Diversificare con gli ETF

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In che modo si può diversificare con gli ETF

Come abbiamo visto nell’articolo introduttivo alla sezione ETF,  gli Exchange Traded Funds sono fondi le cui quote hanno la particolarità di essere scambiate in borsa, un po’ come avviene per le azioni. Andiamo adesso ad approfondire questi concetti, concentrandoci in modo particolare sulla loro funzione di diversificazione e le altre caratteristiche, quali negoziabilità e liquidità.  

Una diversificazione intrinseca

Quindi, ricapitolando, gli ETF uniscono le caratteristiche (vantaggiose) di due strumenti:

  • Fondi d’investimento tradizionali: poiché presentano una serie di caratteristiche affini ai fondi, come la gestione passiva e la diversificazione. 
  • Azioni: le ETF sono negoziabili in borsa e generalmente molto liquide, come avviene per le azioni. 

Proprio il fatto che gli ETF siano dei prodotti già di per sé diversificati, significa che quando si acquista una quota ETF, si acquista un prodotto già diversificato al suo interno, e quindi teoricamente più sicuro, meno esposto ai rischi di mercato.

Il concetto è semplice. Cosa è un ETF? Un fondo diversificato che comprende più asset selezionati in base ad una determinata logica/strategia di diversificazione. Cosa è una quota ETF? Una parte di tale fondo diversificato, e quindi a sua volta una quota diversificata.

Esempio banale: se la torta è buona, sarà buona intera che ogni sua singola fetta (quota).

Trading online su ETF

Ci sono vari modi per trarre profitti tramite gli ETF. Il primo è acquistare titoli, e ottenere quindi dividendi. Il secondo è scommettendo sulle variazioni di prezzo di questi strumenti finanziari. 

Gli ETF appartiene a quella categoria di strumenti finanziari che è possibile negoziare online, nel comfort della propria abitazione. Sarà necessario e allo stesso tempo sufficiente disporre di un pc con una connessione internet. Ti starai chiedendo dove. Ebbene, tramite le piattaforme di trading CFD.

CFD sta per Contracts For Difference (Contratto per Differenza) e indica uno strumento finanziario con cui si può negoziare al rialzo o al ribasso sul valore di un determinato asset, detto sottostante.  In questo caso il sottostante è proprio l’ETF. E si scommette sulle variazioni di prezzo di questo strumento. 

In pratica, anziché acquistare quote ETF tramite operatori di vario genere, potete negoziare sul valore degli ETF tramite una piattaforma di trading online. Per accedere ad una piattaforma di trading online occorre prima iscriversi ad un broker CFD.

Ecco alcuni articoli che potrebbero fare al caso vostro:

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Comprare o negoziare ETF è diversificare

Quello della diversificazione in relazione agli ETF è un concetto che abbiamo più volte affrontato, in molti articoli. Acquistare ETF significa diversificare e di conseguenza ridurre una parte dei rischi che si associano normalmente alla gestione attiva del portafoglio. Per capire meglio questo concetto dobbiamo però capire quali sono i meccanismi che stanno alla base di questo strumento finanziario. 

Come funziona un ETF

A differenza dei fondi comuni d’investimento gli ETF sono degli strumenti a gestione passiva e sono quotati in borsa.

Cosa significa gestione passiva?

Il fatto che siano a gestione passiva significa che il rendimento degli ETF è legato alla quotazione di un indice borsistico. Si cerca di replicare un indice di riferimento, detto indice benchmark. Quindi gestione passiva in quanto non c’è un’operazione di ricerca dei titoli più performanti da parte del gestore del fondo. 

L’obiettivo fondamentale è fondamentalmente quello di comporre un portafoglio di titoli che sia quanto più attendibile possibile rispetto all’indice di riferimento. E assicurarsi che tale corrispondenza non venga meno. E nel caso venga meno, procedere a riequilibrare. 

Ad esempio, quando un titolo compreso in un indice presenta forti variazioni causate da alcuni eventi quali acquisizioni, fallimenti, fusioni e altri eventi simili, il gestore dell’ETF dovrà fare in modo che l’ETF riesca comunque a mantenere la quotazione dell’indice a cui fa riferimento.

L’operazione con cui si cerca di portare la quotazione dell’ETF il più vicino possibile a quella dell’indice replicato si chiama ribilanciamento.

Il ribilanciamento del portafoglio ETF non sarà mai un compito del trader o dell’acquirente, ma soltanto del suo gestore. Nel caso in cui ad esempio venga rimosso o aggiunto un titolo azionario ad un determinato indice di riferimento, sarà compito del gestore dell’ETF provvedere all’inserimento o alla rimozione dello stesso titolo azionario nell’ETF, al fine di uniformare le performance di quest’ultimo a quelle dell’indice replicato.

La differenza tra il valore della quotazione dell’ETF e quella dell’indice benchmark deve essere necessariamente compresa intorno all’1% o 2%. 

FAQ

 

Che cos’è il tracking error?

Il tracking error è il delta fra la performance di un ETF e la variazione dell’indice sottostante. Ovviamente, più il tracking error è ridotto, meglio l’indice è riuscito a replicare bene l’indice di riferimento, e quindi risulta tendenzialmente appetibile all’investitore attento.

Cosa succede se un ETF chiude?

Mano a mano che la competizione diventa sempre più accesa è naturale che alcuni ETF siano costretti a chiudere i battenti. Ma la chiusura di un ETF non deve preoccupare. Si hanno infatti due opzioni. La prima è quella di vendere le azioni prima del delisting, la seconda ricevere i proventi in contanti. In entrambi i casi, il recupero del proprio denaro è assicurato.

Gli ETF sono preferibili ai fondi comuni di investimento?

Non c’è una risposta univoca. Tutto dipende dai propri obiettivi e preferenze personali. Nonostante questo ci sono sicuramente delle caratteristiche che rendono gli ETF interessanti. Sono più economici, trasparenti e offrono un migliore controllo sulle plusvalenze.

Cosa sono le commissioni ETF?

Visto che la gestione è passiva le commissioni totali annue (TER) sono tutto sommato basse. Queste sono pagate in proporzione al periodo di detenzione dell’ETF e sono trattenute ogni giorno per la quota di competenza dal gestore dello strumento.