BitMine verso acquisti Ether più lenti dopo la corsa da 12 miliardi
BitMine potrebbe rallentare gli acquisti di Ether: la società di Tom Lee ha accumulato oltre 5,1 milioni di ETH, vicino al target del 5%.

BitMine Immersion Technologies potrebbe ridurre il ritmo degli acquisti di Ether dopo una fase di accumulo eccezionalmente rapida. Il presidente Tom Lee ha detto giovedì alla conferenza Consensus 2026 di Miami che la società quotata, specializzata in tesoreria su Ethereum, si sta avvicinando al proprio obiettivo di detenere il 5% dell’offerta complessiva di ETH, come riportato da CoinDesk.
La dimensione raggiunta è già rilevante per il mercato. Decrypt ha riportato che BitMine ha accumulato più del 4% dell’offerta circolante di ETH in meno di un anno dall’avvio della strategia, mentre CoinDesk indica una quota pari al 4,29% questa settimana. Il portafoglio della società supera i 5,1 milioni di ETH, per un valore stimato attorno a 11,9 miliardi di dollari ai prezzi attuali indicati dalle fonti.
Il piano di BitMine era stato presentato come un percorso pluriennale: Lee ha spiegato che l’azienda pensava di poter impiegare circa cinque anni per arrivare al 5% dell’offerta. Il ritmo effettivo è stato molto più alto. Secondo Decrypt, BitMine ha acquistato di recente oltre 100.000 ETH a settimana, pari a circa 230 milioni di dollari. A questa velocità, ha osservato Lee, il traguardo sarebbe raggiungibile in circa sei settimane.
La possibile frenata segna un cambio di tono per una delle poche grandi tesorerie in asset digitali rimaste attive negli acquisti durante la fase debole del mercato. CoinDesk ha collegato il caso BitMine al confronto con Strategy, il maggiore detentore aziendale di Bitcoin, che questa settimana ha indicato la possibilità di vendere parte delle proprie riserve per coprire obblighi legati ai dividendi. Per un quadro generale sull’asset, la nostra scheda su Bitcoin ricostruisce funzionamento e caratteristiche del protocollo.
Lee ha sostenuto che BitMine non avrebbe la stessa pressione a liquidare posizioni, perché genera ricavi attraverso lo staking e altre disponibilità di cassa. CoinDesk ha riportato che circa l’85% degli ETH detenuti dalla società è in staking, con ricavi annualizzati superiori a 300 milioni di dollari, equivalenti a circa 1 milione di dollari al giorno. Questo elemento è centrale per valutare la sostenibilità della strategia in una fase di volatilità.
Il tema delle tesorerie aziendali resta quindi uno dei principali punti di osservazione per gli investitori istituzionali, anche oltre il caso BitMine. Il confronto con Strategy continua a pesare sul dibattito, come mostrano anche i prodotti finanziari legati alla società: nei giorni scorsi abbiamo seguito il lancio di un ETN sul rendimento legato a Strategy, un segnale della crescente finanziarizzazione delle esposizioni societarie agli asset digitali. Per chi analizza questi strumenti, la nostra guida al trading di criptovalute offre il contesto di base sui rischi di mercato.
Sul mercato, al momento della scrittura, CoinMarketCap indica BTC a 79.426,61 dollari, in calo del 2,45% nelle 24 ore ma ancora in progresso del 3,22% su sette giorni, con una capitalizzazione di circa 1.590,62 miliardi di dollari. Il dato non riguarda direttamente la decisione di BitMine, ma aiuta a inquadrare il contesto più ampio delle grandi tesorerie in asset digitali, dove le scelte di accumulo o vendita possono influenzare la percezione degli operatori.