IA, bruciati oltre 1.000 miliardi: NVIDIA scivola ancora a Wall Street
La vendita sui titoli dell’intelligenza artificiale colpisce NVIDIA, AMD e Intel, mentre i timori sui finanziamenti pesano sui semiconduttori.

NVIDIA è rimasta sotto pressione nella nuova ondata di vendite sui titoli legati all’intelligenza artificiale, con il mercato che continua a ridurre l’esposizione al comparto dei semiconduttori e delle infrastrutture informatiche. Il titolo scambia a 217,24 dollari, in calo dell’1,83%, mentre CNBC ha riportato che un paniere di 20 grandi società globali dell’IA e dei chip ha perso oltre 1.000 miliardi di dollari di valore da inizio settimana. La correzione ha colpito anche AMD, in ribasso dell’1,5%, e Intel, che ha ceduto circa il 2,8%, secondo CNBC.
Dell Technologies ha segnato una flessione più ampia, pari al 6,8%, mentre Micron ha chiuso in controtendenza con un progresso dell’1,87% dopo una seduta volatile. Il nodo centrale resta il costo del denaro: rialzi dei tassi, dubbi sulla sostenibilità dei finanziamenti per l’IA e concorrenza più intensa stanno cambiando il tono del mercato. La pressione sui semiconduttori era già emersa nella nostra analisi su Intel e l’impatto dell’inflazione USA sui chip per l’IA, mentre il calo di NVIDIA era stato anticipato anche nel focus su infrastrutture IA e valutazioni del titolo.
La seduta ha mostrato però una distinzione tra i produttori di semiconduttori e alcune società di infrastruttura informatica dedicate all’IA. CNBC ha indicato che CoreWeave ha chiuso in rialzo del 5,94%, Nebius ha guadagnato l’1,29%, mentre Iren ha terminato poco sotto la parità. Il recupero di questi nomi è arrivato dopo le parole di Jensen Huang, amministratore delegato di NVIDIA, che a Stoccolma ha parlato con Bloomberg del caso CoreWeave.
Secondo quanto riportato da CNBC, Huang ha escluso la necessità di un intervento di sostegno da parte di NVIDIA e ha indicato che il costo del capitale della società starebbe diminuendo. Il passaggio è rilevante perché una parte del mercato teme che la crescita dell’intelligenza artificiale dipenda da catene di finanziamento sempre più complesse tra produttori di semiconduttori, operatori di centri dati e clienti finali. Lo stesso tema della competizione nei centri dati è tornato al centro dopo il nostro approfondimento su Microsoft Maia 300 e la sfida a NVIDIA.
La correzione non cancella la centralità di NVIDIA nell’ecosistema dell’IA, ma segnala che gli investitori stanno chiedendo maggiore visibilità su ritorni economici, margini e capacità di finanziare nuova infrastruttura. Anche la filiera più ampia resta osservata, come mostrato dall’analisi su Keysight e la crescita dietro NVIDIA, dove la domanda per test e misurazioni resta collegata agli investimenti nei semiconduttori. Per ora il mercato non sta mettendo in discussione la domanda strutturale di capacità di calcolo, ma sta ridimensionando le aspettative incorporate nei prezzi.
La perdita di oltre 1.000 miliardi in pochi giorni mostra che il tema IA rimane dominante, ma anche più vulnerabile a tassi elevati, leva finanziaria e concorrenza tecnologica.