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Australia, maxi sequestro di Bitcoin in un caso di rete oscura

La polizia del New South Wales ha sequestrato 52,3 BTC in un’indagine su presunti proventi da mercati clandestini online.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Australia, maxi sequestro di Bitcoin in un caso di rete oscura

La polizia del New South Wales ha sequestrato 52,3 Bitcoin, per un valore indicato in oltre 4,2 milioni di dollari, nell’ambito di un’indagine su presunti proventi legati a mercati clandestini online. Decrypt ha riportato che il sequestro è avvenuto durante perquisizioni eseguite a Ingleburn il 4 maggio.

L’operazione riguarda un uomo di 39 anni di Ingleburn, accusato nell’inchiesta di riciclaggio e fornitura di droga, come ricostruito da Decrypt sulla base delle informazioni diffuse dalle autorità locali. Il caso mette al centro il tracciamento dei portafogli digitali, un tema che rende sempre più rilevante comprendere il funzionamento di Bitcoin anche fuori dal perimetro dei mercati finanziari tradizionali.

L’indagine, denominata Strike Force Andalusia, era stata avviata nel settembre 2024 dopo che la Cybercrime Squad della polizia del New South Wales aveva individuato un portafoglio di criptovalute con consistenti disponibilità in BTC, sospettate di essere collegate a proventi illeciti. Secondo quanto riportato da Decrypt, gli investigatori hanno poi ricostruito ulteriori elementi attraverso l’esame forense di dispositivi elettronici.

Prima delle perquisizioni di Ingleburn, gli agenti avevano eseguito un altro mandato in una residenza di Surfside, dove erano stati sequestrati dispositivi elettronici e circa 7,2 grammi di cocaina, sempre secondo la ricostruzione pubblicata da Decrypt. L’analisi dei dispositivi avrebbe portato all’individuazione di ulteriori criptovalute, rafforzando il filone investigativo sul presunto riciclaggio.

Un ulteriore elemento contestato riguarda il presunto rifiuto dell’uomo di fornire l’accesso ai propri dispositivi digitali al momento dell’arresto. Decrypt ha scritto che questo comportamento avrebbe portato a nuove accuse, in aggiunta a quelle legate al riciclaggio e alla presunta fornitura di stupefacenti.

Il detective superintendent Matt Craft, comandante della Cybercrime Squad dello State Crime Command del New South Wales, ha descritto l’operazione come uno dei sequestri di criptovalute più rilevanti nella storia australiana. Nella sua valutazione, riportata da Decrypt, il caso dimostrerebbe che gli operatori dei mercati illegali online non possono considerarsi fuori dalla portata delle forze dell’ordine.

Il sequestro arriva in una fase in cui le autorità di diversi Paesi stanno affinando le capacità di analisi dei flussi su catena, soprattutto nei procedimenti che intrecciano portafogli digitali, mercati clandestini e riciclaggio. Pur non essendo una notizia di mercato, l’episodio conferma il peso crescente delle indagini sulle criptovalute nei fascicoli di criminalità informatica e finanziaria.

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