Vanguard cerca un capo per gli asset digitali: il muro anti-Bitcoin si incrina
Vanguard avvia la ricerca di un responsabile per asset digitali, segnale di cambio strategico dopo anni di freddezza verso criptovalute e blockchain.

Vanguard apre un nuovo fronte sugli asset digitali dopo anni di prudenza estrema verso il settore. CoinDesk ha riportato che il colosso della gestione patrimoniale ha avviato la ricerca di un responsabile per gli asset digitali, un ruolo senior destinato a definire la strategia su criptovalute e finanza basata su blockchain. La mossa è rilevante perché Vanguard è stata a lungo tra le grandi case d’investimento più caute sul tema, mentre concorrenti come BlackRock, Fidelity e Franklin Templeton hanno spinto sugli strumenti quotati legati a Bitcoin.
Il prezzo di Bitcoin scambia a 63.697,54 dollari, in rialzo del 9,15% nelle ultime 24 ore, in una fase in cui l’interesse istituzionale resta uno dei principali catalizzatori del mercato. Bitcoin Magazine ha indicato che la posizione è stata pubblicata all’interno di Vanguard Personal Wealth e ha sede a Dallas. Il profilo cercato dovrà costruire una visione di lungo periodo sugli asset digitali, individuare opportunità commerciali e coordinare l’esecuzione tra prodotto, tecnologia, operazioni, ufficio legale e conformità normativa.
Il mandato non riguarda soltanto l’eventuale accesso dei clienti a strumenti su criptovalute. Nell’annuncio citato dalle fonti compaiono anche tokenizzazione, stablecoin, portafogli digitali, custodia e regolamento tramite blockchain: aree che stanno entrando sempre più spesso nelle valutazioni delle grandi società finanziarie, come mostra anche il recente interesse per la tokenizzazione legato a Tether e Mercado Bitcoin in America Latina. Il nuovo dirigente dovrà anche valutare se Vanguard debba sviluppare internamente alcune capacità, affidarsi a partner esterni oppure rinviare l’ingresso in segmenti considerati non maturi.
È un passaggio delicato per un gruppo che, secondo CoinDesk, gestisce circa 10.000 miliardi di dollari e che finora ha preferito restare ai margini rispetto alla corsa agli ETF su criptovalute. La ricerca segnala soprattutto un cambio di tono. Vanguard aveva già attenuato la sua posizione a dicembre, quando ha iniziato a consentire ai clienti dell’intermediazione di negoziare ETF e fondi comuni legati alle criptovalute, pur senza trasformarsi in promotore aggressivo del comparto.
Il confronto con le scelte dei rivali resta centrale, in un contesto in cui anche Coinbase ha ampliato la propria presenza regolamentata nel Regno Unito. Il nodo regolamentare resta uno dei fattori più importanti. Il responsabile cercato da Vanguard dovrà rappresentare la società nei colloqui con autorità e gruppi di settore, contribuendo alla definizione di standard di mercato.
Per gli investitori europei il tema si intreccia con il quadro MiCA, già al centro di mosse come la licenza piena ottenuta da Ripple in Lussemburgo. La notizia arriva mentre il mercato continua a distinguere tra adozione istituzionale e rischi di bilancio legati all’esposizione diretta alle criptovalute. Le tensioni emerse intorno alle tesorerie aziendali, dopo le recenti vendite di Bitcoin da parte di Strategy, ricordano che l’ingresso dei grandi nomi non elimina volatilità, governance e rischi contabili.
Per Vanguard, la nuova figura potrebbe servire proprio a trasformare un’apertura prudente in una strategia più strutturata, senza abbandonare l’approccio conservatore che ha caratterizzato il gruppo.