Riserva Bitcoin USA, la nuova bozza congela i BTC per 20 anni
Nuova bozza per una riserva federale in Bitcoin: salta l’obiettivo da 1 milione di BTC e spunta un vincolo di detenzione di 20 anni.

Bitcoin torna al centro del confronto politico negli Stati Uniti con una nuova versione della proposta per una riserva strategica federale. The Block ha riportato che il testo non include più l’obiettivo di acquistare 1 milione di BTC, ma introduce un vincolo di detenzione di 20 anni sulle monete controllate dal governo. La modifica è rilevante perché sposta il baricentro del provvedimento: meno enfasi sull’accumulo programmato e maggiore attenzione alla custodia di lungo periodo. Il disegno di legge, secondo The Block, prevede anche comunicazioni pubbliche trimestrali sulla prova delle riserve e verifiche affidate a soggetti terzi sulle disponibilità governative in BTC. La scelta di eliminare il traguardo numerico da 1 milione di BTC può rendere la proposta meno rigida sul piano operativo. Un obiettivo di acquisto così ampio avrebbe avuto implicazioni politiche, fiscali e di mercato difficili da gestire, soprattutto in una fase in cui il Congresso discute ancora quale ruolo attribuire alle criptoattività nelle riserve pubbliche. Il nuovo impianto sembra invece puntare sulla trasparenza e sulla protezione degli asset già detenuti o eventualmente acquisiti. Il vincolo ventennale rappresenta il punto più netto della bozza. Una clausola di questo tipo limiterebbe la possibilità di vendere rapidamente le riserve e trasformerebbe la posizione federale in una scelta di politica patrimoniale di lungo periodo. Per gli osservatori del settore, il passaggio è coerente con l’idea di trattare BTC non come una disponibilità tattica, ma come una componente strategica. Il tema è collegato anche alla nostra guida dedicata, dove viene spiegato perché la scarsità dell’offerta sia uno degli argomenti centrali nel dibattito sull’asset. La notizia arriva dopo giorni di crescente attenzione a Washington. Nei giorni scorsi avevamo seguito il piano ARMA al Congresso, un altro tassello della discussione sulla possibile riserva federale in BTC. Il nuovo testo segnalato da The Block non chiude il confronto politico, ma indica che i promotori stanno cercando una formula più difendibile: meno acquisti obbligatori, più controlli pubblici e un divieto di dismissione prolungato. Per il mercato, l’effetto immediato della bozza dipenderà soprattutto dalla sua probabilità di avanzare nell’iter legislativo. Una riserva pubblica con blocco di 20 anni ridurrebbe teoricamente il rischio di vendite governative improvvise, ma l’assenza di un obiettivo di acquisto attenua l’impatto potenziale sulla domanda. In parallelo, il quadro resta fragile: la nostra analisi sulla volatilità attesa ai minimi mostrava già un mercato poco propenso a prezzare scosse immediate, mentre il dibattito sul rischio quantistico continua a richiamare l’attenzione sulla sicurezza di lungo periodo. La bozza introduce quindi un compromesso politico: non impone al governo una corsa agli acquisti, ma prova a blindare le riserve con regole di rendicontazione e un orizzonte temporale molto esteso. Per Bitcoin, la questione resta più istituzionale che di mercato nel breve periodo, ma conferma come la regolamentazione statunitense stia diventando uno dei principali fattori da seguire per il settore delle criptovalute. ### Fonti - The Block