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La Colombia studia miniere Bitcoin con energia rinnovabile in eccesso

Petro propone la costa caraibica come polo per estrarre BTC con energia pulita in eccesso, guardando a Paraguay, Venezuela e comunità Wayúu.

Di Paolo Ferrari news
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La Colombia studia miniere Bitcoin con energia rinnovabile in eccesso

Il presidente colombiano Gustavo Petro vuole trasformare la costa caraibica del Paese in un laboratorio per l’estrazione di Bitcoin usando energia rinnovabile in eccesso. CoinDesk ha riportato che la proposta riguarda Barranquilla, Santa Marta e Riohacha, tre città indicate da Petro come possibili poli per convogliare elettricità pulita non sfruttata verso centri di calcolo dedicati a BTC.

Il piano è emerso martedì da un intervento di Petro su X, in risposta a un messaggio di Alessandro Cecere di Luxor Technology, come ricostruito da CoinDesk. La logica è quella di usare capacità energetica disponibile ma non pienamente commercializzata per sostenere un’attività ad alto consumo elettrico, tema centrale anche nella nostra guida alla rete, che spiega il ruolo della prova di lavoro nel funzionamento di BTC.

Il vantaggio competitivo evocato da Petro poggia sulla matrice energetica del Paese. CoinDesk ha riportato che un rapporto della Banca Mondiale del 2024 attribuisce alle fonti rinnovabili fino al 75% della produzione elettrica colombiana, una quota superiore di oltre il doppio alla media globale. La costa caraibica, in particolare, dispone di potenziale eolico e solare che non sarebbe ancora sfruttato in modo significativo su base commerciale.

La proposta ha anche una dimensione politica e territoriale. Petro ha presentato l’iniziativa come una leva di sviluppo per i Caraibi colombiani e, secondo CoinDesk, ha ipotizzato una forma di comproprietà a favore della comunità Wayúu, il principale gruppo indigeno del Paese, radicato nella stessa area costiera. Il punto resta però ancora a livello di indirizzo politico: dalle fonti disponibili non emergono dettagli su tempi, investimenti o struttura societaria.

Il riferimento regionale è esplicito. The Block ha scritto che Petro guarda a Venezuela e Paraguay come esempi di Paesi capaci di attirare investimenti nell’estrazione di BTC grazie alla disponibilità di energia abbondante e a basso costo. Nella discussione citata da CoinDesk, Cecere aveva segnalato che il Paraguay avrebbe raggiunto il 4,3% della potenza di calcolo globale sfruttando elettricità idroelettrica economica legata alla diga di Itaipu.

L’elemento ambientale è il nodo che Petro prova a rovesciare a favore del progetto. CoinDesk ha ricostruito la posizione del presidente: usare elettricità rinnovabile inutilizzata sarebbe preferibile al lasciarla ferma e potrebbe attenuare le critiche sulle emissioni da combustibili fossili che hanno accompagnato il settore in altre giurisdizioni. Restano tuttavia da chiarire aspetti essenziali come connessione alla rete, autorizzazioni locali e ripartizione dei ricavi.

La notizia non nasce da un movimento di prezzo, ma da una possibile scelta di politica industriale. Per il mercato delle criptovalute, il tema è diverso da quello delle tesorerie societarie, tornato di attualità anche con un caso aziendale recente sulle riserve in BTC: qui il focus è sull’uso di infrastrutture energetiche per attrarre calcolo computazionale. Se il piano colombiano passasse dalla proposta all’attuazione, il confronto latinoamericano sull’estrazione con fonti rinnovabili potrebbe diventare più competitivo.

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