Lezione 27 – Pivot Point nel Forex

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Nelle scorse lezioni ci siamo soffermati sui concetti di Supporto e Resistenza ed abbiamo visto quali sono i fattori che ne aumentano o diminuiscono la significatività, ovvero la loro efficacia. Questi due concetti sono propedeutici all’argomento che stiamo per trattare in questa lezione, dedicata al Pivot Point. Infatti, qual’è l’unico dubbio che rimane sempre aperto ad interpretazioni riguardo ai supporti e alle resistenze? Quello di come tracciare la retta che li identifichi. Ora, riprendendo i concetti più semplici in generale, cosa serve per segnare una retta? Un punto. In questo caso è il Pivot Point (punto Pivot), per l’appunto.

Per segnare al meglio la linea di supporto e di resistenza occorrono pratica ed esperienza, ma rappresenta di sicuro un momento appassionante nella vita del trading. Ad aiutarci, arriva anche il Pivot Point, che in italiano viene anche denominato “punto cardine” o “punto cardine per supporto/resistenza”. Terminologia a parte andiamo sul sicuro e chiamiamolo con il suo nome tecnico: Pivot Point o PP.

Cosa è il Pivot Point?

Il Pivot Point è un livello di prezzo calcolato sul prezzo massimo (high), su quello minimo (low), e sul prezzo di chiusura (close) dell’ultima seduta completa. Ad esempio, se vogliamo calcolare l’ultimo Pivot Point, dovremmo prendere i dati e i grafici di ieri per segnare il prezzo più alto registrato, il prezzo più basso registrato e il prezzo con cui una data coppia valutaria è arrivata a chiusura. Questi tre elementi ci servono per calcolare il Pivot Point.

Il Pivot Point ci servirà per impostare l’operatività per la seduta successiva a quella completa. Una volta avvenuta la chiusura di una seduta, possiamo subito impostare l’operatività della seduta su cui andremo ad operare con altri supporti e resistenze, con altre strategie. I PP quindi si utilizzano anche nell’intraday e possono essere applicati anche ad indici e titoli.

Come impostare l’operatività con il Pivot Point

Alle volte alcune terminologie possono sfuggire di mano, perciò precisiamo quanto detto nel paragrafo qui sopra. Abbiamo precisato che una volta ottenuti i Pivot Point, li potremo utilizzare per impostare l’operatività per la seduta seguente: ma cosa significa? Per fare un esempio, poniamo una legenda di questo tipo:

S1 = Supporto 1

S2 = Supporto 2

R1= Resistenza 1

R2 = Resistenza 2

AP= Prezzo Medio (Average Price)

 

In un esempio di impostazione di “operatività” potremmo supporre di:

 

– Acquistare quando si supera il livello R1 con target R2

– Acquistare sul Supporto S1 con obiettivo AP

– Vendere quando si rompe S1 con obiettivo S2

– Vendere sulla Resistenza R1 con target AP

 

Si tratta di esempi, poiché vi sono sistemi di trading che operano in controtendenza perciò invertono le posizioni come esposte qui. Questo avviene poiché si prende in considerazione la possibile “congestione”. L’area compresa tra S1 ed R1 indica proprio la congestione mentre quella tra S2 ed R2 potrebbe indicare un ribasso (in caso di S2) o di rialzo (in caso di R2) ben marcato .

Come si calcola il Pivot Point?

Vediamo ora come si calcola nella pratica il Pivot Point.

Prima di tutto, ci occorrono i seguenti dati:

  • Prezzo Massimo (H);
  • Prezzo Minimo (L);
  • Prezzo di Chiusura (C)
  • Il prezzo medio (Average Price = AP)

Per ottenere l’Average Price si procede in questo modo: AP = (H + L + C) / 3

Quindi se il prezzo massimo (High) è di 15, il prezzo minimo è di 12 (Low), il prezzo di chiusura (Close) è di 14, il prezzo medio AP sarà dato da (15 + 10 + 14) / 3   ovvero 39/3 cioè 13.

Ora, per calcolare i  diversi PIVOT POINT procederemo come segue:

1° Pivot di Supporto: S1 = (2 * AP) – H  Ovvero il doppio del prezzo medio, meno il prezzo più alto registrato in seduta
1° Pivot di Resistenza: R1 = (2 * AP) – L Ovvero il doppio del prezzo medio, meno il prezzo più basso registrato in seduta
2° Pivot di Supporto: S2 = AP – (R1 – S1) Ovvero il prezzo medio meno la differenza tra Resistenza 1 e Supporto 1
2° Pivot di Resistenza: R2 = (AP – S1) + R1 Ovvero la differenza tra il prezzo medio ed S1, sommata a R1
3° Pivot di Supporto: S3 = S2 – (H – L) Ovvero S2 meno la differenza tra massimo e minimo registrati in seduta
3° Pivot di Resistenza: R3 = R2 + (H – L) Ovvero R2 più la differenza tra massimo e minimo registrati in seduta

Come utilizzare i valori dei Pivot Point

Ora che abbiamo visto come calcolare i Pivot Point, vediamo come utilizzarli. Facciamo un esempio con una metodologia molto utilizzata che prevede le seguenti regole:

  • Con il prezzo al Pivot Point ci si può aspettare un movimento indietro a R1 o S1
  • Con il prezzo a R1, ci si può aspettare un movimento al rialzo fino a R2 oppure al ribasso verso fino al Pivot Point
  • Con il prezzo a S1, ci si può aspettare un movimento in ribasso fino a S2 oppure al rialzo verso Pivot Point
  • Con il prezzo a R2, ci si può aspettare un movimento al rialzo fino ad R3 oppure al ribasso fino a R1
  • Con il prezzo a S2, ci si può aspettare un movimento al ribasso fino a S3 oppure al rialzo fino a S1

Sebbene possa apparire difficile quando si legge, potete immaginarvi un grafico e capire quanto in realtà sia logica come la gravità. Praticamente si passa per gradi. Se mi trovo ad 1, posso salire fino a 2 oppure scendere fino a 0. Se mi trovo a 2 posso salire fino a 3 oppure scendere fino ad 1. Se mi trovo a 0 posso salire fino a 1 o scendere fino a -1.

Capite bene che in assenza di variazioni importanti, i prezzi si muoveranno da S1 e R1, per aumentare di “valore” quando i mercati si muoveranno con più intensità. Ragion per cui, se si parla di R3 ed S3 si parla di una situazione o di un mercato molto volatile, in cui vi sarà un grande potenziale di guadagno, ma anche di perdita.

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