Meta chiude settembre a +27%: Muse riaccende la corsa IA a Wall Street
Il titolo Meta chiude settembre con un rialzo del 27% dopo il lancio di Muse, mentre Wall Street rivaluta la corsa agli agenti di intelligenza artificiale.

Le azioni di Meta Platforms hanno chiuso settembre con un rialzo del 27%, sostenute dall’entusiasmo di Wall Street per i nuovi prodotti di intelligenza artificiale. CNBC ha riportato che il titolo ha terminato la seduta di mercoledì a 725,18 dollari, contro i 572,34 dollari di fine agosto, registrando il miglior mese dal novembre 2022. Il catalizzatore principale è stato Muse, l’agente personale presentato l’8 settembre e accolto con forte attenzione dagli utenti.
Secondo CNBC, l’applicazione ha superato ChatGPT negli scaricamenti su iOS, dentro l’ecosistema Apple; il titolo Apple scambia a 333,01 dollari, in aumento dell’1,10%, in una fase in cui anche il ruolo dell’App Store resta centrale per la distribuzione dei servizi di intelligenza artificiale. La spinta è arrivata in un mese già denso di annunci per il gruppo di Mark Zuckerberg. Alla conferenza annuale Connect, il fondatore ha presentato Muse come un pilastro della strategia prodotti e ricavi, affiancandolo a nuovi dispositivi come il pendente Muse Charm; il tema hardware era già emerso anche nel nostro approfondimento su Unity e i nuovi visori Meta VR.
La società sta cercando di trasformare l’interesse per gli agenti digitali in un’attività commerciale più ampia. CNBC ha indicato che Meta ha assunto CJ Desai, amministratore delegato di MongoDB, per guidare la nuova unità Meta Enterprise Platform, mentre ha presentato tecnologie Muse dedicate alle piccole imprese: un passaggio che avvicina il gruppo al mercato aziendale dell’intelligenza artificiale, stimato nelle valutazioni citate dalla testata oltre 1.000 miliardi di dollari entro il 2028. La concorrenza, però, si sta muovendo con la stessa velocità.
OpenAI ha lanciato martedì gli strumenti Dots per agenti, mentre Google continua ad ampliare la propria offerta, come raccontato nell’analisi su Gemini 4 Argon nella corsa IA; sul fronte dei semiconduttori, il confronto passa anche da NVIDIA e dal riacquisto a 235 miliardi, segnale di quanto il tema intelligenza artificiale resti dominante nei multipli di Wall Street. Il rialzo di settembre segna anche un cambio di tono rispetto alle pressioni recenti sul titolo. Solo pochi giorni fa, il mercato aveva reagito al caso giudiziario in New Mexico, con il titolo sotto pressione come ricostruito nel nostro articolo su Meta e il verdetto che aveva pesato a Wall Street; il nuovo massimo mensile mostra quanto rapidamente il racconto degli investitori possa spostarsi dai rischi legali alle prospettive di crescita.
Per il mercato azionario statunitense, la domanda ora è se il rally di settembre rifletta già gran parte delle attese su Muse o se l’adozione degli agenti possa incidere sui ricavi pubblicitari e aziendali nei prossimi trimestri. Nel nostro osservatorio sulle migliori azioni da comprare, il caso Meta rientra tra quelli in cui la valutazione dipende sempre più dalla capacità di monetizzare l’intelligenza artificiale, non solo dall’aumento degli utenti o dal controllo dei costi.