Washington accelera sul quantistico: allarme sicurezza per Bitcoin
Il governo Usa prepara oltre 2 miliardi sul calcolo quantistico, mentre cresce il dibattito sui rischi futuri per Bitcoin e crittografia.

Il governo degli Stati Uniti prepara una nuova spinta industriale sul calcolo quantistico, con oltre 2 miliardi di dollari destinati a nove società. La mossa arriva mentre cresce il dibattito sul rischio che macchine quantistiche più avanzate possano, in futuro, mettere sotto pressione la crittografia che protegge portafogli digitali, reti bancarie, infrastrutture militari e Bitcoin. Decrypt ha riportato che il Dipartimento del Commercio intende destinare 1 miliardo di dollari a IBM per una nuova iniziativa manifatturiera statunitense legata al quantistico. Il progetto ruota attorno ad Anderon, una struttura proposta nello Stato di New York per aumentare la produzione di componenti avanzati destinati ai sistemi quantistici. Secondo i dettagli diffusi, il sostegno pubblico rientrerebbe negli incentivi del CHIPS Act, mentre IBM contribuirebbe con un ulteriore miliardo tra capitale, proprietà intellettuale, attività manifatturiere e personale. La sede indicata sarebbe Albany, con un focus sulla produzione di semiconduttori quantistici superconduttivi su fette di silicio da 300 millimetri. La notizia non indica una minaccia immediata alle reti basate su crittografia, ma segnala che Washington considera il tema strategico. Per l’ecosistema delle criptovalute, il punto centrale è il tempo: gli algoritmi oggi usati per firme digitali e custodia non sono sotto attacco da computer quantistici già disponibili su scala operativa, ma il percorso industriale punta a ridurre il divario tecnologico nei prossimi anni. È un tema che rientra anche nelle valutazioni di lungo periodo per chi segue comprare Bitcoin come esposizione a un’infrastruttura monetaria digitale. Il dibattito riguarda anche altre reti pubbliche e protocolli che fanno affidamento su sistemi crittografici, inclusi ecosistemi interoperabili come Cosmos. La questione si intreccia con custodia, identità digitale e sicurezza dei dispositivi: non a caso, nei giorni scorsi avevamo analizzato il tentativo di Foundation di spingere Passport Prime tra Bitcoin e identità per l’intelligenza artificiale, un fronte diverso ma collegato alla protezione delle chiavi private. La scelta statunitense conferma anche quanto la politica industriale e la sicurezza nazionale siano ormai vicine al settore delle attività digitali. A Washington il confronto su Bitcoin non si limita ai mercati: il Congresso ha già visto emergere proposte come il piano per una riserva federale in Bitcoin, mentre a livello statale continuano iniziative contro il dollaro digitale, come la legge della Carolina del Sud su Bitcoin e CBDC. Per ora la notizia va letta soprattutto come una scommessa sulla sovranità tecnologica americana. Il calcolo quantistico resta una promessa complessa, costosa e ancora lontana dall’uso generalizzato contro sistemi crittografici reali. Tuttavia, l’impegno pubblico su scala miliardaria rende più concreta la necessità, per governi e reti decentralizzate, di preparare standard resistenti a scenari che oggi restano prospettici ma non più trascurabili. ### Fonti - Decrypt