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Diesel caro in California, l’effetto porto può colpire gli Usa

La guerra in Iran stringe il mercato del diesel: rincari in California e costi logistici più alti possono pesare sui prezzi negli Usa.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Diesel caro in California, l’effetto porto può colpire gli Usa

Il rincaro del diesel in California sta diventando un problema nazionale per gli Stati Uniti. CNBC ha riportato che l’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi, legato alla guerra in Iran ormai entrata nel sesto mese, può trasmettersi dai porti della costa occidentale agli scaffali di molte catene commerciali americane. Il punto critico è il complesso portuale di San Pedro Bay, tra Los Angeles e Long Beach, attraverso cui passa quasi un terzo dei flussi containerizzati di importazione ed esportazione citati da CNBC.

Prima di arrivare nei magazzini e nei negozi, molte merci vengono movimentate da camion e treni che sostengono i costi del carburante californiano, già tra i più elevati del Paese. La pressione non riguarda soltanto il petrolio greggio, ma soprattutto i prodotti raffinati. Darren Woods, amministratore delegato di ExxonMobil, ha indicato a CNBC che la raffinazione resterà un nodo aperto ancora a lungo, anche in uno scenario di normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto.

Secondo quanto riportato da CNBC, Woods ha collegato il quadro a tre fattori: la guerra in Iran, la perdita di capacità russa e l’incertezza sulle esportazioni cinesi di prodotti petroliferi. Il titolo ExxonMobil scambia a 154,79 dollari, in calo dello 0,42% nelle ultime 24 ore, mentre il mercato valuta se margini di raffinazione più elevati possano compensare i rischi sulla domanda. Andy Lipow, di Lipow Oil Associates, ha stimato a CNBC che il mondo si trovi ora corto di circa l’8% della domanda globale di diesel.

Il dato riflette anche l’intensificazione degli attacchi ucraini contro infrastrutture di raffinazione russe, che si sommano alle tensioni mediorientali e riducono la disponibilità di prodotto finito più rapidamente di quanto accada sul greggio. Per le imprese americane il rischio principale è una trasmissione dei costi lungo la filiera. Il diesel alimenta trasporto su gomma, movimentazione portuale e una parte rilevante della logistica ferroviaria: se il prezzo resta alto in California, l’effetto può spostarsi verso categorie molto diverse, dai beni di consumo ai prodotti industriali.

Il tema energetico arriva in una fase in cui Wall Street è già concentrata sui margini aziendali e sui costi operativi. La stessa attenzione alla qualità degli utili è emersa nella nostra analisi su Palantir alla prova dei conti e nel calendario dei risultati con Disney e AMD in una settimana carica di conti, dove il mercato cerca conferme sulla capacità delle società di assorbire spese più elevate. Il confronto si allarga anche agli investitori che seguono il comparto azionario in chiave settoriale, più che singolo titolo.

Nella nostra pagina sulle migliori azioni da comprare il settore energia resta uno dei capitoli da monitorare quando geopolitica, raffinazione e inflazione dei trasporti tornano a muovere le aspettative sui margini. Il rincaro del diesel si inserisce infine in una lettura più ampia delle materie prime, dove petrolio, carburanti e metalli preziosi continuano a reagire alle tensioni geopolitiche. Non a caso, il tema della copertura dai rischi macro è tornato anche nella nostra analisi su State Street, Bitcoin mancato e oro anticipato, segnale che gli investitori stanno rivalutando gli asset sensibili a inflazione e shock di offerta.

Fonti - CNBC

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