Futures USA in calo dopo Alphabet e Tesla: l’IA torna a pesare su Wall Street
Futures USA in rosso dopo i conti di Alphabet e Tesla: pesano spese per IA, petrolio e tensioni tecnologiche tra USA e Cina.

I futures USA arretrano nella mattinata di giovedì 23 luglio 2026, con il mercato che torna a interrogarsi sul costo della corsa all’intelligenza artificiale. I conti e i piani di spesa di Alphabet (Google) e Tesla hanno riacceso la cautela sui grandi titoli tecnologici, mentre Alphabet scambia a 342,09 dollari, in calo dell’1,46%. Stocktwits ha riportato che, alle 4:00 del mattino sulla costa orientale degli Stati Uniti, i futures sul Nasdaq cedevano lo 0,7%, mentre quelli su Dow Jones e S&P 500 arretravano dello 0,5%.
Il Russell 2000 era indicato in flessione dello 0,3%, in una seduta pre-mercato segnata anche da un peggioramento del sentiment retail sul SPDR S&P 500 ETF e sull’Invesco QQQ Trust. Il titolo Tesla è finito sotto pressione nel pre-mercato, con un calo indicato intorno al 5%, dopo risultati sotto le attese nonostante consegne record. L’attenzione degli investitori si è spostata soprattutto sulle spese legate a intelligenza artificiale e robotica, un tema già emerso nella nostra analisi su Wall Street divisa prima dei conti Tesla e nel focus su Tesla e Intel nel mirino dei conti.
Per Alphabet, il nodo resta la sostenibilità degli investimenti necessari a difendere la posizione nel cloud, nella ricerca e nei servizi basati su IA. La reazione negativa del mercato conferma che la crescita dei ricavi non basta più se accompagnata da un aumento percepito come aggressivo dei costi infrastrutturali, un punto che avevamo evidenziato anche nell’articolo su NVIDIA sopra il segnale tecnico mentre il mercato aspetta Alphabet. La pressione non riguarda soltanto i grandi nomi del software e dell’auto elettrica.
Anche Intel e AMD restano nel radar degli operatori, perché la spesa per centri dati e semiconduttori è ormai il termometro principale della filiera IA. Sullo sfondo pesano inoltre le tensioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina, dopo le indicazioni su un’indagine statunitense riguardante la società cinese Moonshot per presunto accesso non autorizzato a chip, mentre in Cina le autorità avrebbero discusso controlli più stretti su fondi quantitativi e uso dell’intelligenza artificiale. Il quadro macro aggiunge un ulteriore livello di cautela.
L’aumento del petrolio, collegato alle tensioni in Medio Oriente, si somma all’attesa per i dati settimanali sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, rendendo più fragile il tono di Wall Street. Non a caso, il tema era già centrale nel nostro aggiornamento sui futures USA frenati da petrolio e conti Big Tech. La seduta si apre quindi con un mercato che non sta mettendo in discussione soltanto gli utili trimestrali, ma il prezzo complessivo della nuova fase tecnologica.
La domanda degli investitori è se la spesa per IA continuerà a sostenere la crescita futura o se, nel breve periodo, finirà per comprimere margini e valutazioni dei principali titoli di Wall Street.