Gerber attacca Tesla: poca pubblicità con benzina a 6,50 dollari
Ross Gerber critica Tesla per non sfruttare i prezzi della benzina a Los Angeles. Il titolo TSLA arretra a 372,11 dollari.

La critica a Tesla arriva su un punto molto concreto: con la benzina indicata intorno a 6,50 dollari al gallone a Los Angeles, Ross Gerber ritiene che il gruppo dovrebbe essere molto più aggressivo nella comunicazione commerciale. Yahoo Tickers ha riportato che l’investitore vede in questo contesto un’occasione immediata per ricordare agli automobilisti il vantaggio economico dei veicoli elettrici. Il titolo TSLA scambia a 372,11 dollari, in calo dell’1,54% nelle ultime 24 ore, mentre il dibattito sul posizionamento del marchio torna a intrecciarsi con l’andamento di Wall Street.
La pagina delle azioni Tesla resta quindi osservata non solo per le attese su consegne, margini e nuovi modelli, ma anche per la capacità del gruppo di trasformare il contesto energetico in domanda effettiva. Gerber non ha contestato la tecnologia o la qualità del prodotto, ma la gestione dell’opportunità commerciale. Secondo quanto riportato da Yahoo Tickers, l’investitore si è chiesto perché l’azienda non stia comprando spazi pubblicitari per parlare direttamente ai conducenti in un’area dove il costo del carburante rende più evidente il confronto con l’elettrico; la sua valutazione sulla gestione è stata definita molto dura.
La questione tocca un nervo storico per il gruppo guidato da Elon Musk: per anni Tesla ha costruito la propria immagine più attraverso prodotto, passaparola e presenza mediatica che tramite campagne pubblicitarie tradizionali. In una fase in cui la concorrenza sulle auto elettriche è più ampia e gli incentivi non sono sempre uniformi, la scelta di non presidiare alcuni messaggi può diventare un tema di mercato. Il richiamo di Gerber arriva dopo giornate già dense per il titolo.
In settimana, l’attenzione degli investitori si era concentrata su tassi, dati macroeconomici e Roadster, come ricostruito nella nostra analisi su Wall Street, Fed e Roadster con Tesla a 372 dollari. Il nodo pubblicitario aggiunge un ulteriore livello alla discussione: non riguarda solo il prodotto, ma la capacità di intercettare consumatori in un momento favorevole. Anche il fronte industriale resta aperto.
Pochi giorni fa il mercato aveva già pesato le prospettive del Semi, con il titolo sotto pressione nonostante i piani produttivi, come segnalato nell’approfondimento su Tesla e il piano Semi contro i tagli. In parallelo, l’avvio della fabbrica in Nevada con obiettivo 50.000 camion ha confermato che la società continua a puntare su volumi e diversificazione, ma gli investitori chiedono segnali più chiari sulla domanda. Il tema della comunicazione è particolarmente sensibile perché l’auto elettrica viene venduta anche come scelta economica nel ciclo di utilizzo, non solo come scelta tecnologica.
Se il prezzo della benzina sale in mercati chiave come la California, una campagna mirata potrebbe rafforzare la percezione di convenienza, soprattutto tra consumatori ancora indecisi sul passaggio all’elettrico. La critica di Gerber suggerisce che parte del mercato vede un divario tra vantaggio potenziale e azione commerciale. Resta da capire se Tesla modificherà il proprio approccio o continuerà a privilegiare eventi, annunci di prodotto e comunicazione diretta.
L’attesa per il Roadster, già riaccesa dall’evento del 1° ottobre analizzato nel nostro articolo su Roadster e focus degli investitori su Optimus, può riportare attenzione sul marchio. Ma il messaggio di Gerber è più immediato: con la benzina cara a Los Angeles, il gruppo potrebbe avere davanti una leva commerciale che non sta sfruttando pienamente.