Microsoft sfida Nvidia con ordini per 678 miliardi: il vantaggio che intriga Wall Street
Microsoft resta al centro del tema intelligenza artificiale: 24/7 Wall St cita ordini per 678 miliardi e un obiettivo a 590 dollari.

Microsoft torna al centro della corsa di Wall Street sull’intelligenza artificiale, ma questa volta il confronto con NVIDIA non passa solo dai chip. Il punto indicato da 24/7 Wall St è il portafoglio ordini commerciali contrattualizzato da 678 miliardi di dollari, una base che può trasformare la domanda per servizi di intelligenza artificiale in ricavi ricorrenti. Il titolo scambia a 483,24 dollari, in rialzo dello 0,43% nelle ultime 24 ore.
24/7 Wall St ha indicato per Microsoft un obiettivo di prezzo a 590,43 dollari, con un potenziale rialzo superiore al 22% su dodici mesi. La stima si fonda sull’ipotesi che Azure, Copilot e il portafoglio ordini continuino a convertirsi in ricavi al ritmo attuale. Non si tratta quindi solo di aspettative sulla spesa per intelligenza artificiale, ma della capacità di incassarla attraverso contratti pluriennali e servizi in abbonamento.
Il confronto con gli altri grandi nomi tecnologici resta centrale. Secondo 24/7 Wall St, i ricavi ricorrenti di Microsoft arrivano a 332 miliardi di dollari, una dimensione superiore ai ricavi complessivi attribuiti a NVIDIA nella stessa analisi. Alphabet (Google), invece, viene indicata come titolo meno caro in termini di valutazione prospettica, con un rapporto prezzo/utili atteso a 17 volte contro le 24 volte attribuite a Microsoft. Il nodo riguarda la qualità dei ricavi, non soltanto la crescita.
La nostra pagina sulle azioni Microsoft resta un riferimento per seguire il titolo, mentre il mercato continua a distinguere tra società che vendono infrastrutture e gruppi capaci di monetizzare software, nuvola informatica e produttività aziendale. È lo stesso tema emerso nel recente approfondimento sul ritorno dei titoli software legati all’intelligenza artificiale, dove la visibilità dei ricavi è tornata a pesare nelle valutazioni. Il paragone con Nvidia rimane inevitabile perché il mercato ha premiato per mesi i fornitori di semiconduttori necessari ad addestrare e far funzionare i modelli di intelligenza artificiale.
In una nostra analisi su Nvidia e la leadership nei chip per intelligenza artificiale, il punto centrale era il controllo della piattaforma e non solo la domanda di componenti. Microsoft si colloca dall’altro lato della catena: usa quella potenza di calcolo per vendere servizi aziendali, strumenti di produttività e capacità nei centri dati. La reazione del mercato resta comunque misurata: il movimento giornaliero dello 0,43% segnala interesse, ma non una rincorsa indiscriminata.
Il titolo è ancora sotto la soglia dei 500 dollari, un livello che avevamo già collegato al dibattito sulle valutazioni nell’articolo Microsoft sotto 500 dollari: l’intelligenza artificiale riapre il dossier valutazioni. Il rischio per gli investitori è che l’espansione della nuvola informatica richieda investimenti elevati e continui, comprimendo i margini se la monetizzazione rallenta. Il caso Microsoft resta quindi diverso da quello dei produttori di chip: meno dipendente dal singolo ciclo hardware, ma più esposto alla prova della conversione commerciale.
Il portafoglio ordini da 678 miliardi offre visibilità, mentre l’obiettivo a 590,43 dollari incorpora già aspettative importanti sulla crescita di Azure e Copilot. Per Wall Street, la domanda non è più se l’intelligenza artificiale generi spesa, ma quanta di quella spesa possa diventare valutazione sostenibile nei bilanci.