Arbitrum sblocca 70 milioni in ETH, ma resta il nodo tribunale
La DAO di Arbitrum approva il rilascio di ETH congelati per il caso Kelp DAO, ma un ordine di un tribunale Usa può frenare il trasferimento.

La DAO di Arbitrum ha approvato il rilascio di circa 70 milioni di dollari in ETH di Ethereum congelati per sostenere il piano di ristoro legato all’attacco contro Kelp DAO. Il via libera, ha riportato Decrypt, non chiude però la partita: un ordine del tribunale negli Stati Uniti potrebbe ancora impedire lo spostamento dei fondi.
La proposta è passata con 182,2 milioni di voti favorevoli, pari a circa il 90,96% del totale, e con opposizione marginale, secondo i dati riportati da Decrypt. Il testo era stato cofirmato da Aave Labs, KelpDAO, LayerZero, EtherFi e Compound, soggetti coinvolti a vario titolo nella risposta all’incidente e nel tentativo di coordinare il recupero per gli utenti colpiti.
Il pacchetto riguarda 30.765,67 ETH che l’Arbitrum Security Council aveva congelato il mese scorso, pochi giorni dopo lo sfruttamento di una vulnerabilità nel ponte intercatena di Kelp basato su LayerZero, come ricostruito da Decrypt. L’attaccante avrebbe generato 116.500 rsETH su Ethereum senza la corrispondente distruzione sul lato di origine, usando poi quei token non coperti come garanzia su Aave per sottrarre circa 230 milioni di dollari in ETH appartenenti agli utenti del protocollo. Per il contesto sulla rete sottostante, rimane utile la nostra guida a Ethereum, mentre la vicenda si lega al più ampio dibattito sulla sicurezza dei ponti, già emerso in un caso recente di migrazione dopo Kelp DAO.
Il voto stabilisce anche la destinazione operativa dei fondi: gli ETH dovrebbero essere trasferiti a un Gnosis Safe 3 su 4 controllato da rappresentanti di Aave, KelpDAO, EtherFi e Certora, secondo quanto indicato da Decrypt. La struttura multisignature approvata dalla governance prevede che le risorse siano utilizzate esclusivamente per lo sforzo di recupero rsETH, limitando formalmente l’impiego dei fondi al perimetro del ristoro.
Il passaggio tecnico resta però condizionato dal fronte giudiziario. The Block ha scritto che un ordine del 1 maggio ha limitato la possibilità per Arbitrum DAO di muovere i fondi recuperati, spingendo Aave a presentare una mozione d’emergenza contro quel vincolo. Anche Decrypt ha segnalato che un provvedimento depositato nel Southern District of New York rende incerta l’esecuzione materiale del trasferimento.
Il caso mette in evidenza una tensione sempre più frequente nella finanza decentralizzata: la governance può approvare una risposta rapida dopo un attacco, ma l’attuazione può dipendere da vincoli legali esterni e da soggetti che controllano infrastrutture critiche. Per Arbitrum, KelpDAO e i protocolli coinvolti, il voto rappresenta quindi un passaggio politico importante, ma non ancora la conclusione operativa della procedura di ristoro.