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Ordine di Trump sugli immigrati: spinta a stablecoin e sportelli BTC

L’ordine esecutivo di Trump sui controlli bancari agli immigrati senza documenti può spingere l’uso di stablecoin e sportelli BTC negli Usa.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Ordine di Trump sugli immigrati: spinta a stablecoin e sportelli BTC

L’ordine esecutivo firmato da Donald Trump il 19 maggio apre un nuovo fronte tra sicurezza finanziaria, immigrazione e criptovalute. Decrypt ha riportato che la stretta sui controlli bancari per gli immigrati senza documenti potrebbe spingere una parte di questa popolazione verso valute digitali stabili e sportelli automatici per Bitcoin, fuori dai canali bancari tradizionali. Il provvedimento, presentato dalla Casa Bianca come misura per rafforzare l’integrità del sistema finanziario, chiede ai regolatori federali, incluso il Tesoro, di valutare nuove regole su identificazione dei clienti, prevenzione delle frodi e mitigazione dei rischi. Il punto più sensibile riguarda l’accesso ai servizi finanziari da parte di persone prive di uno status migratorio regolare, un’area in cui requisiti più rigidi possono tradursi in esclusione bancaria. Secondo Decrypt, l’effetto collaterale potrebbe essere un aumento dell’uso di valute digitali stabili per pagamenti, rimesse e conservazione di liquidità. In uno scenario in cui l’apertura o il mantenimento di un conto corrente diventa più difficile, strumenti digitali accessibili tramite applicazioni o sportelli fisici possono apparire come un’alternativa pratica, anche se più esposta a rischi operativi e normativi. Il tema si collega alla più ampia guida al trading di criptovalute, dove volatilità, custodia e regolamentazione restano variabili decisive. La questione è politicamente delicata perché arriva dopo anni in cui l’industria delle criptovalute ha denunciato il cosiddetto debanking, cioè la chiusura o limitazione dei rapporti bancari per clienti giudicati rischiosi. Durante l’amministrazione Biden, una parte del settore aveva collegato queste pressioni alla presunta “Operation Chokepoint 2.0”, mai formalmente riconosciuta come programma ufficiale ma finita al centro di indagini e richieste di documenti al Congresso. La novità è che ora una logica simile rischia di colpire un gruppo diverso: non società del comparto digitale, ma immigrati senza documenti. Decrypt ha sottolineato questa tensione tra la battaglia delle criptovalute contro l’esclusione bancaria e una politica che, in nome della sicurezza nazionale, può restringere l’accesso ai conti. Il collegamento politico con il settore resta evidente anche per strumenti speculativi associati al marchio Trump, come Official Trump, osservati dal mercato come parte della sovrapposizione tra politica e asset digitali. Il possibile spostamento verso canali alternativi riguarda soprattutto gli operatori di sportelli automatici per BTC e i fornitori di pagamenti in valute digitali stabili. Non si tratta però di un passaggio privo di attriti: controlli antiriciclaggio, verifica dell’identità e tracciabilità delle transazioni restano centrali anche fuori dalle banche. La discussione ricorda quanto emerso nel caso Cash App apre alle valute digitali stabili: oltre il solo Bitcoin, dove la crescita delle stablecoin è stata letta come ampliamento dei servizi digitali, non come semplice alternativa al contante. Negli Stati Uniti il quadro regolatorio sulle criptovalute continua intanto a muoversi su più livelli. Le aperture su derivati e licenze bancarie convivono con richieste più severe di controllo dei rischi, come mostrato dal confronto sulle licenze bancarie alle criptovalute. Anche la dimensione politica rimane forte: la vendita di BTC per finanziare una campagna elettorale, raccontata in Carbonara vende 10 BTC per finanziare la corsa al Congresso in Florida, conferma quanto gli asset digitali siano ormai entrati nel dibattito pubblico statunitense. Per il mercato, l’ordine non è una notizia di prezzo immediata ma un segnale di domanda potenziale per infrastrutture non bancarie. La domanda chiave è se i nuovi controlli ridurranno davvero i rischi finanziari o se sposteranno transazioni e risparmi verso circuiti meno presidiati, creando un risultato opposto a quello dichiarato dai regolatori. ### Fonti - Decrypt

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