Come investire in titoli Spotify, IPO e informazioni

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Come investire sulla azioni Spotify e come fare trading con CFD tramite Plus500 e eToro

Le azioni di Spotify (NYSE: SPOT) hanno iniziato a negoziare sul NYSE per circa 30 miliardi di dollari, con le quote fissate a 165,90 USD ciascuna esattamente il 3 aprile 2018. La società ha registrato utili per 4,09 miliardi di dollari nel 2017, superiori ai guadagni del 2016 di 2,95 miliardi di dollari e gli analisti hanno valutato con attenzione queste informazioni.

In assenza di un roadshow Spotify e dovrà comunque convincere gli investitori a guardare oltre le profonde perdite. L’anno scorso Spotify ha generato entrate per 4,09 miliardi di euro, rispetto ai 2.950 milioni di euro dell’anno precedente, con un aumento del 39%. Tuttavia, le perdite dell’azienda sono più che raddoppiate, raggiungendo 1.240 milioni di euro nel 2017 rispetto ai 539 milioni di euro del 2016.

Queste sono le dichiarazioni della società circa le perdite operative:

Abbiamo sofferto significative perdite operative in passato e potremmo non riuscire a generare entrate sufficienti per generare profitti o flussi di cassa positivi su base sostenuta, e il nostro tasso di crescita delle entrate potrebbe diminuire nel prossimo futuro“.

La recente storia di Snapchat e Roku però, dimostra che gli investitori si sono riversati ad acquistare le loro azioni dopo che le società hanno iniziato a scambiare in borsa. Spotify ha riferito di aver ottenuto una valutazione del mercato privato di quasi $ 20 miliardi.

Cos’è Spotify: introduzione ed un po’ di storia

Il servizio è stato lanciato per la prima volta nel 2008 dalla startup svedese Spotify AB. A giugno del 2015 vantava già 75 milioni di utenti. Spotify è un servizio di musica on demand che offre canzoni di diverse case discografiche come Sony, Eni, Universal, Warner.

Ad oggi Spotify è il primo servizio di trasmissione di contenuti musicali in tutto il mondo e vanta 157 milioni di utenti in totale, con circa 71 milioni di utenti disposti a pagare per la versione del servizio Premium di Spotify senza annunci presenti. La principale rivale, Apple Music, ha registrato “solo” 38 milioni di abbonati con quasi 8 milioni di utenti che utilizzano la versione di prova gratuita di 3 mesi.

Come funziona Spotify? A differenza dei metodi di vendita tradizionali, come i punti vendita dove gli artisti sono pagati un prezzo fisso in base a ogni album o singolo comprati, Spotify essenzialmente paga gli artisti sulle royalties in base al numero di riproduzioni di canzoni dell’artista. Spotify distribuisce circa il 70% dei proventi ai titolari dei diritti e successivamente paga gli artisti sulla base di accordi individuali.

Spotify è disponibile in gran parte dell’Europa, oltre che in America, Australia, Nuova Zelanda e parti dell’Asia. Per quanto riguarda le applicazioni disponibili, ce ne sono di ogni tipo per Windows, MacOS, Linux, iOS, Windows Phone, Android e tramite browser web, in pratica può essere usata da tutti con qualunque dispositivo.

Spotify come esempio di Business

Spotify offre un pacchetto di sottoscrizioni illimitate, vicino all’Open-Model Model (OMM) per l’industria discografica anche se la gestione della protezione dei diritti digitali (DRM) differisce dalla gestione scelta da concorrenti come iTunes Store e Amazon Music che hanno abbandonato il DRM.

Spotify opera secondo un modello aziendale freemium ovvero i servizi di base sono gratuiti, mentre le funzioni aggiuntive sono offerte tramite il pagamento di un abbonamento. E’ infatti principalmente attraverso gli abbonamenti di streaming premium e le inserzioni pubblicitarie di terze parti che Spotify realizza il proprio reddito.

Mai sentito parlare di “Spotify for artists”? Nel dicembre 2013, la società ha lanciato un nuovo sito web in cui descrive il suo straordinario modello di business e condivide i dati sulle entrate. Pagando il copyright ai detentori dei diritti di autore della musica in streaming, Spotify può ricevere tutti i contenuti dalle più importanti case discografiche e dagli artisti indipendenti, infatti il 70% dei suoi profitti li utilizza per pagare i diritti ai titolari i quali hanno ricevuto un pagamento medio per ciascuna riproduzione dei propri brani che si aggira tra $ 0,006 e $ 0,0084. Spotify considera fattori come il paese di origine dell’utente e il tasso di royalty individuale di un artista e sulla base di questo elargisce i pagamenti.

Ovviamente Spotify invita tutti gli utenti ad attivare abbonamenti Premium, non solo perchè questi sono la sua principale fonte di reddito ma anche perchè elimina pubblicità e qualsiasi limitazione del piano free, aumentando anche la velocità in bit delle tracce a 320 kbit / s.

In “Spotify for artists” si legge che “un cliente Spotify Premium spende 1,6 volte l’anno in più rispetto alla media di un consumatore di musica americana che acquista musica, partendo dal dato iniziale relativo agli Stati Uniti di una spesa media annuale di 120$. Tutto questo fa degli utenti Spotify delle persone 1,6 volte più importanti per l’industria della musica, rispetto a chi non lo è.

Riguardo alla questione sempre calda della pirateria, il sito include anche una sezione intitolata “L’impatto di Spotify sulla pirateria” in risposta alle critiche da parte della società in merito allo sfruttamento dei musicisti. Spotify afferma di aver dimostrato che il servizio “fornisce un’alternativa legale e gratuita e che la pirateria è diminuita” ad esempio in paesi come Svezia, Norvegia, Danimarca, Stati Uniti, Paesi Bassi e Regno Unito che sono stati presi come fonte di dati reali. Per citare un esempio specifico si può menzionare la Norvegia in cui il numero di canzoni scaricate illegalmente è diminuito del 85% tra il 2008 e 2012 soprattutto grazie all’avvento di Spotify.

Interessante e degna di nota l’ opinione di Tim Ingham, redattore di BBC Music Week: “A differenza dell’acquisto di un CD o del download, lo streaming moltiplica rapidamente le entrate potenziali per gli artisti in quanto ricevono una percentuale da ogni singola volta che il brano viene ascoltato da un utente. ”

Punti d’interesse per investire in titoli Spotify

Grazie ad un’analisi approfondita di dati e software per creare un prodotto che gli utenti amano, l’azienda è anche riuscita a costruire su un modello di sicuro successo fornendo due modalità di servizio:

  • La versione Premium
  • La versione gratuita supportata dalla pubblicità.

Grazie a questa intuizione Spotify è stata in grado di rivoluzionare il settore della musica e ridurre i costi per tutti gli utenti, aumentano le potenziali entrate degli stessi artisti.

Ecco alcune valide ragioni per acquistare azioni Spotify (NYSE: SPOT):

  1. La riduzione della dipendenza dalle case discografiche permetterà a Spotify di continuare a trasformare l’industria musicale e creare valore anche per gli investitori.
  2. Spotify beneficia di un elevato costo di comutazione rivestendo così un ruolo di leader nel settore dello streaming musicale.
  3. Collaborazioni ed acquisizioni strategiche porteranno sicuramente Spotify a creare un’etichetta, che porterà che cambierà radicalmente il modo di fare ed anche trovare musica disponibile, cosa che influirà in positivo su artisti ed utenti.

Per coloro che vogliono investire in titoli Spotify, il futuro non può che sorridere.

Come investire in azioni Spotify

Grazie alle piattaforme di trading con CFD (Contracts for Difference) come Plus500, è ora possibile investire in azioni Spotify, in tempo reale e senza commissioni, puntando sul rialzo del valore delle stesse od anche sul ribasso. La piattaforma Plus500 è assolutamente vantaggiosa e nel mondo del trading online è senza dubbio  considerato uno dei migliori broker.

Anche altri broker di trading online offrono la possibilità di negoziare azioni Spotify ma spesso queste piattaforme hanno commissioni molto alte in merito alla vendita ed acquisto dei CFD. Il trading senza commissioni sicuramente è uno dei vantaggi più importanti di Plus500.

Plus500 è una piattaforma di trading online completamente trasparente ed a questo si deve aggiungere il fatto che oltre a offrire commissioni zero, garantisce anche spread (la differenza tra il prezzo di acquisto e di vendita, in cui il broker realizza i propri profitti) molto basso.

Plus500 consente di gestire le transazioni attraverso una piattaforma di trading online senza commissioni e senza richieste di denaro per mantenere aperte le proprie posizioni. In effetti, senza commissioni, il trading è estremamente facile e redditizio sia per gli operatori nuovi che per quelli esperti ed il tutto nel pieno rispetto dell’etica.

Plus500 (clicca qui per aprire un account demo gratuito) propone una soluzione ideale sia per principianti che per professionisti, dal momento che la piattaforma è molto semplice da usare, ma assolutamente performante e con la possibilità di investire in azioni, forex, indici, criptovalute e molto altro.

Azioni Spotify su Plus500

Come aprire un conto con Plus500? Registrarsi a Plus500 è estremamente facile e richiede solo pochi passaggi. Nella pagina di iscrizione alla piattaforma Plus500 fai semplicemente clic sulla modalità di conto che desideri aprire tra demo e reale. Poi segui questi semplici passaggi:

  • Compila tutti i campi richiesti ed inserisci Email, Password e Conferma password. Così avrai aperto un account con Plus500.
  • Se poi vuoi operare con denaro reale, è necessario inserire tutti i dati, nome utente e un documento di identità e, naturalmente, depositare la quantità di denaro desiderata.
  • Dal webtrader, fai clic in alto a sinistra in Menù, Deposita e segui le istruzioni sullo schermo.
  • A deposito effettuato potrai iniziare a fare trading.
  • Fai clic su Negozia nella colonna sinistra e cerca Azioni Spotify nel campo di ricerca.

Investire in titoli Spotify con Plus500 è semplice: basta scegliere il numero di azioni da gestire e dopo un’attenta analisi scegliere se puntare sul ribasso o sul rialzo del valore delle azioni. Ricorda di usare sempre uno stop loss!

Ecco come vedrai il grafico dell’andamento del prezzo delle azioni Spotify sulla piattaforma Plus500. Puoi utilizzare i pulsanti che vedi nell’immagine qui sotto per avere ulteriori informazioni.

Titoli Spotify su eToro

Attraverso eToro, un broker regolamentato altamente sicuro e affidabile in tutta Europa, è possibile investire nelle azioni di Spotify proprio come abbiamo visto prima con Plus500.

La grande innovazione di eToro è che questa piattaforma di trading online consente anche di copiare nel proprio conto le azioni dei migliori trader professionisti che operano in azioni, valute, criptovalute e molto altro.

Ciò significa che eToro consente profitti automatici regolari e senza la necessità di fare nulla: ciò avviene grazie alla tecnologia Copytrading. Il copytrading o mirror trading prende in considerazione gli operatori da te selezionati e ne replica esattamente l’operatività direttamente nel tuo account, aprendo e chiudendo le posizioni nello stesso momento in cui lo fanno i trader in copia.

Una nota finale riguarda i dividendi delle azioni Spotify. Attualmente i dividendi dei titoli spotify non sono ancora disponibili.

Da oggi è possibile iniziare a fare trading CFD in modalità demo con questa piattaforma leader al mondo e autorizzata in Italia dalla CYSEC

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