BTC rimbalza oltre 81.000 dollari dopo il dato CPI Usa caldo
BTC recupera quota 81.000 dollari dopo un CPI Usa più alto delle attese. BNB guida i principali rialzi, mentre i mercati azionari cedono.

Bitcoin è tornato sopra quota 81.000 dollari dopo una reazione inizialmente negativa al dato sull’inflazione statunitense di aprile. CoinDesk ha riportato che l’indice dei prezzi al consumo è salito del 3,8% su base annua, oltre le stime degli economisti, con la benzina indicata come principale fattore di pressione dopo l’inizio della guerra in Iran.
La correzione è stata rapida: BTC è sceso fino a 79.879 dollari nelle ultime ore di martedì negli Stati Uniti, per poi risalire a 81.208 dollari nella mattinata asiatica di mercoledì, sempre secondo CoinDesk. La seduta si è chiusa con un guadagno dello 0,3% sulle 24 ore e un’escursione intraday di circa 1.400 dollari. Al momento di scrivere, i dati live di CoinMarketCap indicano BTC a 80.939,69 dollari, in rialzo dello 0,11% nelle 24 ore e in calo dello 0,58% su sette giorni, con una capitalizzazione di 1.621,12 miliardi di dollari.
Il movimento arriva dopo il recente test della soglia degli 80.000 dollari, livello che il mercato continua a monitorare come area psicologica più che tecnica. La reazione al dato macro conferma quanto le criptovalute restino sensibili alle aspettative sui tassi e alla liquidità globale; per un quadro generale sulle dinamiche operative, la nostra guida al trading di criptovalute approfondisce il rapporto tra volatilità, notizie macroeconomiche e gestione del rischio.
Tra le principali criptovalute, BNB ha registrato la performance migliore, con un rialzo del 2,5% a 677 dollari, mentre dogecoin è salita dell’1,3% a 0,1114 dollari, secondo i dati riportati da CoinDesk. Ether ha perso lo 0,3% nelle 24 ore a 2.300 dollari ed è arretrato del 3,2% su base settimanale, risultando il più debole del gruppo citato dalla testata. Solana è scivolata dello 0,6% a 95,52 dollari, mentre XRP ha trattato a 1,45 dollari, in calo dello 0,5% giornaliero.
La sorpresa sull’inflazione ha pesato in modo più evidente sui mercati tradizionali. CoinDesk ha segnalato che lo S&P 500 ha perso lo 0,2% e il Nasdaq 100 lo 0,9%, con i titoli dei semiconduttori tra i più colpiti dopo settimane di forti rialzi. Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury statunitense a due anni, particolarmente sensibile alle attese sui tassi, è rimasto poco sotto il 4%.
La pressione non è stata limitata agli Stati Uniti. Sempre secondo CoinDesk, il rendimento del bond giapponese a 20 anni ha superato il picco di gennaio, toccando il livello più alto dal 1997, in un contesto in cui i costi energetici più elevati alimentano timori inflazionistici globali. Le borse asiatiche hanno poi recuperato parte delle perdite iniziali dopo la conferma della Casa Bianca sulla partecipazione dell’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, al viaggio in Cina del presidente Donald Trump, notizia che ha sostenuto i future dei produttori di semiconduttori.
Il quadro di mercato resta quindi diviso tra la tenuta di BTC sopra l’area degli 80.000 dollari e il ritorno dell’attenzione sui dati macroeconomici. Il recupero dopo il CPI suggerisce acquisti sulla debolezza nel breve periodo, ma il dato al 3,8% mantiene aperta la questione della traiettoria dei tassi e del costo del capitale per gli attivi rischiosi.