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Bitcoin resta a 77 mila dollari, mercato in cerca di supporto

Bitcoin resta poco sopra 77 mila dollari dopo una nuova ondata di liquidazioni: analisti concentrati sul supporto tra 75 e 77 mila, tra tassi Usa e petrolio.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin resta a 77 mila dollari, mercato in cerca di supporto

Bitcoin resta bloccato nell’area dei 77.000 dollari dopo una seduta segnata da volatilità e liquidazioni sui derivati. Venerdì 22 maggio BTC scambia a 77.317,64 dollari, in calo dello 0,30% nelle ultime 24 ore, dopo essere sceso fino a 76.685 dollari e aver mancato il recupero stabile sopra 78.000 dollari durante gli scambi statunitensi. CoinDesk ha riportato che il movimento non appare, per ora, come una rottura strutturale del mercato, ma come una nuova pulizia della leva finanziaria. Il quadro dei derivati mostra un interesse aperto relativamente stabile e tassi di finanziamento bassi o negativi: segnali che, secondo gli analisti citati dalla testata, non indicano un accumulo aggressivo di posizioni rialziste prima della discesa. Tim Sun, ricercatore senior di HashKey Group, ha spiegato a CoinDesk che molte liquidazioni avrebbero colpito operatori a leva impegnati in tentativi di acquisto di breve periodo sui minimi. La zona tra 75.000 e 77.000 dollari viene quindi osservata come possibile pavimento tattico, più che come conferma di un cambio di tendenza ribassista. È una lettura coerente con quanto emerso anche nella nostra analisi su opzioni e volatilità ancora contenuta, dove il mercato non mostrava segnali di panico estremo. Nelle ultime 24 ore le liquidazioni complessive sulle criptovalute sono state indicate intorno a 200 milioni di dollari, con una distribuzione quasi equilibrata tra posizioni rialziste e ribassiste. Questo dettaglio riduce l’idea di una capitolazione a senso unico: il mercato sembra piuttosto muoversi in modo brusco dentro un intervallo ristretto, colpendo entrambe le parti. La pressione resta però evidente dopo le vendite già descritte nel nostro aggiornamento su deflussi dagli ETF e tassi in rialzo. Il nodo principale, secondo la ricostruzione di CoinDesk, resta il contesto macroeconomico. I rendimenti statunitensi di lungo periodo sono tornati al centro dell’attenzione, mentre petrolio e rischi di inflazione continuano a frenare l’appetito per gli asset più volatili. In assenza di un catalizzatore netto, il nuovo capitale fatica a rientrare sul mercato: un tema che si intreccia con il dibattito sulla funzione di riserva di valore, già riaperto dopo il caso Mark Cuban e la narrativa del bene rifugio. La debolezza di BTC condiziona anche le monete alternative, soprattutto quelle più sensibili alla propensione al rischio. Tra gli asset osservati dagli operatori resta NEAR Protocol, che come altre criptovalute ad alta volatilità tende a risentire dei cambiamenti di liquidità sul mercato principale. In queste fasi, la distinzione tra operatività di breve periodo e gestione del rischio resta centrale per chi segue il settore attraverso una guida al trading criptovalute. Sul piano tecnico, l’area da monitorare resta quindi stretta: sotto 75.000 dollari aumenterebbe il rischio di nuove vendite forzate, mentre un ritorno stabile sopra 78.000 dollari attenuerebbe la pressione di breve periodo. Per ora il mercato non sta prezzando un crollo ordinato, ma una fase di assestamento fragile, nella quale tassi, petrolio e domanda istituzionale continueranno a pesare più delle sole metriche interne alla catena. ### Fonti - CoinDesk

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