Musk divide Wall Street: margini Tesla contro crescita SpaceX
Il confronto tra Tesla e SpaceX mostra due traiettorie opposte: margini auto sotto pressione, ricavi spaziali in forte crescita e IA al centro.

Tesla e SpaceX hanno consegnato agli investitori due letture molto diverse dell’impero industriale di Elon Musk. 24/7 Wall St. ha messo a confronto i numeri più recenti delle due società, evidenziando due traiettorie opposte: l’auto elettrica sotto pressione sui margini, lo spazio sostenuto da una crescita più rapida dei ricavi. Il trimestre di Tesla mostra una società ancora in transizione, nonostante consegne record pari a 480.126 veicoli.
I ricavi sono arrivati a 28,24 miliardi di dollari, ma il margine operativo è sceso all’1,4%, mentre l’utile per azione di 0,33 dollari è rimasto sotto la stima indicata dalla fonte. Il flusso di cassa libero è risultato negativo per 1,09 miliardi di dollari, un dato che accentua l’attenzione sugli investimenti in robotaxi, semiconduttori e calcolo per l’intelligenza artificiale. SpaceX, nello stesso confronto, appare in una fase diversa: secondo 24/7 Wall St., la società è reduce da una Ipo da 85,7 miliardi di dollari e ha registrato ricavi in aumento del 92% su base annua.
L’Ebitda rettificato è salito del 191% a 3,5 miliardi di dollari, mentre Starlink ha raggiunto 12 milioni di abbonati. La fonte segnala inoltre assenza di perdite tra i clienti aziendali, un elemento che rafforza la lettura di entrate ricorrenti più visibili rispetto alle promesse future dell’autonomia Tesla. Il punto comune resta l’intelligenza artificiale, ma con profili di rischio diversi.
Le azioni NVIDIA restano il riferimento di mercato per il tema dei chip e scambiano a 215,26 dollari, in calo dello 0,73% nelle ultime 24 ore. Il confronto tra domanda di calcolo, infrastrutture e margini richiama la nostra analisi su chip IA e premio a Nvidia, dove il controllo della piattaforma emergeva come fattore decisivo nella valutazione dei leader del settore. Per SpaceX, la voce più pesante è rappresentata dagli investimenti: 18,4 miliardi di dollari di spese in conto capitale in un solo trimestre, di cui 15,8 miliardi legati all’infrastruttura di calcolo per l’IA.
È una cifra superiore per intensità a quella osservata in molte società quotate, ma il mercato sembra distinguere tra spesa che già sostiene ricavi ricorrenti e spesa legata a prodotti ancora da monetizzare pienamente. Lo stesso tema energetico e infrastrutturale era emerso nella nostra analisi sui centri dati IA. Il caso Tesla rimane più delicato perché la compressione dei margini arriva mentre il gruppo finanzia Optimus, Cybercab, una fabbrica di semiconduttori e capacità di calcolo.
Il tema era già al centro dell’approfondimento su Cybercab e robotaxi, dove il mercato iniziava a incorporare nelle valutazioni una quota crescente di ricavi futuri ancora incerti. In questo contesto, le discussioni sulle migliori azioni da comprare tendono a separare sempre più nettamente crescita attesa e redditività effettiva. La fotografia che emerge è quindi meno una sfida personale tra due società di Musk e più un test sul modo in cui Wall Street valuta il futuro tecnologico.
Tesla deve dimostrare che l’autonomia può compensare l’erosione dei margini auto, mentre SpaceX deve giustificare investimenti enormi mantenendo la traiettoria di Starlink. Per gli investitori, il nodo non è soltanto chi cresce di più, ma quale modello trasforma prima l’innovazione in cassa sostenibile.