Standard Chartered conferma Bitcoin a 100.000 dollari: il nodo Strategy agita il mercato
Standard Chartered mantiene il target Bitcoin a 100.000 dollari per fine 2026 e legge il ribasso di Strategy come problema di comunicazione.

Bitcoin torna al centro del confronto tra banche e mercato dopo la nuova posizione di Standard Chartered, che ha confermato il target di 100.000 dollari per fine 2026. La banca non legge il recente indebolimento di Strategy come un segnale di deterioramento strutturale, ma come un problema di messaggio al mercato. Il prezzo di Bitcoin scambia a 63.946,01 dollari, in rialzo dell’1,22% nelle ultime 24 ore.
Bitcoin Magazine ha riportato che Standard Chartered ha ribadito la propria previsione in una nota agli investitori diffusa venerdì. The Block ha indicato che, per la banca, il calo di Strategy è legato soprattutto alla difficoltà di spiegare il passaggio verso STRC, la nuova azione privilegiata perpetua usata come strumento di credito. La tesi è che il mercato stia reagendo più all’incertezza sulla strategia che a un problema di solvibilità.
Il punto centrale della nota è attribuito a Geoffrey Kendrick, responsabile globale della ricerca sugli asset digitali di Standard Chartered. Strategy resta il maggiore detentore aziendale di bitcoin, con 843.775 monete, pari a oltre il 4% dell’offerta massima prevista dal protocollo. Proprio questa dimensione rende ogni modifica percepita nella politica di gestione della tesoreria un fattore capace di influenzare il sentiment sull’intero comparto.
Tra il 2020 e la metà del 2025, secondo la ricostruzione riportata dalle fonti, il mNAV di Strategy è rimasto sopra quota 1,0. Quel premio consentiva alla società di emettere azioni, acquistare bitcoin e accrescere il valore aziendale più di quanto aumentasse la diluizione. Il tema era già emerso nella nostra analisi su come Barclays aveva promosso Strategy mentre Bitcoin pesava sul titolo MSTR, segnalando il legame stretto tra valutazione azionaria e riserve digitali.
Ora, con il mNAV vicino a 1,0, quel meccanismo appare meno immediato e la comunicazione diventa decisiva. Standard Chartered interpreta il passaggio verso STRC come una trasformazione del modello, in cui le riserve in bitcoin diventano anche garanzia economica per un prodotto di credito. È una lettura che si inserisce nel dibattito più ampio aperto anche dall’avvertimento di JPMorgan sul rischio per Bitcoin dalle catene private, dove la fiducia degli investitori resta un elemento chiave.
Per il mercato, la conferma del target a 100.000 dollari non cancella le tensioni sui veicoli quotati esposti alle criptovalute. Chi segue la nostra guida su come comprare Bitcoin trova in questa vicenda un esempio di quanto la narrativa societaria possa incidere anche quando il sottostante resta invariato. La selezione del capitale tra Bitcoin, Ethereum e progetti come NEAR Protocol continua infatti a dipendere non solo dai prezzi, ma anche dalla trasparenza delle strutture finanziarie collegate.
Il precedente recente di Bitcoin sopra 62.000 dollari con Ethereum sotto osservazione mostrava già un mercato in fase di assestamento, più attento alla qualità dei flussi che al semplice rimbalzo dei prezzi. Nel caso Strategy, il nodo è capire se gli investitori accetteranno il passaggio da una promessa percepita come rigida a una gestione più articolata della tesoreria. Anche la controversia raccontata nel caso Polymarket sulla vendita Bitcoin di Strategy conferma quanto il tema resti sensibile.
La posizione di Standard Chartered lascia quindi intatto l’obiettivo di fine 2026, ma sposta l’attenzione sul rischio di esecuzione. Se Strategy riuscirà a chiarire il ruolo di STRC e il rapporto con le proprie riserve, la pressione sul mercato potrebbe ridursi; in caso contrario, il premio che ha sostenuto il modello negli anni passati resterà più difficile da ricostruire.