Tesla sotto 360 dollari: utili in bilico dopo ricavi a 28,2 miliardi
Tesla arretra a 354,08 dollari mentre il mercato valuta ricavi record, cassa negativa e investimenti fino a 25 miliardi in IA e robotaxi.

Tesla resta al centro del dibattito a Wall Street dopo il calo a 354,08 dollari, con una variazione giornaliera negativa del 5,92%. Il titolo è sotto la soglia dei 360 dollari e lontano dal massimo a 52 settimane che si era avvicinato ai 500 dollari, ma la distanza dai picchi non basta a trasformare automaticamente la valutazione in un’occasione evidente. The Motley Fool ha messo in evidenza il contrasto tra crescita dei ricavi e pressione sulla redditività.
Nel secondo trimestre la società guidata da Elon Musk ha registrato consegne di veicoli elettrici a livelli record e ricavi totali per 28,2 miliardi di dollari, in aumento del 26% su base annua. Il punto critico riguarda la qualità di quella crescita. Il flusso di cassa libero è diventato negativo, mentre le spese in conto capitale sono aumentate in modo sensibile per sostenere Cybercab, iniziative di intelligenza artificiale e robotica, con investimenti che potrebbero arrivare fino a 25 miliardi di dollari nell’anno.
La valutazione resta uno degli ostacoli principali per chi guarda alle azioni Tesla con un orizzonte di lungo periodo. The Motley Fool ha ricordato che il rapporto prezzo/utili prospettico è intorno a 150 volte, mentre quello basato sugli utili storici si colloca vicino a 330 volte, a fronte di una capitalizzazione di circa 1.400 miliardi di dollari. Il mercato sta quindi pesando due letture diverse.
Da un lato c’è la possibilità che Cybercab, robotica e accumulo energetico aprano nuove fonti di crescita; dall’altro rimane il rischio di esecuzione, già emerso nelle ultime sedute con il test federale del Cybercab e con la precedente indagine federale sui Cybercab senza volante ad Austin. La componente legata all’intelligenza artificiale è diventata ancora più rilevante perché Tesla non viene più valutata soltanto come produttore di veicoli elettrici. La concorrenza percepita di nuovi operatori dell’IA ha già inciso sul sentiment, come emerso nel recente calo legato a OpenAI e Anthropic, mentre la domanda di infrastrutture alimentate dall’intelligenza artificiale sostiene anche il tema dello stoccaggio energetico.
Il confronto con il resto del settore tecnologico resta inevitabile. La corsa agli investimenti in chip e capacità di calcolo, raccontata anche nella partita tra Broadcom e NVIDIA nell’intelligenza artificiale e nella sfida tra AMD e Broadcom sui processori su misura, mostra perché Wall Street premi i progetti di lungo periodo ma continui a chiedere prove concrete sui margini. Per Tesla, quindi, la questione non è soltanto se il titolo sotto 360 dollari sia meno caro rispetto ai massimi recenti.
Il nodo è se la società riuscirà a trasformare investimenti elevati in utili sostenibili, evitando che la crescita dei ricavi venga assorbita da costi, capex e tempi di sviluppo più lunghi del previsto.