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Bitcoin, oltre 6 milioni di BTC nel mirino del rischio quantistico

Glassnode stima che 6,04 milioni di BTC abbiano chiavi pubbliche già esposte: rischio legato a futuri computer quantistici avanzati.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin, oltre 6 milioni di BTC nel mirino del rischio quantistico

Sul mercato, Bitcoin scambia a 77.320,63 dollari, in lieve calo dello 0,29% nelle ultime 24 ore, mentre torna al centro del dibattito un rischio non immediato ma potenzialmente sistemico. Decrypt ha riportato che una ricerca di Glassnode stima in 6,04 milioni di BTC la quantità di monete già esposta, in teoria, a futuri attacchi resi possibili da computer quantistici molto più potenti di quelli oggi disponibili. La cifra equivale al 30,2% dell’offerta già emessa e valeva oltre 469 miliardi di dollari al momento della rilevazione indicata da Decrypt. Glassnode distingue questa parte della disponibilità complessiva dai 13,99 milioni di BTC che, secondo l’analisi, non mostrano esposizione pubblica della chiave crittografica. Il tema riguarda quindi una quota rilevante della rete, ma non implica un rischio operativo immediato. Il nodo tecnico è legato al modo in cui il protocollo protegge la proprietà delle monete. Ogni unità è controllata da una chiave privata collegata a una chiave pubblica; in alcune condizioni, le chiavi pubbliche diventano visibili sulla catena. L’ipotesi considerata è che un computer quantistico sufficientemente avanzato, usando l’algoritmo di Shor, possa ricavare la chiave privata da una chiave pubblica già nota, aprendo la strada a un furto senza la necessità di una nuova transazione da parte del proprietario. Secondo la ricostruzione di Decrypt, Glassnode separa l’esposizione in più categorie. Una quota pari a 1,92 milioni di BTC, cioè il 9,6% dell’offerta emessa, rientra nell’esposizione strutturale legata a formati di script che rendono visibile la chiave pubblica. La parte restante riguarda casi in cui l’esposizione deriva da precedenti movimenti sulla catena. Per chi segue il tema anche in ottica operativa, resta utile distinguere questo rischio di lungo periodo dalle dinamiche di prezzo descritte nella guida per comprare BTC. La questione non nasce oggi. Nei giorni scorsi avevamo già seguito l’allarme sicurezza sul quantistico, dopo i segnali arrivati dagli Stati Uniti sullo sviluppo di tecnologie avanzate. Il punto centrale è che il rischio quantistico resta condizionale: servirebbero macchine capaci di superare in modo netto le prestazioni attuali, ma l’eventuale transizione verso schemi crittografici resistenti potrebbe richiedere tempi lunghi e coordinamento tra sviluppatori, nodi e utenti. Sul piano di mercato, il tema arriva mentre BTC resta vicino a un’area tecnica delicata. La recente fase di ricerca di supporto nell’area dei 77 mila dollari segnala un mercato ancora prudente, nel quale gli investitori stanno separando le variabili immediate — liquidità, tassi, flussi sugli strumenti quotati — dai rischi infrastrutturali di più lungo periodo. Per monitorare il prezzo in tempo reale resta disponibile anche la pagina con la quotazione di BTC. Il dibattito sulla sicurezza si intreccia infine con quello sulla funzione dell’asset come riserva di valore. Dopo il recente confronto sulla narrativa del bene rifugio, la ricerca di Glassnode aggiunge un ulteriore livello: non la volatilità di breve periodo, ma la resilienza tecnica nel lungo termine. Per ora il mercato non sembra prezzare un’urgenza, ma il tema del calcolo quantistico è destinato a restare tra le priorità della comunità. ### Fonti - Decrypt

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