Leonardo vola in Borsa, ma Piazza Affari chiude in rosso. E i BTP non aiutano

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12 marzo 2026

Giornata complicata per il FTSEMib, che nel pomeriggio cedeva quasi un punto percentuale attestandosi poco sopra i 44.400 punti. Niente di drammatico, intendiamoci, ma il clima sui mercati europei resta pesante e oggi si è visto.

In mezzo al rosso generale, però, un titolo ha fatto storia a sé: Leonardo. Il gruppo della difesa ha presentato stamattina a Roma l’aggiornamento del piano industriale al 2030 — un evento atteso da settimane — e il mercato ha risposto con entusiasmo. In apertura il titolo è schizzato oltre il 5%, per poi accelerare ulteriormente fino a sfiorare l’8% nelle fasi più calde della mattinata. A metà seduta consolidava comunque un robusto +5,66% a 63,86 euro.

I conti 2025, approvati oggi dal CdA, parlano chiaro: ricavi a 19,5 miliardi (+9,8% sull’anno prima), risultato operativo a 1,75 miliardi, marginalità al 9%. Numeri che hanno battuto le stesse previsioni del management, già riviste al rialzo nel corso dell’anno. Il dividendo proposto è di 0,63 euro per azione, in crescita di oltre il 20%.

Chi invece ha avuto una giornata da dimenticare è il settore bancario. Monte dei Paschi ha perso oltre il 3%, Mediobanca poco meno. Soffre anche il mid cap in generale. Unica eccezione di rilievo Salvatore Ferragamo, balzata di oltre il 9% sempre sulla scia dei risultati annuali, mentre Generali ha tenuto bene chiudendo in lieve rialzo dopo i conti 2025.

Sul fronte obbligazionario la situazione merita attenzione. Lo spread BTP-Bund ha sfiorato i 76 punti base e il rendimento del decennale italiano ha superato il 3,7%. All’asta di oggi il Tesoro ha piazzato 2 miliardi di BTP triennali, ma il rendimento è salito al 2,75% — il livello più alto da un anno a questa parte. Ieri era toccato all’asta dei Bot a 12 mesi, con un rendimento medio che ha quasi raggiunto il 2,4%. Insomma, i soldi per comprare debito italiano ci sono, ma il costo sta salendo.

Sullo sfondo rimane la questione dazi. Bruxelles ha ribadito oggi che è pronta a reagire se Washington non rispetterà gli accordi commerciali in vigore, pur precisando che per ora non ci sono segnali concreti di rottura. Una dichiarazione che suona più come un promemoria che come un allarme, ma che tiene il mercato in una posizione di attesa.

Bitcoin intorno ai 70.500 dollari, euro stabile a 1,155 sul dollaro.

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