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Ionis scivola ancora: lo stop clinico pesa su Wall Street Usa

Ionis perde ancora dopo il mancato obiettivo dello studio eplontersen con AstraZeneca. Focus su Alnylam, Biogen e prossime scadenze cliniche.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Ionis scivola ancora: lo stop clinico pesa su Wall Street Usa

Ionis Pharmaceuticals è tornata sotto pressione a Wall Street, con un calo intraday vicino al 9% dopo il nuovo colpo arrivato dal fronte clinico. 24/7 Wall St ha riportato che il titolo è sceso in area 58,30 dollari dopo un’apertura a 64,27 dollari, estendendo a oltre un quarto la perdita accumulata negli ultimi giorni. Il nodo è lo studio di fase 3 CARDIO-TTRansform su eplontersen, sviluppato con AstraZeneca per la cardiomiopatia amiloide mediata da transtiretina, nota come ATTR-CM.

Il programma non ha raggiunto l’endpoint primario nella popolazione complessiva dei pazienti, un esito che ha ridimensionato le attese su uno dei principali catalizzatori della seconda parte del 2026. La comunicazione del 9 luglio ha lasciato però un elemento parziale da valutare: nel sottogruppo in monoterapia sarebbero emersi segnali di efficacia, senza tuttavia cambiare la lettura negativa del risultato principale. Per il mercato biotech, dove una singola sperimentazione può spostare in modo netto le valutazioni, il mancato raggiungimento dell’obiettivo centrale resta un evento binario di peso.

La reazione non si è limitata a Ionis. 24/7 Wall St ha indicato che Alnylam è scesa del 3,6%, nonostante Amvuttra possa essere considerato un beneficiario diretto del passo falso di eplontersen; Biogen, al contrario, ha registrato un lieve rialzo dello 0,5%, muovendosi contro il tono debole del comparto. Il calendario resta fitto.

I prossimi passaggi indicati dal mercato sono la presentazione completa dei dati ESC in agosto, una scadenza regolatoria PDUFA per la malattia di Alexander in settembre e una decisione legata all’epatite B in ottobre. Queste date possono mantenere elevata la volatilità su Ionis, perché gli investitori dovranno ricalibrare il valore della pipeline dopo il risultato deludente nell’ATTR-CM. Il caso Ionis arriva in una fase in cui la selezione tra singoli titoli resta centrale, anche fuori dal settore salute.

La stessa logica di disciplina sul capitale è emersa nelle ultime sedute con il dibattito su Big Tech e debito per l’intelligenza artificiale e con il confronto sulla spesa IA di Microsoft, due temi che hanno riportato l’attenzione sui ritorni attesi rispetto ai costi sostenuti. Sul fronte degli asset digitali, NEAR Protocol scambia a 1,88 dollari, in calo del 2,14% nelle ultime 24 ore, in un contesto ancora selettivo per il rischio. Il movimento si inserisce in un mercato delle criptovalute che resta sensibile ai flussi su Bitcoin, dopo il recente rimbalzo verso 64.000 dollari e dopo l’avvertimento di JPMorgan sulle catene private.

Per gli investitori, il messaggio trasversale è che la qualità dei catalizzatori conta più della semplice appartenenza settoriale. Nel biotech la pipeline resta il principale motore di rivalutazione o correzione, mentre nei mercati digitali la gestione del rischio resta un punto centrale, come spiegato nella nostra guida al trading di criptovalute.

Fonti - 24/7 Wall St

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