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Sedici società frenano le azioni tokenizzate del progetto OKX-ICE

Microsoft, Alphabet e Goldman Sachs si aggiungono agli emittenti contrari al progetto OKX-ICE per scambiare azioni tokenizzate.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Sedici società frenano le azioni tokenizzate del progetto OKX-ICE

Microsoft, Alphabet (Google) e Goldman Sachs si sono aggiunte al gruppo di società che si oppongono alla negoziazione di versioni tokenizzate delle proprie azioni sulla piattaforma OKXICE TSV. CoinDesk ha riportato che l’elenco aggiornato, datato 19 ottobre, riguarda un progetto congiunto tra OKX e Intercontinental Exchange, il gruppo proprietario del New York Stock Exchange. Decrypt ha indicato che le nuove società contrarie sono sette: oltre a Microsoft, Alphabet e Goldman Sachs figurano Qualcomm, Caterpillar, McDonald’s e Western Digital.

Il totale degli emittenti che hanno presentato obiezioni sale così a 16 società, rispetto alle nove indicate in un avviso precedente pubblicato pochi giorni prima. Tra i nomi già comparsi nella prima comunicazione figuravano Verizon, Broadcom, UnitedHealth, CoreWeave e Rocket Lab. I documenti pubblici citati da CoinDesk e Decrypt non spiegano le ragioni delle opposizioni e non chiariscono se un’obiezione basti a impedire la presenza del titolo sulla piattaforma.

L’ingresso di Goldman Sachs nella lista spicca perché la banca è attiva da anni nello sviluppo di mercati basati su infrastrutture blockchain. Il dossier contiene anche una modifica tecnica rilevante. Decrypt ha segnalato che l’avviso del 15 ottobre parlava di azioni tokenizzate da soggetti terzi non collegati alle società emittenti, mentre la versione aggiornata consente anche la tokenizzazione da parte dell’emittente stesso.

La differenza potrebbe aprire a un ruolo più diretto delle società nella gestione della rappresentazione dei propri titoli su registro blockchain. Secondo CoinDesk, l’avviso originario di OKXICE includeva 63 ticker relativi a 62 società, con Alphabet presente tramite due classi di azioni. Quindici delle società comprese in quella lista avrebbero ora espresso contrarietà, lasciando 47 nomi senza un’obiezione pubblicamente comunicata.

Cerebras Systems, indicata tra gli emittenti contrari, non risultava invece nella rosa iniziale proposta per la negoziazione. La vicenda arriva mentre la tokenizzazione degli strumenti finanziari tradizionali resta uno dei temi più delicati nel rapporto tra mercati regolamentati e infrastrutture blockchain. Per gli investitori che seguono l’incrocio tra azioni e registri distribuiti, il caso richiama il dibattito già visto nei pagamenti bancari digitali, come nel nostro approfondimento su JPM Coin su Ethereum.

Per il quadro di base sugli strumenti digitali resta utile anche la nostra guida al trading di criptovalute, soprattutto quando la tecnologia blockchain viene applicata ad attività finanziarie tradizionali. Il nodo per OKXICE è ora dimostrare che il modello può convivere con gli interessi degli emittenti e con il nuovo quadro della SEC per le azioni tokenizzate, presentato il mese scorso. La pressione arriva in una fase in cui i grandi titoli tecnologici restano sotto osservazione a Wall Street, come mostrano le nostre analisi su Google Cloud e il premio Microsoft e su Microsoft tra i titoli IA favoriti.

Il tema non riguarda solo la tecnologia di mercato, ma anche il controllo con cui le società vogliono vedere circolare versioni digitali delle proprie azioni. Il prossimo passaggio sarà capire se OKXICE modificherà l’elenco dei titoli o se le opposizioni resteranno solo annotazioni nel percorso autorizzativo. Per ora, la lista crescente segnala che la tokenizzazione delle azioni quotate non è più soltanto una questione tecnica.

È diventata un terreno di confronto tra piattaforme di scambio, regolatori ed emittenti di primo piano.

Fonti - Decrypt

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