Salta al contenuto principale

Bitcoin, le grandi pool scelgono Stratum V2 per i blocchi

Sette grandi pool di mining, pari a circa il 75% dell'hashrate di Bitcoin, aderiscono a Stratum V2: più scelta ai miner sui blocchi.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin, le grandi pool scelgono Stratum V2 per i blocchi

La rete di Bitcoin si prepara a un cambiamento rilevante nella gestione del mining: sette tra le principali pool hanno aderito al gruppo di lavoro su Stratum V2, lo standard aperto che punta a modificare il modo in cui vengono costruiti i blocchi. CoinDesk ha riportato che i firmatari rappresentano una quota vicina al 75% dell’hashrate globale, rendendo l’iniziativa uno dei passaggi più importanti degli ultimi anni sul fronte della decentralizzazione operativa.

Le pool coinvolte sono Foundry, AntPool, F2Pool, SpiderPool, MARA Pool, Block Inc e DMND, secondo quanto comunicato dal gruppo Stratum V2 e riportato da CoinDesk. Il punto centrale non è la creazione di nuova potenza di calcolo, ma la distribuzione di una funzione decisiva: la scelta delle transazioni da inserire nei blocchi. Con l’attuale Stratum V1, questa attività è in larga parte nelle mani degli operatori delle pool, mentre i singoli miner contribuiscono alla potenza computazionale senza controllare direttamente la composizione del blocco.

I numeri spiegano perché l’adesione abbia un peso sistemico. In base ai dati di Hashrate Index ripresi da CoinDesk, Foundry controlla il 34,2% dell’hashrate globale, AntPool il 14,2%, F2Pool l’11,3%, SpiderPool il 10,5% e MARA Pool il 4,7%. Considerando anche gli altri firmatari, il perimetro dell’iniziativa arriva vicino ai tre quarti della potenza di calcolo complessiva della rete.

Stratum V2 è un protocollo aperto che disciplina la comunicazione tra pool e miner. La sua novità più discussa riguarda la possibilità per i miner di costruire i propri modelli di blocco, riducendo il ruolo delle pool nella selezione delle transazioni. Per chi segue l’architettura della rete, il tema si collega alla distinzione tra potenza di calcolo, incentivi economici e validazione descritta anche nella nostra guida dedicata.

Il cambiamento non elimina la concentrazione dell’hashrate: le grandi pool restano grandi, e Stratum V2 non redistribuisce automaticamente la potenza di calcolo. Interviene però su un punto diverso, cioè la selezione delle transazioni, che negli ultimi anni è stata al centro delle preoccupazioni della comunità per il possibile potere discrezionale degli operatori delle pool. In pratica, la concentrazione economica può restare elevata, ma una parte della decisione sui contenuti dei blocchi può tornare verso chi partecipa direttamente al mining.

Il focus della notizia resta tecnico e infrastrutturale, non riguarda token applicativi come JUST né un nuovo prodotto finanziario. Anche sul mercato, l’attenzione degli ultimi giorni su BTC è rimasta più legata alla fase laterale dei prezzi, come già emerso nel nostro aggiornamento su XRP e BTC fermi sui livelli chiave, che non a una reazione immediata a questa evoluzione del mining.

La partita ora passa dall’adesione formale all’adozione effettiva. Se le pool integreranno davvero Stratum V2 nei flussi operativi e i miner useranno le nuove funzioni, il controllo sulla costruzione dei blocchi potrebbe diventare meno centralizzato senza attendere una modifica del consenso di rete. Resta però da verificare quanto rapidamente lo standard sarà implementato e quale quota di miner sceglierà di assumersi direttamente la responsabilità della costruzione dei blocchi.

Fonti

Inizia a digitare per cercare

Articoli, news, recensioni broker, criptovalute…

naviga apri esc chiudi