Clayton guida la forza IA di Trump: incarico con dossier criptovalute
Trump affida a Jay Clayton la nuova forza sull'intelligenza artificiale: 120 giorni per rischi e opportunità, con riflessi sul mondo cripto.

Donald Trump ha scelto Jay Clayton per guidare il nuovo gruppo federale dedicato all’intelligenza artificiale, riportando al centro di Washington una figura molto nota anche al settore delle criptovalute. CNBC ha indicato che Clayton, oggi direttore dell’intelligence nazionale, sarà il principale responsabile della nuova Super Intelligence Force, con un mandato iniziale di 120 giorni per valutare rischi, opportunità e responsabilità del governo federale. L’annuncio è arrivato domenica su Truth Social, dove Trump ha descritto la struttura come il punto di coordinamento tra amministrazione, consumatori, gruppi di interesse pubblico, organizzazioni religiose, operatori di infrastrutture critiche e società del settore.
Nel gruppo entreranno anche Andrew Ferguson, presidente della Federal Trade Commission, Emil Michael, responsabile tecnologico del Dipartimento della Difesa per ricerca e ingegneria, e Scott Kupor, direttore dell’Office of Personnel Management. La forza riferirà direttamente a Trump e alla capo di gabinetto della Casa Bianca, Susie Wiles. Decrypt ha riportato che la scelta di Clayton è particolarmente sensibile per l’industria delle criptovalute, perché l’ex presidente della SEC è stato uno dei volti della stagione di interventi aggressivi contro il settore durante il primo mandato di Trump.
Secondo Decrypt, sotto la sua guida l’autorità avviò 57 azioni contro società legate a criptovalute, offerte iniziali di monete e progetti digitali, inclusa la causa contro Ripple. Per chi segue la guida al trading di criptovalute, il punto non è solo politico: è il ritorno di un nome associato a un’idea più interventista della vigilanza finanziaria. Il collegamento con l’ecosistema digitale di Trump resta rilevante anche per il mercato delle monete tematiche legate alla sua immagine.
Il token Official Trump non è al centro dell’incarico su intelligenza artificiale, ma resta uno degli indicatori osservati quando le decisioni della Casa Bianca incrociano politica, marchio personale e finanza decentralizzata. Nei giorni scorsi il tema era già emerso con la cena di novembre per 185 detentori di Official Trump, episodio che ha riacceso il dibattito sui confini tra comunicazione politica e strumenti finanziari digitali. La nuova forza arriva mentre la Casa Bianca prova a definire un quadro più organico per l’intelligenza artificiale, dopo gli incontri della scorsa settimana con dirigenti di grandi società tecnologiche.
Trump ha richiamato anche un accordo alla Casa Bianca sulla super intelligenza, sostenendo che le imprese abbiano confermato responsabilità verso i cittadini statunitensi. Il tema regolatorio si intreccia con un mercato già molto sensibile alle notizie sul settore, come mostrano le recenti analisi sui nuovi massimi del Nasdaq trainati da NVIDIA e sulla scommessa IA di NVIDIA e Broadcom verso il 2030. La presenza di Clayton segnala però che il dossier non sarà solo industriale.
La combinazione tra sicurezza nazionale, tutela dei consumatori, infrastrutture critiche e grandi piattaforme potrebbe produrre raccomandazioni con effetti indiretti anche su blockchain, identità digitale e contenuti sintetici. Un precedente recente sul lato dei contenuti è arrivato con le nuove regole di Google sui contenuti generati da intelligenza artificiale, mentre sul fronte degli asset digitali resta aperto il confronto seguito alla fusione Evernorth legata a XRP e Nasdaq. Per ora non sono state indicate misure operative immediate, né nuove regole vincolanti per società di intelligenza artificiale o operatori di criptovalute.
Il primo passaggio concreto sarà il lavoro dei 120 giorni, al termine del quale la forza dovrà presentare raccomandazioni sulle responsabilità federali. La scelta di Clayton, tuttavia, basta già a chiarire che l’amministrazione intende trattare l’intelligenza artificiale come un dossier di sicurezza, mercato e potere regolatorio, non solo come una questione tecnologica.