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Bitmine cede il 46% nel 2026: la fuga dalle tesorerie cripto spaventa Wall Street

Bitmine perde il 46% da inizio anno, peggio di Strategy e Circle. Il calo di Bitcoin ed Ethereum riapre il tema del rischio tesorerie.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Bitmine cede il 46% nel 2026: la fuga dalle tesorerie cripto spaventa Wall Street

Le azioni legate alle tesorerie in criptovalute tornano sotto pressione a Wall Street, con Bitmine Immersion Technologies in coda al gruppo. 24/7 Wall St. ha riportato che il titolo perde il 46% da inizio 2026, una flessione più pesante rispetto a Strategy e Circle Internet Group. Il confronto arriva mentre Bitcoin scambia a 62.214,04 dollari, in calo dell’1,75% nelle ultime 24 ore, e il mercato continua a penalizzare le società usate come proxy azionari sugli asset digitali.

La debolezza di BTC rende più delicata la lettura dei bilanci costruiti su riserve in criptovalute, un tema già al centro della nostra analisi su Strategy e il giudizio positivo di Barclays. Secondo 24/7 Wall St., Bitmine tratta a 14,73 dollari e risulta in lieve ribasso nella seduta di mercoledì. La società è descritta come un proxy di tesoreria su Ethereum, ma la dinamica del prezzo dell’azione mostra quanto il mercato stia scontando in modo severo l’esposizione concentrata a ETH, già discussa quando Bitmine ha aumentato la propria scommessa sulle tesorerie in ETH.

Il quadro non è molto più semplice per Strategy, ex MicroStrategy, indicata dalla stessa fonte in calo del 38% da inizio anno e a 94,87 dollari nella seduta. Il caso resta centrale perché la società ha aperto la strada al modello delle tesorerie aziendali in BTC, ma gli ultimi mesi hanno mostrato che la leva implicita sul prezzo della criptovaluta può amplificare sia i rialzi sia le correzioni, come emerso anche nello scontro su Polymarket e la vendita di BTC da parte di Strategy. Circle Internet Group regge meglio, pur restando negativa nel 2026: 24/7 Wall St. indica un calo del 20% da inizio anno e un prezzo di 64,22 dollari, con una flessione dell’1% nella seduta.

La società, emittente di USD Coin, beneficia di una narrativa diversa rispetto alle tesorerie speculative: la crescita delle stablecoin e un utile per azione del primo trimestre superiore del 19% alle attese citate dalla fonte hanno aiutato il titolo a limitare i danni relativi. La distinzione tra azioni proxy e strumenti diretti resta il nodo principale per gli operatori. 24/7 Wall St. ha indicato che ETF come IBIT ed ETHA possono offrire un’esposizione più lineare a BTC ed ETH rispetto ai titoli societari con bilanci esposti agli asset digitali; per chi segue il settore, il tema rientra nel più ampio capitolo degli ETF su criptovalute, dove il rischio specifico della singola società pesa meno rispetto al prezzo dell’attività sottostante.

Il contesto di mercato resta però fragile anche oltre le criptovalute. Le storie di crescita di lungo periodo richiamano spesso paragoni con società come Amazon, Netflix e NVIDIA, ma nel 2026 gli investitori stanno chiedendo più disciplina su debito, utili e flussi di cassa; non a caso, il mercato ha seguito con attenzione sia il nuovo debito tecnologico per l’intelligenza artificiale sia la riapertura della domanda cinese per i chip H200. Per Bitmine, Strategy e Circle, la sfida è dimostrare che l’esposizione agli asset digitali non sia solo una leva sul ciclo, ma un modello sostenibile anche nelle fasi di mercato ribassista.

Fonti - 24/7 Wall St.

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