Azioni GameStop, cosa succede? (Spiegato in parole semplici)

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Insegna di un negozio GameStop

In questi giorni sta arrivando un messaggio: “investite in azioni GameStop e fate soldi subito”. La cosa sorprendente è che il messaggio in realtà diceva il vero, tuttavia occorre fare un po’ di chiarezza per capire cosa sia successo e cosa stia ancora succedendo al titolo GameStop, quotato sull’indice NYSE della Borsa Statunitense.

Tutto è partito dal social network Reddit, dove un canale (una sorta di “pagina”) chiamato “wallstreetbets” ha invitato a comprare azioni GameStop al fine di salvarlo da una crisi certa, al fine di far salire il prezzo delle sue azioni. Ebbene, la risposta è stata massiccia, tanto che durante il solo primo giorno il titolo è passato da 4 a 147 dollari. Nei giorni successivi il titolo è salito fino 469 dollari, per poi scendere a 132$ in un’ora e mezza e successivamente proseguire nuovamente a razzo fino a quota 492$ e chiudere ieri sera a 347$.

Questi sconvolgimenti, questa “forte volatilità” (che non si può chiamare neanche tale in quanto innaturale), sono stati causati da vari fattori tra cui l’acquisto in massa e la rivendita speculativa.

Infatti, a prescindere da coloro che hanno sposato la causa del “buy and hold” ovvero del “compra e mantieni”, ci sono stati tanti altri che hanno partecipato agli acquisti ma con l’obiettivo di rivendere ad un prezzo più alto e catturare il profitto. La vendita massiccia fa scendere il titolo di colpo ed è per questo che oltre ai picchi di massimo abbiamo anche dei punti di minimo raggiunti in modo rapido e significativo.

Quindi, in sintesi, il titolo GameStop è al momento coinvolto da queste due tipologie di soggetti:

  • I partecipanti alla causa “compra e mantieni” che vogliono aiutare l’azienda in crisi
  • Gli speculatori, ovvero coloro che comprano per poi ad un certo punto rivendere e trarre profitto

La velocità e la forza con cui scende il prezzo, sta a significare che la percentuale degli speculatori è molto alta. Ovviamente è scontato che anche tra i sostenitori della “causa” vi siano coloro che rivendono parte (o tutte) le azioni al fine di trarne profitto.

Perché è importante la questione GameStop

Che vi sia un reale intento di salvare GameStop non lo si può mettere in dubbio. Le ragioni sono valide e anche comprensibili. Tuttavia, la questione ora diventa più ampia e va oltre GameStop. Infatti, cosa succederebbe se lo stesso tipo di iniziativa anche per altri titoli? Si avrebbe una corsa agli acquisti che farebbero alzare il prezzo, ai semplici fini speculativi, come una sorta di scorciatoia per guadagnare.

“È il capitalismo, baby”, potrebbero rispondere. Tuttavia, una contro-offensiva potrebbe essere invece la chiusura delle piattaforme per investire in azioni online. Già, perché alla fine a decidere è sempre un ente superiore, quindi se ad esempio la SEC decidesse in tal senso, gli investitori “da casa” resterebbero a bocca asciutta. Sarebbe un rimedio drastico ma efficace. Certo è che sarebbe una grande sconfitta per tanti, ovvero tutti coloro che invece si applicano ogni giorno per studiare delle previsioni in base ad analisi fondamentali e tecniche e che hanno fatto del trading online la propria nuova professione o metodo di arrotondamento.

Insomma, questa iniziativa per GameStop potrebbe dar vita a ulteriori iniziative. Ora, occorre capire se possano essere definite illegali, ma esiste una legge che vieti la proposta di acquisto di massa di azioni? No, anche perché sarebbe contro gli interessi di quella stessa azienda.

La situazione si fa complicata. È il web, baby.

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