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Morgan Stanley testa su E*Trade il trading di criptovalute a 50 punti base

Morgan Stanley avvia un pilota su E*Trade con commissione di 50 punti base e punta a estendere il servizio a 8,6 milioni di clienti nel corso dell'anno.

Di Paolo Ferrari news
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Morgan Stanley testa su E*Trade il trading di criptovalute a 50 punti base

Morgan Stanley sta sperimentando il trading di criptovalute su E*Trade con una commissione pari a 50 punti base sul valore delle operazioni. CoinDesk ha riportato che l’iniziativa è ancora in fase pilota, mentre The Block ha collegato la mossa al più ampio rafforzamento della banca statunitense negli asset digitali.

La scelta della commissione è il punto più rilevante sul piano competitivo: CoinDesk, citando informazioni attribuite a Bloomberg, ha indicato che alcuni concorrenti attivi nel mercato al dettaglio, tra cui Coinbase, Robinhood e Charles Schwab, applicano costi nell’ordine di 60-95 punti base. Morgan Stanley posizionerebbe quindi E*Trade come canale a costo inferiore rispetto a servizi già consolidati, almeno nella configurazione attualmente testata.

L’offerta non riguarda soltanto il prezzo. Jed Finn, responsabile della divisione Wealth Management di Morgan Stanley, ha descritto l’obiettivo come un tentativo di «disintermediare i disintermediatori», formula riportata da CoinDesk per indicare la volontà della banca di riportare il rapporto con il cliente dentro canali finanziari tradizionali. Per chi segue l’evoluzione del trading di criptovalute, il passaggio segnala un nuovo terreno di competizione tra banche, piattaforme specializzate e intermediari mobili.

Il progetto dovrebbe essere ampliato nel corso dell’anno a tutti gli 8,6 milioni di clienti E*Trade, sempre secondo quanto riportato da CoinDesk. La nuova funzione si inserisce in una sequenza di mosse già avviate da Morgan Stanley, tra cui il lancio di un fondo negoziato in borsa legato a Bitcoin e piani per prodotti collegati a ether e Solana. La banca avrebbe inoltre presentato domanda per ottenere una licenza nazionale di banca fiduciaria, passaggio che le consentirebbe di custodire direttamente asset digitali.

La parte infrastrutturale potrebbe diventare altrettanto importante della compravendita. CoinDesk ha riportato che Morgan Stanley starebbe valutando servizi per trasformare posizioni in criptovalute in prodotti negoziati in borsa senza una vendita preventiva, oltre a prepararsi a un possibile trading di azioni tokenizzate più avanti nell’anno. Il tema è già al centro dell’attenzione di Wall Street, come emerso anche dal recente caso delle azioni tokenizzate allo studio del NYSE, che ha riacceso il confronto sui confini tra strumenti regolamentati e repliche su catena.

Sul mercato, BTC non ha mostrato una reazione netta alla notizia nelle ore considerate: i dati CoinMarketCap indicano un prezzo di 81.341,27 dollari, in calo dello 0,16% nelle 24 ore ma in rialzo del 7,85% su sette giorni. La capitalizzazione indicata è pari a 1.628,91 miliardi di dollari. Il movimento suggerisce che, almeno nell’immediato, gli operatori stanno trattando l’iniziativa di Morgan Stanley più come un tassello strutturale dell’adozione istituzionale che come un catalizzatore di prezzo di breve periodo.

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