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Lagarde chiude alle monete stabili in euro: priorità all’euro digitale

La presidente Bce Christine Lagarde avverte sui rischi delle monete stabili in euro e spinge su infrastrutture fondate su moneta di banca centrale.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & founder
3 min di lettura news
Lagarde chiude alle monete stabili in euro: priorità all’euro digitale

La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha raffreddato le aspettative su una spinta europea alle monete stabili denominate in euro, sostenendo che non siano lo strumento più adatto per rafforzare il ruolo internazionale della valuta unica. Nel suo intervento al forum LatAm del Banco de España, CoinDesk ha riportato che Lagarde ha invitato l’Europa a non replicare il modello statunitense, ma a costruire infrastrutture di regolamento tokenizzate ancorate alla moneta di banca centrale.

Il punto di partenza è un mercato delle monete stabili ormai dominato dal dollaro: Decrypt ha indicato un valore complessivo superiore a 317 miliardi di dollari, con quasi il 98% degli strumenti denominato in valuta statunitense. Per Lagarde, però, la risposta europea non dovrebbe essere una corsa a emettere versioni private agganciate all’euro, perché la funzione tecnologica può essere replicata da infrastrutture pubbliche e quella monetaria può introdurre rischi per la stabilità finanziaria.

La posizione della Bce arriva mentre negli Stati Uniti avanza il GENIUS Act, citato da Lagarde come parte di una strategia politica volta a preservare il ruolo globale del dollaro e la domanda di titoli del Tesoro statunitensi, secondo quanto riportato da Decrypt. In questo quadro, strumenti indicizzati al dollaro come USDC e progetti collegati al dibattito sulle monete stabili come United Stables restano al centro della discussione regolamentare, soprattutto per l’impatto che potrebbero avere sui pagamenti digitali transfrontalieri.

Lagarde ha richiamato anche il nodo delle riserve e della fiducia nei momenti di stress di mercato. CoinDesk ha scritto che la presidente della Bce ha fatto riferimento al collasso di Silicon Valley Bank nel marzo 2023, quando Circle rese nota un’esposizione verso l’istituto, come esempio dei rischi che possono emergere quando strumenti privati e promesse di convertibilità incontrano tensioni bancarie.

Il messaggio si inserisce nel confronto europeo sull’euro digitale e sulla tokenizzazione dei pagamenti all’ingrosso. The Block ha riportato che Lagarde vede le monete stabili in euro come un potenziale rischio per la stabilità finanziaria e per la politica monetaria, preferendo un’infrastruttura fondata su moneta di banca centrale. Per un inquadramento più ampio degli strumenti digitali negoziabili, la nostra guida al trading di criptovalute distingue tra asset speculativi, pagamenti tokenizzati e strumenti con funzione di riserva di valore.

Il tema non è solo teorico. CoinDesk ha segnalato che Qivalis, consorzio formato da 12 grandi banche europee tra cui ING, BBVA, BNP Paribas, Danske Bank e UniCredit, punta a lanciare entro l’anno un euro digitale privato, distinto da una valuta digitale di banca centrale. La tesi del consorzio è che, senza liquidità in euro sulle reti tokenizzate, il dollaro resti l’alternativa dominante nei mercati digitali.

La divergenza è quindi politica prima ancora che tecnica: da un lato l’industria vede nelle monete stabili uno strumento rapido per evitare la dollarizzazione digitale; dall’altro la Bce teme che emittenti privati possano frammentare la trasmissione monetaria e aumentare la vulnerabilità del sistema nei momenti di crisi. Lo stesso dibattito sta tornando anche nei casi d’uso legati ai pagamenti automatizzati, come emerso di recente nell’analisi sugli agenti di intelligenza artificiale e pagamenti in monete stabili.

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