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BNY sceglie Abu Dhabi per la custodia degli asset digitali

BNY entra nei servizi di custodia per asset digitali negli Emirati con Finstreet e ADI Foundation, puntando su Abu Dhabi Global Market.

Di Paolo Ferrari news
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BNY sceglie Abu Dhabi per la custodia degli asset digitali

BNY porta la propria attività di custodia di asset digitali negli Emirati Arabi Uniti, scegliendo Abu Dhabi come base operativa per una nuova iniziativa con partner locali. The Block ha riportato che l’annuncio è arrivato giovedì e coinvolge Finstreet e ADI Foundation, mentre CoinDesk ha indicato BNY come la maggiore banca depositaria al mondo, con 59.000 miliardi di dollari di asset sotto supervisione.

Il progetto sarà costruito attorno ad Abu Dhabi Global Market, la zona franca finanziaria dell’emirato, e partirà dalla custodia di criptovalute già centrali per il mercato istituzionale. CoinDesk ha riportato che la fase iniziale riguarderà Bitcoin ed Ethereum, con l’obiettivo di estendere in seguito i servizi anche a monete stabili e asset tokenizzati. Per il contesto tecnico sull’asset principale coinvolto, il nostro approfondimento sul protocollo riepiloga il funzionamento della rete e il suo ruolo nell’ecosistema degli asset digitali.

La scelta di Abu Dhabi conferma il tentativo di alcune grandi istituzioni finanziarie di spostare l’attenzione oltre la semplice negoziazione di criptovalute. Nel caso di BNY, il perimetro indicato dalle fonti riguarda infrastruttura regolamentata, custodia e possibile estensione verso strumenti rappresentati su registri distribuiti. Il tema della tokenizzazione è già emerso con altre operazioni recenti, come nel caso dei fondi tokenizzati di Superstate, segnale di un interesse crescente per l’uso di registri digitali in strumenti finanziari tradizionali.

Il ruolo di Finstreet e ADI Foundation appare centrale nella dimensione locale dell’iniziativa. The Block ha riportato che BNY si affiderà a queste due realtà per espandere la propria attività negli Emirati, mentre CoinDesk ha collegato il progetto alla costruzione di infrastrutture per asset digitali ancorate ad ADGM. L’area si è affermata come un punto di ingresso per società del settore interessate al Medio Oriente, grazie a un quadro dedicato ai servizi finanziari e agli asset digitali.

Per BNY, l’operazione si inserisce in una fase in cui la custodia qualificata è diventata uno dei nodi più importanti per l’adozione istituzionale. Banche, gestori e intermediari regolamentati tendono infatti a richiedere procedure di segregazione, controlli operativi e presidi di conformità più vicini agli standard della finanza tradizionale. La presenza di un grande depositario in un mercato come Abu Dhabi non implica automaticamente un aumento dell’esposizione degli investitori agli asset digitali, ma rafforza l’infrastruttura disponibile per clienti professionali e istituzionali.

La tabella di marcia descritta dalle fonti resta graduale: prima la custodia delle principali criptovalute, poi l’eventuale ampliamento verso monete stabili e asset tokenizzati. È un passaggio rilevante perché indica che BNY non sta trattando gli asset digitali soltanto come strumenti di mercato, ma come una possibile estensione dei servizi di post-negoziazione, amministrazione e deposito. In questo senso, Abu Dhabi diventa un banco di prova per collegare finanza tradizionale e infrastrutture digitali in un contesto regolamentato.

Fonti