte dell’operazione, mentre le accuse hanno incluso racket, frode e riciclaggio. Il procuratore federale aggiunto Sean Buckley ha descritto il caso come uno schema costruito per sottrarre oltre 1 miliardo di dollari attraverso menzogne e inganni, ai danni di investitori negli Stati Uniti e in altri Paesi. Guo era un esule cinese autoimposto e aveva avuto rapporti stretti con Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump.

Il collegamento politico resta però sullo sfondo giudiziario: la vicenda non riguarda il token Official Trump, ma contribuisce a riportare l’attenzione sul modo in cui nomi noti, reti mediatiche e progetti digitali possono essere usati per costruire fiducia presso il pubblico retail. Il procedimento ha coinvolto anche GTV Media Group, società guidata da Guo, e ha portato a un ordine di confisca per quasi 900 milioni di dollari di proventi, oltre alla proprietà di una villa nel New Jersey. La sentenza arriva in una fase in cui negli Stati Uniti il controllo sulle attività digitali resta al centro del dibattito politico, come emerso anche nella nostra analisi sul Clarity Act e il rallentamento al Senato.

La condanna conferma una linea sempre più severa delle autorità americane verso le frodi presentate con il linguaggio degli asset digitali. Negli ultimi mesi il mercato ha visto crescere sia iniziative istituzionali, come la tokenizzazione di obbligazioni ad alto rendimento, sia casi critici legati a piattaforme e protocolli, tra cui la chiusura dello scambio decentralizzato Loopring. Per il settore, il punto non è soltanto la dimensione economica della frode, ma il danno reputazionale che casi simili producono sulle criptovalute regolamentate e sui progetti trasparenti.

La distinzione tra innovazione finanziaria e raccolte abusive resta centrale anche per gli investitori europei, in un contesto in cui la normativa MiCA e il confronto statunitense sugli asset digitali procedono con velocità diverse, come indicato anche dal recente focus su JPMorgan e la legge sugli asset digitali.

Fonti - CoinDesk

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