Burry copre le posizioni corte su NVIDIA con opzioni prima dei conti
Michael Burry compra call NVIDIA come copertura mentre aumenta gli short su titoli IA. Il mercato guarda ai conti e al prezzo del titolo a Wall Street.

Michael Burry ha comprato opzioni di acquisto su NVIDIA in scadenza a dicembre alla vigilia dei conti, ma non come svolta rialzista: la posizione è stata presentata come copertura su una scommessa ribassista già ampia. Stocktwits ha riportato che il gestore noto per la scommessa contro i mutui subprime ha anche aumentato le posizioni ribassiste su vari titoli legati alla spesa per l’intelligenza artificiale. A Wall Street, il titolo NVIDIA scambia a 209,89 dollari, in calo dell’1,48%.
Nel dettaglio, le posizioni ribassiste riguardano Oracle, Palantir, Nebius e Caterpillar, oltre allo stesso gruppo dei semiconduttori. Secondo quanto riportato, la componente azionaria venduta allo scoperto supera il 21% del portafoglio, escludendo le opzioni di vendita. Il gestore ha indicato anche incrementi su Birkenstock e Freddie Mac, segno che la fotografia del portafoglio non è concentrata soltanto sull’IA.
Per le opzioni di acquisto di dicembre, Burry ha indicato prezzi di esercizio collocati nella fascia medio-alta dei 200 dollari e un costo unitario a una cifra. La tesi, per come è stata descritta nel suo aggiornamento su Substack, è che il premio delle opzioni sia compensato dalla posizione corta. Il gestore ha aggiunto che non cerca profitti autonomi dalla copertura e che non avrebbe aperto l’operazione senza un’esposizione ribassista e in opzioni di vendita già rilevante.
Quella esposizione su NVIDIA, tra vendite allo scoperto e opzioni ribassiste, è stata indicata intorno al 3,5%-4% del portafoglio. Burry ha anche riconosciuto di aver usato in passato coperture simili intorno alle trimestrali, senza rivendicare un tasso di successo elevato. Il punto centrale resta la gestione del rischio in una fase in cui gli utili dei grandi gruppi dell’IA possono spostare l’intero listino tecnologico.
La tempistica arriva mentre Wall Street discute se la domanda di chip per l’intelligenza artificiale possa sostenere valutazioni già elevate. Nei giorni scorsi avevamo segnalato come i conti di NVIDIA fossero diventati una prova sui costi dell’IA e come Wall Street fosse più cauta prima della trimestrale. La nuova mossa di Burry si inserisce quindi in un mercato che non mette in discussione solo la crescita dei ricavi, ma anche la qualità dei ritorni per gli azionisti.
Nel suo ragionamento, Burry ha sostenuto che NVIDIA non redistribuirà agli azionisti abbastanza valore rispetto alle aspettative incorporate nel prezzo. Ha inoltre osservato che, nelle ultime trimestrali, il titolo è sceso più di quanto sia salito dopo la pubblicazione dei risultati. La sua critica riguarda dunque i ritorni agli azionisti, non soltanto il ritmo di espansione dell’attività legata all’intelligenza artificiale.
Il paniere ribassista non riguarda soltanto i semiconduttori: include informatica aziendale, infrastrutture e nomi industriali. La presenza di Palantir richiama il tema già emerso nel nostro approfondimento su energia per l’IA e valutazioni di Palantir, cioè il costo fisico della crescita digitale. Anche per Oracle il mercato sta valutando quanto la spinta sui servizi informatici a distanza legati all’IA possa tradursi in margini sostenibili, non solo in ricavi più alti.
Per ora, l’operazione va letta come una copertura tattica dentro una posizione più ampia e non come un segnale rialzista netto sul titolo. Se la trimestrale dovesse sorprendere positivamente, le opzioni di acquisto potrebbero ridurre l’impatto della posizione corta; in caso contrario, resterebbe centrale la tesi ribassista di Burry sulla distanza tra prezzo di mercato e aspettative. La reazione del titolo ai conti sarà quindi osservata anche come verifica della sostenibilità del premio che Wall Street continua ad attribuire all’IA.