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JPMorgan avverte: il rischio per Bitcoin arriva dalle catene private

JPMorgan vede nelle catene a blocchi private il rischio strutturale per Bitcoin, più delle vendite di Strategy sul mercato.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
JPMorgan avverte: il rischio per Bitcoin arriva dalle catene private

Bitcoin non avrebbe in Strategy il suo principale rischio strutturale, ma nello spostamento dell’adozione istituzionale verso reti private. È la lettura di JPMorgan, che distingue tra pressione di vendita di breve periodo e minaccia di lungo periodo per l’intero ecosistema delle criptovalute. Bitcoin Magazine ha scritto che le recenti vendite di Strategy hanno innervosito una parte del mercato, ma per gli analisti della banca il nodo più importante riguarda dove finiranno tokenizzazione, pagamenti e regolamento delle transazioni.

The Block ha riportato che l’analisi è stata guidata da Nikolaos Panigirtzoglou, secondo cui l’adozione di catene a blocchi non pubbliche potrebbe ridurre l’utilità economica delle reti aperte. Il caso Strategy resta comunque rilevante per gli operatori. La società ha venduto 3.588 unità per 216 milioni di dollari all’inizio di luglio, secondo quanto riportato dalle fonti, per coprire dividendi privilegiati: una cessione indicata come la più ampia finora registrata dalla società.

Il tema si collega alle tensioni già emerse nella vicenda Polymarket sulla vendita di Strategy e al recente giudizio di Barclays su Strategy, che aveva riacceso il dibattito sul peso della tesoreria in criptovaluta sul titolo MSTR. Per JPMorgan, però, quelle vendite possono generare fiammate di offerta, non necessariamente un cambio di regime. Il rischio più profondo sarebbe una migrazione dell’attività finanziaria verso infrastrutture autorizzate, costruite per banche e grandi istituzioni, nelle quali privacy, controlli antiriciclaggio, identificazione dei clienti, governance e certezza legale risultano più facili da integrare rispetto alle reti pubbliche.

Se pagamenti, tokenizzazione e regolamento si concentrassero su binari privati, le reti aperte potrebbero subire minori flussi di capitale, liquidità più sottile e volumi su catena più deboli. In questo scenario, la pressione non colpirebbe solo singoli progetti, ma l’intera valutazione del settore; per chi segue la materia, la nostra guida operativa dedicata resta un punto di partenza per distinguere dinamiche di prezzo e rischi infrastrutturali. Il mercato, per ora, non segnala uno stress immediato: Bitcoin scambia a 64.299,69 dollari, in rialzo dell’1,78% nelle ultime 24 ore.

Il dato mostra una reazione composta, ma non elimina il tema posto da JPMorgan: la crescita dell’uso istituzionale delle catene a blocchi potrebbe non tradursi automaticamente in maggiore domanda per le reti pubbliche e per le cripto-attività collegate. La questione si inserisce in una fase in cui sicurezza, custodia e infrastrutture stanno diventando centrali. Lo dimostra anche l’attenzione alle difese quantistiche di BitGo, mentre il settore dei pagamenti continua a cercare soluzioni ibride, come emerso nel caso Nium e Cypher.

La frattura indicata da JPMorgan è quindi meno spettacolare di una vendita sul mercato, ma potenzialmente più incisiva: chi controlla l’infrastruttura potrebbe controllare anche una parte crescente del valore generato.

Fonti - Bitcoin Magazine

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