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Polymarket in tribunale: scontro sulla vendita Bitcoin di Strategy

Due trader accusano Polymarket di aver cambiato i criteri di risoluzione sul mercato legato alla vendita di Bitcoin da parte di Strategy e chiedono danni.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Polymarket in tribunale: scontro sulla vendita Bitcoin di Strategy

Polymarket finisce davanti ai giudici di New York per una controversia su un mercato predittivo legato a una vendita di Bitcoin da parte di Strategy. Due operatori sostengono che la piattaforma abbia modificato a posteriori i criteri di risoluzione, negando il pagamento di posizioni che ritenevano vincenti. Decrypt ha riportato che la causa è stata depositata il 3 luglio presso la Corte Suprema dello Stato di New York da William Wood e Thomas Bush.

The Block ha indicato che al centro della disputa c’è la decisione di chiudere il mercato con esito negativo nonostante un documento depositato da Strategy presso la Sec avesse mostrato vendite avvenute entro la finestra contestata. Il mercato chiedeva se Strategy avrebbe venduto Bitcoin entro il 31 maggio. La società guidata da Michael Saylor ha poi comunicato, in un deposito del 1° giugno, di aver ceduto 32 BTC tra il 26 e il 31 maggio, in quella che sarebbe stata la prima vendita di questo tipo dal 2022.

Il nodo giuridico riguarda il momento della conferma pubblica, arrivata il giorno successivo alla scadenza indicata dal mercato. Polymarket avrebbe aggiunto una precisazione secondo cui una conferma ottenuta fuori dalla finestra temporale non era valida, e il contratto è stato risolto su No dopo una votazione dei detentori di UMA, l’oracolo usato dalla piattaforma per le dispute; il termine oracolo qui è tecnico e non riguarda la società Oracle. Wood e Bush accusano Polymarket, il suo amministratore delegato Shayne Coplan e il responsabile marketing Matthew Modabber di violazione contrattuale, violazione del dovere implicito di buona fede, arricchimento ingiustificato in via alternativa, pratiche ingannevoli e pubblicità fuorviante.

I querelanti chiedono il valore di 1 dollaro per ciascuna quota Sì, oltre a danni e spese legali. La controversia arriva mentre la strategia di tesoreria di Strategy resta sotto osservazione. Negli ultimi giorni la società ha indicato la possibilità di vendere fino a 1,25 miliardi di dollari in Bitcoin, tema già analizzato nel nostro approfondimento su Strategy e il nuovo piano di vendite, e ha poi comunicato ulteriori cessioni per circa 216 milioni, al centro della nostra analisi su tesorerie aziendali e vendite di Bitcoin.

Per il settore dei mercati predittivi, il caso mette in evidenza il peso delle regole di risoluzione e della tempistica delle prove. La distinzione tra evento economico avvenuto e conferma pubblica disponibile può diventare decisiva, soprattutto quando gli strumenti sono seguiti anche da investitori che si avvicinano al tema attraverso guide come quella su comprare Bitcoin o tramite l’analisi delle quotazioni digitali. La causa tocca anche un punto più ampio: la fiducia nelle piattaforme che combinano scommesse su eventi, finanza decentralizzata e procedure di voto.

Dopo casi recenti di maggiore attenzione regolamentare, come l’espansione di Coinbase nel Regno Unito con licenza per azioni e derivati, le regole di liquidazione restano un elemento centrale per valutare la solidità operativa degli intermediari digitali. Non è ancora chiaro come Polymarket risponderà in sede giudiziaria alle accuse. Per ora, la disputa offre un nuovo terreno di confronto tra tecnologia, contratti e informazione di mercato, in una fase in cui le società con grandi riserve in Bitcoin continuano a influenzare il racconto sulle criptovalute e sulle tesorerie aziendali.

Fonti - Decrypt

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