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S&P 500 e Nasdaq 100 cedono lo 0,2%: i tassi Usa spaventano Wall Street

Wall Street chiude in calo mentre i rendimenti Usa tornano ai livelli del 2002. Pressione su semiconduttori, NVIDIA e AMD.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
S&P 500 e Nasdaq 100 cedono lo 0,2%: i tassi Usa spaventano Wall Street

Lo S&P 500 e il Nasdaq 100 hanno chiuso in calo dello 0,2% mercoledì, arretrando dai massimi recenti sotto la pressione dei rendimenti obbligazionari statunitensi. Stocktwits ha riportato che il rendimento del Treasury decennale è salito al 5,365%, il livello più alto dall’aprile 2002, mentre il trentennale ha toccato il 5,732%, massimo dal maggio 2002. Il ribasso è stato più marcato fuori dai grandi indici tecnologici: il Dow Jones Industrial Average ha perso 0,7%, mentre il Russell 2000, riferimento delle società a minore capitalizzazione, è sceso di circa 1%.

Tra i fondi negoziati in borsa, lo SPDR S&P 500 ETF ha ceduto 0,2%, lo strumento collegato al Dow Jones è arretrato dello 0,7% e l’Invesco QQQ Trust ha perso 0,2%. La pressione si è concentrata anche sui semiconduttori, con il VanEck Semiconductor ETF e l’iShares Semiconductor ETF in calo di circa 1% ciascuno. Il movimento ha seguito la debolezza di NVIDIA e AMD: il titolo della prima scambia a 237,47 dollari, in flessione dello 0,74% nelle ultime 24 ore, dopo giorni in cui il tema dell’intelligenza artificiale aveva sostenuto il comparto.

Il rialzo dei rendimenti pesa in modo particolare sui titoli a forte crescita, perché aumenta il tasso utilizzato per attualizzare gli utili futuri e rende più competitiva la componente obbligazionaria dei portafogli. Nonostante il calo degli indici, Stocktwits ha indicato un umore ancora rialzista degli investitori al dettaglio su QQQ, SPY e DIA, accompagnato da volumi elevati di messaggi. Il movimento arriva dopo una fase in cui il mercato aveva continuato a premiare i titoli legati all’intelligenza artificiale, anche in presenza di valutazioni elevate.

Il quadro resta coerente con quanto emerso nelle nostre analisi sulle opzioni accese a Wall Street e sui fondi per chip destinati all’IA, dove la domanda di capacità di calcolo resta un fattore centrale ma non elimina il rischio tassi. La soglia del 5% sul decennale Usa riporta in primo piano il confronto tra azioni e obbligazioni, soprattutto per i settori dove gli utili attesi sono concentrati negli anni successivi. Le piccole capitalizzazioni, più sensibili al costo del credito e al rifinanziamento del debito, hanno infatti mostrato una debolezza più ampia rispetto ai grandi indici.

Per i listini tecnologici, la seduta non segnala ancora una fuga generalizzata dal rischio, ma conferma che la corsa recente può diventare vulnerabile quando i rendimenti si spostano rapidamente. Anche il nostro approfondimento sul duello su IA e fonderia aveva evidenziato come la filiera dei semiconduttori resti esposta a una doppia variabile: crescita strutturale della domanda e costo del capitale. Nelle prossime sedute l’attenzione resterà sul comportamento dei rendimenti e sulla tenuta dei titoli guida della tecnologia.

Se i tassi dovessero stabilizzarsi sui livelli attuali, il mercato potrebbe diventare più selettivo, un punto che pesa anche nelle valutazioni sulle migliori azioni da comprare e sulla capacità dei grandi indici di difendere i massimi recenti.

Fonti - Stocktwits

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